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PAVONE. Occleppo: "Che fine ha fatto la collezione D'Andrade?"

C’era una volta a Pavone un Museo, con tanto di collezione composta da installazioni e apparecchiature progettate e realizzate da uno Studio di fama internazionale. C’erano anche teche in cui erano esposti reperti risalenti all’Età del Bronzo, ritrovati dal Gruppo Archeologico Canavesano nel sito della Paraj Auta.

Un vero e  proprio fiore all’occhiello per il paese.

Dal 2015, però, il Museo D’Andrade giace in stato d’abbandono. Esattamente da quando l’omonima Fondazione è stata messa in liquidazione.

Lunedì  25 gennaio, il tema è tornato di grande attualità grazie ad un’interrogazione presentata dal gruppo consiliare Insieme per Pavone, guidato da Andrea Occleppo. che ha presentato un’interrogazione al sindaco, Endro Bevolo e all’assessore competente.

Su 9 commissioni, solamente 2 risultano a pieno organico e quindi vengono a mancare le funzioni di supporto all’Amministrazione. Nel caso del Museo si potrebbe richiedere, all’interno della Commissioni Cultura o Patrimonio, l’intervento dei numerosi esperti locali, conoscitori del museo stesso e delle problematiche relative all’edificio che lo ospita”.

Secondo l’opposizione bisogna tornare a lavorare per la riapertura e capire quali siano le condizioni della collezione.

Qual è la collocazione e lo stato del materiale attualmente presente nell’edificio?”  domanda la lista di minoranza aggiungendo: “Qual è la visione progettuale e culturale di questa amministrazione riguardo al Museo, anche considerando l’importanza che lo stesso ha ricoperto negli anni passati nel panorama culturale canavesano?

Poi, con riferimento all’annessa Biblioteca, “Insieme per Pavone” ha domandato “Se sia stato effettuato un censimento dei volumi e del materiale diverso ad oggi nelle disponibilità della Biblioteca e a quali risultati si sia pervenuti”.

Infine hanno chiesto di visionare il Progetto architettonico di riqualificazione con relative tempistiche e la relativa analisi costi/benefici e perché non si sia richiesto il parere, se non la collaborazione, delle persone che da anni operano all’interno della Biblioteca per la predisposizione dello spostamento della stessa.

“Lacunose le risposte dell’amministrazione - spiega il capogruppo Andrea Occleppo -. Ci hanno lasciati insoddisfatti”.

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