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Ivrea
28 Febbraio 2024 - 19:25
Fabrizio Dulla e Elisabetta Piccoli. Sullo sfondo l'albero di Natale
Sarà anche tempo di Quaresima, ma sotto le rosse si continua a parlare del Natale. Il dito indice è puntato sull'albero che ha fatto bella mostra di sé in piazza di città e che è stato letteralmente "tagliato" finite le feste. A puntarlo sono stati, nel corso dell'ultimo consiglio comunale, Elisabetta Piccoli e Piero Noascone con un'interpellanza al sindaco a cui ha risposto l'assessore al bilancio Fabrizio Dulla.
Due le domande di Piccoli e Noascone: "Perché avete condannato a morte una conifera che avrebbe potuto essere messa a dimora e portare benefici ambientali?". E ancora: "Considerate corretto aver sfruttato l'immagine del povero abete e non aver pensato alla sua tutela?".

Secondo i due consiglieri comunali, ucciderlo davanti ai cittadini non sarebbe stata una scena edificante. Si sarebbe, invece, questo sì, dovuto e potuto mettere la conifera a dimora in uno dei tanti spazi verdi pubblici. Senza contare che Ivrea ha un regolamento approvato dalla giunta dell'ex sindaco Carlo Della Pepa in cui si vieta specificamente la "capitozzatura" degli abeti...
La polemica, in realtà, chi la fa la aspetti, ha un gran sapore di "vendetta" e sembra uguale e identica a quella che nel 2018 fece il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti, solo che in allora al governo c'era Piccoli con il centrodestra..
"L'abete sistemato in piazza di città è molto bello: imponente, elegante, alto. Tutto addobbato fa la sua bella figura - aveva alzato i toni Perinetti prendendo in giro Sertoli e l'allora vicesindaca Elisabetta Ballurio - Ma... finito il periodo natalizio che fine farà? Ve lo dico io che cosa succederà! È destinato a fare una brutta fine: tagliato a pezzi e bruciato o smaltito in una discarica. L'Abete di Natale piazzato in piazza di città è, infatti, senza radici. Le hanno dovute tagliare altrimenti, date le loro dimensioni (tra l'altro le radici degli abeti si diramano soprattutto orizzontalmente e in superficie), non sarebbe stato possibile sistemare l'albero nel vaso alla base della pianta...".
Tornando al consiglio comunale dell'altra sera. A difendere le scelte della giunta ci ha pensato l'assessore Fabrizio Dulla, anche lui del Pd.
"Credo sia necessario ricostruire il percorso circa le caratteristiche di questo albero.. - ha dichiarato - Più o meno in estate l'Amministrazione comunale ha cominciato a ragionare sulle iniziative per favorire il commercio a Natale. Tra queste c'era anche l'albero. Sono state utilizzate in passato diverse soluzioni, anche l'albero di plastica. Ci siamo orientati su un albero vero. Per lungo tempo abbiamo pensato ad un albero che potesse essere trapiantato. Non ci siamo riusciti per i costi che, tra l'altro, sarebbero stati per intero a carico del Comune stante la mancata partecipazione al bando della Camera di Commercio. Una scelta di tipo economico. I costi non sarebbero stati compatibili con il budget. Abbiamo optato per un albero appositamente eradicato. L'alternativa sarebbe stata trovare uno sponsor per gli eventuali extra costi di un albero trapiantatile ma non si è riusciti a trovare un accordo sulle modalità della sponsorizzazione. Un esercente avrebbe voluto promuovere autovetture a combustione termica e non si capiva quale sarebbe stato il vantaggio dal punto di vista del messaggio ambientale...".
E poi sempre Dulla sugli abeti destinati al Natale, piantati ciclicamente e con circa 8 anni di vita.
“L’albero utilizzato - ha aggiunto - non era in vaso pronto al trapianto, ma eradicato appositamente per le feste natalizie, infatti negli ultimi giorni aveva cominciato a perdere qualche ago…”.
Il fiume di parole non ha convinto la consigliera Elisabetta Piccoli.
“Cinque professionisti con i quali mi sono confrontata mi hanno detto che quell’abete era un po’ difficile che fosse eradicato, anche perché quando è stato tagliato era verde,” ha ribattuto. “Fosse stato come dice lei, sarebbe stato pericoloso e non sarebbe potuto stare in piedi. Mi fa sorridere che lei dica che è da luglio che vi preoccupate del Natale. Mi vuole dire che da luglio non è stato possibile reperire uno sponsor gradito? Andava immaginato un percorso che non condannasse una pianta. In commissione, peraltro, era stato richiesto che se fosse stata scelta la strada dell’abete, si sarebbe dovuto dare un buon esempio. E quand’anche tutte le cose che lei ha detto fossero vere, ci troveremmo di fronte ad un caso più unico che raro al mondo, di un albero che era ancora così vivo. Aggiungo che quando amministravamo noi, il consigliere comunale Maurizio Perinetti aveva chiesto che non si utilizzassero più alberi vivi e noi lo avevamo ascoltato e condiviso…”
Infine un appunto, sempre di Piccoli, su una PEC di “accesso agli atti” per avere informazioni a cui non è stata data risposta.
“È giusto che gli uffici non abbiano dato informazioni perché la fattura è di Ascom,” le ha risposto Dulla.
“Comunque l’albero è costato 1.300 euro più iva, vivo sarebbe costato 4 mila euro più iva…”. Fine del dibattito
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