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Ivrea
07 Dicembre 2023 - 08:15
Al centro della foto il presidente del Comitato Francesco Ferro
A luglio, subito dopo l'incontro con l'Amministrazione comunale, si sono riuniti e, come anticipato, hanno messo in piedi un Comitato di quartiere, presieduto da Francesco Ferro. L'han chiamato "San Giovanni 1985". Obiettivo dichiarato: "...proporre iniziative per migliorare la qualità della vita, nonché promuovere occasioni di aggregazione, partecipazione e coinvolgimento a carattere sociale ludico e culturale dei cittadini".
Da qui la decisione dell'Amministrazione comunale, pubblicata in questi giorni all'albo pretorio, di concedere loro "in uso" una parte (circa 110 metri quadrati) del fabbricato di piazza Boves per 6 anni.
Ben fatto! Verrebbe da dire, ma non è solo di questo che i cittadini residenti qui han bisogno.
A luglio, in verità, Ferro si era presentato con in tasca un foglietto su cui aveva segnato le prime 10 cose da fare.
A dargli man forte il vice Paolo Pipicella.

Barriere architettoniche, parco giochi, marciapiedi, alberi e area sfalci fuori controllo: di questo s’era parlato. Soprattuto di quest’ultima. Maleodorante e ingranditasi nel tempo sempre di più anche per l’incuria di chi va lì e butta quel che ha come gli capita.
Il problema è che “vengono da fuori a scaricare”. “Succede ancora così... Non riescono a darci una soluzione... Si trova nei pressi dell'asilo e non è una gran bella cosa...” inforca Ferro.
In verità gli addetti di SCS (la municipalizzata che si occupa di raccolta e smaltimento) dovrebbero ripulirla almeno una volta a settimana, ma non sono così puntuali. E quindi l’erba imputridisce e puzza.
“Quell’area avrebbe dovuto essere utilizzata solo per la manutenzione del verde degli spazi pubblici, ma la utilizzano tutti...” spiegarono i cittadini. E questo è quel che si verifica - e non se ne esce - quando ci sono delle aree aperte a disposizione di tutti.
Si era in verità anche valutato di spostarla da un’altra parte c'è il rischio però che “lontan dagli occhi” dei residenti si trasformi in una vera e propria discarica a cielo aperto. Meglio di no e comunque l’assessore alle “manutenzioni” Massimo Fresc aveva garantito di essere già sul pezzo e alla ricerca di una soluzione. Forse una recinzione, con l’aggiunta di qualche telecamera vera.
Morale? S'è fatto già qualcosa? Nulla! C’è un cartello per avvisare che l’area è videosorvegliata ma è una “barzelletta” e non ci ha mai creduto nessuno.

Alla riunione di questa estate
In viale Biella (dal civico 13 al 19) s'erano po segnalate le radici di alcuni alberi che avevano sollevato l’asfalto e creato una serie di dislivelli pericolosi. Sarebbe bastato “limare” un po’ per riportare tutto in piano, ma anche questo è finito nel dimenticatoio.
“Avevo parlato con Sertoli - s'era sbottonato Italo Nappo che da queste parti è una vera e propria istituzione - Gli avevo detto che il lavoro avrei anche potuto farlo io... ma niente!...”
Poi c’è via Bollengo, una delle strade secondarie peggio messe della città e ovunque tombini non manutenuti da Smat che limitano il deflusso dell’acqua.
“Qualcosa si può fare con la squadra tecnica...” aveva inforcato Fresc. S'è fatto qualcosa? Nulla!
Altra strada altri problemi. Il dito in tanti lo aveva puntato su via Don Giuseppe Mosetto dove alcuni pioppi, nel corso degli anni sono diventati decisamente pericolosi. Peccato siano su un terreno di proprietà di Atc e Atc, nonostante le numerose segnalazioni, abbia sempre fatto orecchie da mercante. Domanda.... L'Amministrazione comunale avrà già parlato con Atc? E se lo ha fatto che risposte ha ricevuto? Boh!
Infine sulle infiltrazioni del centro comunale, ma su questo esistono già una serie di lavori programmati nell’ambito del Pnrr che prevedono la risistemazione del tetto, delle grondaie e degli scarichi.
Per il resto le assessore Dal Santo e Colosso avevano promesso che sarebbero state con il fiato sul collo di Atc, Smat e Scs e con quest’ultima c’era anche da risolvere il problema di quel cassonetto spostato un po’ più in là, non si capisce perchè o autorizzato da chi, che era diventato - e lo è tutt'ora - ricettacolo di rifiuti per la gioia dei topi che ci ballano intorno.
Ah già dimenticavamo le barriere architettoniche e le strisce pedonali, a cominciare da quelle che si dovrebbero tracciare davanti all’asilo.
"Rispetto alle tante parole - scuote la testa Francesco Ferro - ad oggi non si è mosso nulla, salvo il fatto che siamo stati riconosciuti come Comitato. Avevamo chiesto di far recintare e trasformare in campo da gioco per i bambini del quartiere l'area a ridosso del centro polivalente, ma non s'è mossa foglia. Al momento è tutto fermo ma siamo costantemente contattati dall’assessora Gabriella Colosso. Io dico questo. Che il comitato deve essere un’interfaccia tra Comune e quartiere e ci siamo anche messi a disposizione per lavorare però ci devono dare l’armi… A tutte le riunioni partecipano non meno di 80 persone e di operative ce ne sono una dozzina. San Giovanni fa 2.400 abitanti. Con questi numeri l'Amministrazione comunale ci deve stare ad ascoltare...".
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