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Ivrea
05 Dicembre 2023 - 22:47
Un tentativo. E poi un altro. E poi un altro ancora. Tutto inutile. Così una cittadina residente nel quartiere Bellavista racconta, in una email, il suo carteggio epistolare con il “caro” assessore Massimo Fresc.
“Ha promesso che mi avrebbe contattata, rimango purtroppo ancora in attesa della sua telefonata....” scrive amareggiata.
“Lei ed i suoi colleghi ci avevate assicurato che sareste ritornati nel mese di ottobre per comunicarci le vostre decisioni, probabilmente ritornerete durante le regionali e le europee, vi aspettiamo...”.
Il suo problema?
Le foglie!
Eggià! Proprio quelle per le quali, in un incontro del 12 luglio con gli abitanti del quartiere, Fresc si era preso un impegno preciso che poi non ha mantenuto.
“Ricordo che le avevo consegnato le copie delle lettere che già avevo scritto al sindaco Sertoli - sottolinea la donna - Personalmente, e sono veramente seccata, ho dovuto sostenere delle spese per affidare ad un giardiniere il lavoro di pulizia in questi ultimi due mesi...”.
Il dito indice è puntato diritto su alcuni alberi non potati di proprietà del Comune. Foglie ovunque e, manco a dirlo, grondaie intasate!
“Ci sono altre famiglie - è ancora scritto nella email - che da diversi anni sono costrette a rivolgersi ad una impresa per pulirle poiché le piante superano l’altezza del fabbricato...”.
E non finisce qui, oltre a ricordare l’importanza del servizio di “Portierato sociale” attivo per tre palazzine Atc e che la Lega aveva di fatto cancellato, nella email si chiede a Fresc di controllare le ditte che stanno sventrando Ivrea per interventi e installazioni con ripristini a dir poco “imbarazzanti”.
“Anche in questo quartiere - stigmatizza - sono stati svolti lavori di sostituzione dei tubi delle fognature e dell’acqua, non devo descriverle ciò che dovrebbe sapere riguardo l’asfaltatura, la invito a farsi un giro appena le sarà possibile, perché da queste parti non l’abbiamo più vista...”.
All’incontro nel quartiere
Nel salone di piazza 1° maggio quel 12 luglio si erano presentati in tanti a parlare di marciapiedi che non ci sono (dalla scuola alla rotonda), di erba da tagliare (un po’ ovunque), di lampioni a led che non fanno luce e di una strada che quando piove si allaga talmente tanto che ci si può nuotare dentro.
Soprattutto di alberi, più di 750 e tutti catalogati e disseminati in 100 mila metri quadrati di verde pubblico.
Il problema principale qui è quello delle potature. Se ne fanno poche e per alcuni alberi pare non si facciano da decenni.

Assemblea del 12 luglio a Bellavista
Ma c’era dell’altro, a comincia re da un cane abbandonato su un balcone di un condominio di via Papa Giovanni XXIII. Abbaiava a tutte le ore del giorno e i vicini non sapevano più, consentiteci la metafora animalesca, “che pesci pigliare”.
“Dopo la petizione consegnata ai vigili è arrivata l’Asl per un controllo ma era tutto in ordine - ci racconta Elio Iannotti - Ci han detto che il cane stava bene e non avevano preso alcuna decisione. Succedeva di mercoledì e il venerdì il cane non c’era più. Il papà del ragazzo che abita in quell’alloggio probabilmente se l’è portato via. Meglio così!”
Risolto il problema resta tutto il resto anche per Iannotti.
“Nel quartiere sono stati fatti dei lavori ma nessun ripristino delle strade. Abbiamo anche avuto un problema con l’accensione del riscaldamento spostata dal 15 al 30 ottobre e poi al 31. Ho dovuto chiamare, sindaco, Comune e Atc fino allo sfinimento...!”
E poi?
Poi c’era un problema grosso come l’area sfalci che Scs non monitora a sufficienza e ce n’era un altro legato alle isole ecologiche son prese d’assalto dai residenti di Canton Carasso dove è in vigore il “porta a porta”.
I cittadini chiedevano telecamere.
“Troppa immondizia richiama i topi e scarafaggi...” commentavano all’unisono.
Tra le promesse “made in Chiantore” una aveva aperto il cuore a tutti.
“Ho un incontro con la direttrice dell’Asl To4 Clara Occhiena” chiederò un impegno per la medicina territoriale”, aveva anticipato, sognando una presenza fissa almeno per gli esami del sangue.
“L’Amministrazione ci è vicina - mette le mani avanti Gabriele Piccagli presidente di Bellavista Viva - C’è un canale aperto con gli assessori Gabriella Colosso, Patrizia Dal Santo e Francesco Comotto per la risistemazione del centro civico. Esiste un progetto della passata amministrazione ma va modificato. Occorre efficientare l’impianto ri riscaldamento...”.
Anche Piccagli è però costretto ad ammettere che, sul fronte “foglie”, “cani”, “spazzatura” non si sono ancora fatti grandi passi in avanti
“Sono passati pochi mesi - osserva - Diamo loro il tempo. So di un progetto sulla vigilanza con figure simili alle guardie ecologiche. So di alcuni impegni presi dall’Asl To4 per incrementare i servizi offerti nell’ambulatorio infermieristico aperto fin dal 2018... So della riaperture dei centri di aggregazione giovanile, qui e a San Giovanni, chiusi durante il Covid”.
E sulle foglie?
“I cittadini abbatterebbero qualsiasi cosa - stigmatizza Piccagli - Negli ultimi anni ne abbiamo tirate giù più di 50 piante, ma il nostro obiettivo è curarle”.
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