Cerca

Ivrea

Carnevale in bancarotta. "San Vaccarono dacci oggi il nostro sponsor.... Amen"

La soluzione? Sedersi intorno ad un tavolo con l'Agenzia o andare per le vie legali

San Fabio Vaccarono

San Fabio Vaccarono

Parliamo della Fondazione dello storico Carnevale. Ricapitolando.  C’è un bilancio che chiude con circa 39 mila euro in cassa e 51 mila euro “e rotti” di debiti. Ci sono i lavori al cocchio dorato da pagare e non sono ancora stati incassati i soldi della pubblicità raccolta durante l’ultima  festa dall’Agenzia Ideadue di Sabrina Bettarello, qualcosa che si aggira intorno a 60 mila euro, euro più, euro meno. Si dovrebbe e si potrebbe mettersi tutti pancia a terra a cercar sponsor in vista dell’edizione del 2024 ma esiste un patto di non concorrenza con Ideadue che vincola la Fondazione a non fare una telefonata che sia una per i prossimi 5 anni. Una sorta di cappio intorno al collo! Morale? Ideadue i soldi li darà quando incasserà (come da contratto) e, come direbbe Boccaccio “Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza...”.

Insomma un “merdone” contrattualizzato, ma con un finale che non era ancora stato scritto.

Dire che si debba fare qualcosa, anche solo mettersi a piangere o piantare un urlo è dire poco. Inutile peraltro prendersela con l’ex presidente Piero Gillardi, raccontarsi e dire che ha fatto più guai di Fra Martino Campanaro (quello della pubblicità del Don Bairo), perchè già lo si sapeva e non è una novità.

Piero Gillardi, ex presidente della Fondazione dello storico carnevale

L’impressione è che questa situazione non la si stia prendendo di petto a sufficienza e delle due l’una: o la pubblicità la raccoglie Ideadue o lo si fa direttamente come si è sempre fatto. 

In entrambi i casi però non si dovrebbe aspettare un minuto di più. 

Nel mezzo evidentemente si dovrà decidere se intentare una causa legale o sedersi attorno ad un tavolo cercando una quadra con chi dice di aver emesso le fatture ai propri clienti  con comodo e solo ad agosto, cioè dopo la fattura di 51 mila euro più iva emessa dalla Fondazione per far quadrare i conti senza alcun conteggio su quanto effettivamente incassato. 

E questa non è che sia una cosa così tanto “carina”. 

La verità? In molti, prima, durante e dopo il rinnovo del cda, han cominciato a pregare San Vaccarono, quel Fabio ex di Google, oggi di Unipegaso. 

“Vaccarono che sei nei cieli dacci oggi come sponsor Barilla, Ferrero, Stellantis e Luxottica.... Amen”. 

Ecco! Fosse così, chi se ne frega del patto di non concorrenza e dei soldi di Ideadue da raccogliere 100 euro alla volta con supplica ai  commercianti e alle aziende del territorio. 

Come finirà? 

Che ce li metterà l’Amministrazione comunale e l’assessore al bilancio Fabrizio Dulla dovrà ob torto collo tagliare da altri capitoli di spesa. 

Soldi da aggiungersi a quelli che già si spendono per la pulizia, il lavaggio, l’insabbiamento  delle strade e il “riparo” degli edifici. Come si dice paga Pantalone o Chiantore Pantalone che peraltro a uno a cui tutto si può toccare tranne la buona riuscita del Carnevale, appassionato com’è della battaglia delle arance. 

Insomma si stava meglio quando si stava peggio. Il peccato originale è che l’Amminsitrazione comunale non può neanche dire chissenefrega, considerando che la Fondazione è roba sua. Un ente politico, con amministratori politici. 

Ci fosse stato ancora il Consorzio di Elvio Gambone  la giunta unita e compatta avrebbe potuto alzare le spalle, mettere le mani avanti e dire prima le “buche delle strade”, prima il disagio e le lampadine, prima tutto il resto. 

Oggi non più.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori