Cerca

Ivrea

Il cocchio della Mugnaia è "Aramengo". Distrutta la parte alta. Non era assicurato!

Ecco come stanno le cose. Chi ce li metterà i soldi per il restauro?

Il nuovo cocchio

Il nuovo cocchio

Lo scorso anno, rullo di tamburi e pifferate, ad un certo punto la Fondazione dello storico carnevale annunciò che a partire da domenica 19 febbraio per le vie della città di Ivrea avrebbe sfilato il il nuovo cocchio della Vezzosa Mugnaia, “frutto di un impegnativo e articolato lavoro di restauro che ha messo in sicurezza uno dei simboli più ammirati del Corteo Storico del Carnevale…”. 

Oggi, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il cocchio è di nuovo ad Aramengo. Non nel senso di “a quel paese” bensì dai Fratelli Nicola una delle aziende del settore più riconosciute a livello internazionale. 

Un’azienda familiare fondata da Guido Nicola nel 1947, che annovera nel suo archivio lavori di fama mondiale come il restauro della Sfinge, commissionata dal governo egiziano e, in Piemonte, il restauro di Palazzo Carignano e delle carrozze del Palazzo Reale di Torino. A Ivrea, tra l’altro, i Fratelli Nicola hanno lavorato al ripristino della Sala Dorata del Municipio e alla realizzazione della mazza dei Credendari, una delle Componenti del Carnevale.

Il cocchio è lì perchè durante la sua ultima uscita dell’edizione carnascialesca di quest’anno è capitato un imprevisto. Portandolo fuori dal magazzino in cui era custodito, il trasportatore non si sarebbe accorto di un cavo che era stato teso e s’è tranciata la parte alta…. Un danno “irreparabile”? Non proprio!

Per intanto è bene chiarire che in città esistono due cocchi, uno vecchio e uno nuovo. Quello che si trova ad Aramengo è il secondo, quello nuovo di zecca.

“Il carro vecchio - ci spiega l’architetto Alessandro Nicola, 47 anni - aveva tutta una serie di problemi. Era nato per un carnevale che non teneva in considerazione le norme di sicurezza di oggi. Era stato più volte modificato negli anni  50 e 60 con un’accozzaglia di parti che non stavano più insieme. Alla fine di ogni edizione veniva riparato, anzi no, tacconato. Si riverniciavano le statue e si incollavano i pezzi alla bene e meglio….”

Morale? Nel 2019 la Fondazione decide di chiedere ai “Nicola” di farne uno nuovo e il carro vecchio viene messo temporaneamente da parte. Vengono anche indicati una serie di elementi da riportare (copiare) dal vecchio al nuovo. 

cocchio dorato

In uso dal lontano 1858, il cocchio della Vezzosa Mugnaia è un vero e proprio pezzo di storia del Carnevale. Fino a qualche tempo faceva bella mostra di sé nell’androne del Municipio

“Modificare il carro non si sarebbe potuto. Avrebbe voluto dire snaturarlo e smontarlo tutto….” dissero.

Ad affiancare i Fratelli Nicola una commissione di storici ed esperti, profondi conoscitori della storia e delle tradizioni del Carnevale di Ivrea, composta da Mario Boffa Tarlatta, Lorenzo Faletto e Franco Quaccia. Chissà che fine ha fatto!

“Tra i problemi da risolvere subito quello dei freni a disco - ci racconta Nicola -  Nella carrozza c’è un guidatore che può manovrare il freno, nel cocchio della mugnaia questo non c’era. C’era solo un freno di stazionamento che era posto nella parte posteriore. Per frenare ci volevano un paio di minuti.  Una cosa incredibile se si pensa ai ritmi della battaglia, ad una strada scivolosa o altro. Molto, molto, pericoloso…”.

Tant’è! Poi è arrivato il covid e infine quest’anno, per la prima volta il nuovo “cocchio” ha fatto la sua prima comparsa per le strade di Ivrea…

Abbiamo studiato la struttura originaria, che di fatto era una via di mezzo tra le fattispecie più comuni di carro con pianale (agricolo) e carrozza, e abbiamo cercato di capire quanto potessimo allontanarci e quanto invece rimanere fedeli alla struttura originaria, nel rispetto delle normative vigenti in termini di circolazione e sicurezza. La soluzione adottata è stata una struttura con pianale, piuttosto fedele alla tradizione ma con alcuni elementi di novità, su tutte le due facce (fronte e retro) con roll-bar incorporato e cinture di sicurezza, fino ai nuovi elementi decorativi e i cosiddetti “riccioli” nella parte bassa del carro, ma anche gli schienali per i paggetti. Alcuni elementi del cocchio originale, come il leone o la seduta della Mugnaia, sono stati ripresi dall’originale”.

E adesso?

“E’ vero che ha subito un danno - passa e chiude Nicola - ma in realtà il nuovo cocchio non era ancora finito. L’idea della Fondazione era di farne uno nuovo e senza alcun pezzo di quello vecchio che vorrebbero museificare (collocare in un museo, ndr)… Il cocchio comunque sarà pronto per l’edizione del prossimo anno. Rispetteremo le tempistiche…”.

Carnevale 2019

Fine dell’intervista. Quel che ci si chiede è però adesso dove si prenderanno i soldi visto che, come tutti sanno, la Fondazione di soldi  non ne ha e sta ancora aspettando di incassare i 60 mila euro di sponsorizzazioni dovuti dalla Concessionaria e già fatturati.

Lo scorso anno, tanto per intenderci, i lavori erano stati resi possibili dai fondi che il MIBAC aveva messo a disposizione proprio per progetti come questo. 

Dito puntato sull’assicurazione per “danni accidentali” che avrebbe potuto dare un aiuto concreto ma che la Fondazione si sarebbe dimenticata di fare. Insomma il cocchio non era “assicurato”. 

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori