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Ivrea
17 Novembre 2023 - 00:00
Alberto Alma
Ancora rimbombano nel cervello quelle parole pronunciate da Piero Gillardi alla chiusura del suo mandato da presidente.
Sottolineava - ma sembrava quasi uno scioglilingua - che nel bilancio non era stato inserito il contributo di 50 mila euro deliberato dalla Regione Piemonte (ma non ancora erogato) e il contributo della città di Ivrea, che però non si è mai detto che ci sarà. Si aggiungevano i 5 mila euro di Camera di commercio, rendicontati ma non erogati.
Che occorressero dei chiarimenti lo si è capito nei giorni successivi, sopratutto sulnuovo cocchio da pagare e sui soldi della pubblicità dello scorso anno ancora da incassare.
Se si considera che in banca ci sono appena 39.447,00 euro e i debiti ammontano 51.806 euro, altro non resta che incrociare le dita, pregare Dio o mettersi a piangere.
Povero Alberto Alma, tutto poteva aspettarsi salvo che la ritrovata carica di Presidente della Fondazione dello storico Carnevale fosse accompagnata da un "merdone".
Proprio a lui che il 30 giugno del 2018 aveva lasciato l'Ente con 163.654 euro in banca e un debito di 12.217 euro.
Detto questo, in questi giorni, tutti si sono più o meno concentrati su una singola riga del bilancio, quella per l'appunto delle sponsorizzazioni
"Ci fossero almeno quei soldi lì in banca" dicono a muso lungo in tanti, alzando le braccia al cielo...

Epperò si ritorna al punto di partenza "chi vive sperando muore..." e tanto per cominciare si dovrebbe capire che cos'è andato storto sempre che sia vero che qualcosa non ha funzionato. All'indice un contratto di concessione pubblicitaria con l'Agenzia Ideadue di Sabrina Bettarello.
"Il contratto - ci racconta Emilia Sabolo del cda - è su base annuale però c'è una clausola in cui si dice che in caso di disdetta, per 5 anni, non possiamo contattare nessuno degli sponsor del carnevale dell'edizione 2023. Ora ci ritroviamo in questa condizione. Da un lato non possiamo fare una ricerca diretta di pubblicità, dall'altra abbiamo una fattura emessa il 28 giugno di 51 mila euro più iva ancora da incassare... Abbiamo le mani legate e stiamo ragionando sul da farsi...!".
Nei giorni scorsi Sabolo ha incontrato la titolare di Ideadue.
"Ci ha dato delle rassicurazioni... Farà dei conteggi. Noi pensavamo che ci fossero già stati. Ci dovremo rincontrare...", passa e chiude.
Il punto qual'è?

Emilia Sabolo
C'è che probabilmente quella fattura non andava emessa. O meglio si sarebbe dovuto aspettare, come da contratto, la comunicazione sugli effettivi incassi.
Perchè l'ex presidente Piero Gillardi abbia cercato di accorciare i tempi non è poi così difficile da capire: avrebbe presentato un bilancio con più di 100 mila euro di debiti e si sarebbe urlato allo scandalo!
Tranquilla come un "puciu" Sabrina Bettarello che a domanda non si tira indietro.
"E che vi devo dire - commenta - C’è un mandato della durata di 5 anni che non ho preparato io ma i loro avvocati. I clienti contrattualizzati nel 2023 rientrano tra quelli che non si possono contattare per un patto di non concorrenza. Detto questo non capisco perchè mi si chieda conto della fattura che è stata emessa prima dei conteggi. Basta leggere il mandato. E' scritto chiaro e tondo. C'è scritto che i pagamenti verranno fatti mano a mano che si incassa e li farò. Non sta più bene? Per carità, non ne faccio un dramma, ma non è un problema mio. Vogliono disfare tutto? Beh allora mettiamoci intorno ad un tavolo e parliamone ...".
E poi ancora...
"Quando il precedente cda mi ha chiesto il permesso di emettere la fattura sapevano tutto questo. Ho detto sì, con l'accordo che a fronte di mancati incassi si sarebbe provveduto ad una nota di credito...".
Poi due settimane fa Bettarello è stata convocata dal nuovo cda.
"Ho detto loro che avrei fatto i conteggi e non ho mai detto che non pagherò. Ho specificato che la fattura è arrivata nel cassetto fiscale il 10 luglio e io ho emesso fatture ai miei clienti nel mese di agosto. Non voglio entrare in guerra. Siamo un'azienda seria. Ho dei dipendenti ed è da 37 anni che faccio questo lavoro che già faceva mio padre ai tempi di Radio Antenna Centrale...".
Tant'è! Ma c'è di più
"Io di correre non so se ne ho ancora voglia ma non ho ancora sentito nessuno sul contratto. Il mandato è molto articolato…. Se fissano un incontro sono pronta a qualsiasi tipo di soluzione. Questo per dire che non c’è alcun genere di ostruzionismo. Sono aperta ..."
Della questione dice di essersene completamente disinteressata, o quasi, l'ex vicesindaca Elisabetta Piccoli.
"Avevo solo detto loro - annuisce - che avrebbero dovuto reperire risorse economiche da qualche parte perchè il Comune era in forte difficoltà. Mi avevano parlato del mandato a Ideadue, questo sì... ".
Poche parole anche a chi collega Ideadue alla sua lista "Progetto Ivrea" per via della presenza dell'Amministratore Delegato Massimo Antonazzo, 64 anni, che solo pochi mesi fa si presentava dicendo di volerla sostenere "per portare la sua esperienza allo sviluppo ulteriore della città e perché credeva nei progetti impostati...".

Massimo Antonazzo
“Ideadue è da una vita che lavora in città e ha collaborato con tutte le Amministrazioni comunali, con Elisabette Ballurio e con Giovanna Strobbia... Credo che non ci sia nulla da nascondere... e non credo se ne possa o se ne voglia fare una questione politica!”.
Resta, insomma, l’arcano di un bilancio che per l’ultima edizione ha potuto contare anche su un biglietto d’ingresso schizzato a 15 euro per i non residenti con più di 18 anni di età, una tassa di 7 euro per ciascun arancere e 300 euro per “Componente”.
Una spiegazione la si dovrebbe all’intera città non in ultima per i costi di una manifestazione che pesa nelle casse comunali per circa 450 mila euro, circa 20 euro per ogni residente di cui circa 80 mila euro per lo spazzamento delle strade, 100 mila euro per lo smaltimento delle arance, 25/30 mila per il lavaggio delle strade, 50 mila per l’insabbiamento, 20 mila euro, euro più euro meno, per il lavoro straordinario dei dipendenti comunali, infine per il contributo diretto del Comune quasi sempre attestatosi intorno ai 50mila euro.
Tant’è! Ma adesso che si fa! Parliamoci chiaro. Siamo quasi alla fine di novembre e si sarebbe dovuti già essere tutti pancia a terra a raccogliere sponsor.
Delle due l’una. O lo si fa infischiandosene di Bettarello, mandandola a quel paese con un arrivederci nell’aula di un tribunale oppure si scende a patti con lei.
In entrambi i casi la decisione va presa in fretta. Non domani, non dopodomani, ma oggi.
“Fondazione dello storico carnevale in braghe di tela?” ci interrogavamo la scorsa settimana.
Ci sa tanto di sì!
Per rimetterla in sesto - ci sa tanto - l’Amministrazione comunale dovrà sganciare molto presto un bel contributo.
Chiamatela “bancomat!”.
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