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Brusasco
12 Luglio 2023 - 09:20
I gatti randagi sono, purtroppo, un fenomeno in costante crescita in Italia
Sono in tanti, randagi. In molti casi malati, certamente malnutriti. Stazionano da anni ormai a due passi dalla piazza centrale del paese, in via dell’Ospedale, in cerca di cibo, di attenzioni, di quell’affetto che ogni tanto qualche gattara gli dimostra lasciandogli in strada una ciotolina d’acqua e qualche pezzo di pane.
Sono sicuramente troppi, però, i gatti randagi di via dell’Ospedale a Brusasco.
Così tanti da far temere "problemi di natura igienico-sanitaria”, come denuncia la minoranza della capogruppo Anna Marolo e dei consiglieri comunali Daniele Testore e l’onorevole Carlo Giacometto.
Via dell'Ospedale a Brusasco
I gatti randagi, ad esempio, molto più esposti alla “toxoplasmosi”, una malattia parassitaria che nasce e si trasmette ingerendo roditori e uccelli, e che può trasmettersi anche all’uomo (pericolosa, in particolare, per le donne in gravidanza, ndr).
I consiglieri di opposizione chiedono all’amministrazione del sindaco Giulio Bosso di affrontare una volta per tutte il problema.
“La Legge Regionale n. 34/1993 - si legge nell’interrogazione -. stabilisce all’articolo 12 una serie di compiti precisi per i Comuni in cui sia presente il fenomeno del randagismo felino. […] il Comune, in accordo con il servizio veterinario della U.S.S.L. (ASL), organizza interventi di controllo della popolazione felina che possono comprendere, secondo la natura e la gravità dei casi segnalati, in armonia con indicazioni contenute nel regolamento di attuazione: a) l'affidamento della colonia ad una associazione per la protezione degli animali; b) il controllo delle nascite; c) la cattura e la collocazione degli animali in affidamento od in altra sede più idonea. 3. Le spese per gli interventi di controllo della popolazione felina sono a carico dei Comuni, singoli o associati”.
Nell’interrogazione la minoranza sottolinea che il Comune di Brusasco finora non avrebbe "messo in campo alcun intervento per la gestione e il controllo della colonia felina, né direttamente, né attraverso alcuna convezione con un’associazione per la protezione degli animali o con qualche professionista veterinario della zona, e non ha previsto a bilancio la necessaria copertura economica” e rimarca il fatto che lo stesso Comune sarebbe stato inserito in una “black list” delle associazioni per la protezione animali “per aver finora ignorato il problema e non aver neanche trovato il tempo di rispondere”.

Una colonia felina può essere un pericolo per la salute pubblica della zona dove si insedia
In sostanza, Marolo, Giacometto e Testore chiedono nell’interrogazione al sindaco e all’assessore competente “se intendano finalmente attivarsi per rispondere alle giuste sollecitazioni delle associazioni per la protezione degli animali e, conseguentemente, stipulare nel più breve tempo possibile una convezione con un soggetto idoneo a risolvere le evidenti criticità, anche di natura igienico-sanitaria, che derivano dalla presenza di una colonia felina del tutto incontrollata in via dell’Ospedale, nei pressi della Casa di Riposo San Luigi”.
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