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Ivrea

Colpo di scena. Sertoli si astiene sulla delibera del Movicentro

E' successo oggi pomeriggio

Colpo di scena. Sertoli si astiene sulla delibera di indirizzi del Movicentro

Sertoli Stefano, sindaco di Ivrea

Colpo di scena oggi pomeriggio in giunta. Quando è stato l'ora di votare la delibera di "indirizzo" sul bando per raccogliere le manifestazioni di interesse all'utilizzo del Movicentro il sindaco Stefano Sertoli si è astenuto.

Un'astensione - bene dirlo - che vale oro a pochi giorni dall'inizio della campagna elettorale.

Morale? Nessuno potrà più puntargli il dito contro, o forse sì, dipende dai punti di vista.

"Non partecipo alla votazione - avrebbe più o meno detto -  Mi spiace, non concordo...!".

Ed è stato un mettere le mani avanti e pure i piedi, giusto "finale" alla commovente dichiarazione rilasciata in consiglio comunale la sera prima su di lui che si sente "minoranza nella maggioranza" ma pur in questa condizione s'è sempre assunto tutte le responsabilità dell'Amministrazione della cosa pubblica, mettendoci la faccia anche alle decisioni in cui credeva.

Stavolta non ce l'ha voluta mettere. Si è girato dall'altra parte. Ha detto "marameo". Uno schiaffo morale alla Lega, alle assessore Giorgia Povolo e Elisabetta Piccoli che più di altre han portato avanti la teoria che lo Zac! dovesse essere "circoscritto", "limitato", "perimetrato" anche tirando la corda, anche correndo il rischio che i soci della Cooperativa decidano di andare via.

Uno schiaffo a Piccoli e Povolo ma anche alle consigliere comunali Anna Bono, Mara Bagnod e Maria Piras che in più di una occasione hanno dimostrato d'essere più che capaci a far saltare i punti all'ordine del giorno (c'erano riuscite con la relazione del sindaco sulle partecipate) e non è escluso che avessero messo nel mirino il bilancio di previsione e pure il conto consuntivo.

Si dirà che si tratta di una "furbata elettorale" e può anche essere ma significherebbe non considerare tutte le volte che Sertoli in consiglio comunale a detto "no" e sono tante. Alla fine della fiera (e questi cinque anni un po' lo sono stati) il motivo per cui il centrodestra non l'ha ricandidato è anche un po' questo, per quel suo essere più a sinistra di certa sinistra e più al centro di certi centristi.  Un sindaco sbagliato nella coalizione sbagliata o, come abbiamo sempre scritto, un sindaco "sotto ricatto".

Detto questo, cosa dica esattamente la delibera approvata oggi ancora non si sa. Tutti se ne stanno rigorosamente con le bocche cucite. E c'è chi fa finta di non averla letta. Chi rimanda a Piccoli e a Povolo, come dire che son loro le "mandanti" e chi si preoccupa dei giornali. Solo su una tutti concordano e cioè che con questo provvedimento non si "decide" nulla e nulla succederà prima delle elezioni. Altro non resta da fare che attaccarsi all'albo pretorio in attesa che gli uffici la pubblichino.

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