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Ivrea
19 Febbraio 2023 - 10:56
Alberto Tognoli
“Alberto Tognoli sarebbe un buon sindaco, non so se sarebbe anche un buon candidato a sindaco. Vedremo...”. Così, in una battuta, Fabrizio Bertot, responsabile provinciale dei Fratelli d’Italia, l’indomani di una riunione tenutasi a Torino per discutere di coalizioni e candidati a sindaco in vista delle elezioni amministrative di maggio. Si è discusso di Pianezza, ci si è concentrati su Orbassano ma di Ivrea no, non se n’è parlato.
“Non c’è fretta! - assicura Bertot - In ogni caso a Ivrea il candidato lo decideremo noi e sarà un civico intorno al quale verrà costruita una lista civica. Abbiamo un paio di nominativi. Una imprenditrice e un professionista. Li sottoporremo a tempo debito ai nostri alleati...”.

Fabrizio Bertot
E poi ancora su Tognoli.
“C’è poi sempre l’ipotesi di una candidatura politica - aggiunge Bertot - in questo caso abbiamo Paolo Debernardi e, perchè no, si potrebbe anche chiedere a Tognoli che peraltro non si è più iscritto ad alcun partito. Perchè no?...”.
Chiamiamola provocazione. Definiamola pure come più ci piace ma c’è un problema: di tutti i nomi che fa Bertot (non in ultimo dell’assessore Costanza Casali che ha già detto “no”, ma qualcuno dice che sia un “ni” e qualcun altro l’ha chiaramente sentita dire “sì”) quello di Stefano Sertoli proprio non c’è e non c’è neppure quello della vicesindaca Elisabetta Piccoli, nonostante gli sforzi per inserirla tra i papabili del responsabile provinciale azzurro Roberto Rosso.
Sui rapporti con Sertoli peserebbe - e non poco - la sua partecipazione ad una manifestazione in appoggio del sindaco di Rivarolo Alberto Rostagno condannato per i mancati lavori ad un sottopasso. Si aggiungono le tante prese di posizione, portate direttamente in consiglio comunale che nulla hanno a che fare con un’ideologia di centrodestra e decisamente più vicine al centrosinistra. Infine e non in ultima alcune nomine per i cda delle “aziende partecipate” portate avanti e decise senza alcun coinvolgimento, anche solo informale dei Fratelli d’Italia.
“Non può essere Piccoli perchè l’indicazione del candidato a sindaco di ivrea spetta a noi e non a Forza Italia... “ passa e chiude Bertot. In poche parole: “non ce n’è!”
Insomma per il sindaco uscente, posto che ha già ufficializzato la sua discesa in campo con una sua lista civica (lista Cuomo) più una dei liberali di Diego Borla, pare profilarsi una campagna elettorale in solitaria, forse con il Terzo Polo di Massimiliano De Stefano e Paolo Bertolino ma anche questi ultimi, più volte contattati, raccontano delle proprie strategie a spizzichi e bocconi.

Roberto Rosso, coordinatore di Forza Italia
Fin troppo chiara la decisione di affidarsi a Dio e al “silenzio stampa” in attesa dell’occasione giusta o della “mossa del cavallo” che in politica significa dare l’impressione di aver preso una decisione razionale in una situazione in cui prevalgono gli elementi di incertezza. Insomma: anche loro non sanno che cosa fare...
Solo una cosa è certa: il centrodestra correrà unito e compatto con tutti e tre i simboli. Nessuno si potrà sganciare. Lo aveva confermato anche il coordinatore provinciale azzurro Roberto Rosso che sulla non ricandidatura di Sertoli, in verità, qualche dubbio ce lo ha.
“Le decisioni sono sempre state prese all’ultimo minuto - aveva messo le mani avanti - L’obiettivo non cambia: vogliamo vincere e lo faremo con il meglio a disposizione. Negli ultimi 4 anni, in tutte le città in cui si sono tenute le elezioni siamo andati insieme e faremo squadra anche a Ivrea....”.
Evidentemente tutto potevamo salvo che chiuderla qui. La parola a Alberto Tognoli tirato per la giacchetta.
“Se devo dire la mia la dico tutta - mette le mani avanti - Questa amministrazione in questi cinque anni non si è mossa male, si è mossa in prospettiva futura. Non è possibile in così poco tempo rilanciare una città, però hanno seminato e pure tanto. Credo sarebbe corretto un secondo mandato. Ho seguito poco le trattative pre elettorali ma a mio avviso tutti dovrebbero rinunciare a smanie di protagonismo per favorire la continuazione del lavoro fin qui svolto. Non candidare Sertoli è un autorete ...”.
Qualche appunto anche sulle Primarie del centrosinistra.
“Non sono riuscito a capire la scelta del Pd - ci dice - Se esiste una strategia qualcuno me la spieghi. Aveva la presunzione di essere il primo partito. Avendo optato per le primarie di coalizione, da qui in avanti e per i prossimi 50 anni, può dimenticarsi di continuare a svolgere questo ruolo. In caso di vittoria elettorale dovrà farsi interprete delle posizione di due liste civiche extraparlamentari e la vedo molto dura...”.
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