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Caro sindaco, non è questo il futuro che desidero per le mie figlie!

Contributo all'associazione antiaborto, la maggioranza non ritira la delibera, Claudia Buo incalza: "Non c'è alcun progetto straordinario da finanziare, solo attività ordinaria di un'associazione. Attività che non è finalizzata alla lotta alla povertà, ma a limitare l'autodeterminazione delle donne"

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Claudia Buo, consigliere comunale di Liberamente Democratici

"Una delibera-farsa". "Un’impostura". Parole dure, quelle di Claudia Buo, consigliere comunale di Liberamente Democratici, candidata sindaco alle elezioni amministrative dell’estate scorsa e già assessore al Bilancio della Giunta di Libero Ciuffreda (quella in cui l’attuale sindaco Claudio Castello era assessore ai Lavori Pubblici, ndr).

Nonostante dalla maggioranza trapeli poco o nulla dall’incontro avuto martedì sera per decidere il da farsi sulla delibera n.283 al centro delle polemiche per il contributo concesso da una Giunta di sinistra ad un’associazione antiabortista, la consigliera Buo non intende abbassare i toni del dibattito. Anche perché - pare - la delibera alla fine resterà lì dov’è e com’è.

Per Buo la Giunta dovrebbe ritirare il documento perché tradisce i valori della sinistra che rappresenta in nome di…in nome di? Boh! 

Ma procediamo con ordine e ricostruiamo, passo passo, i contorni di una vicenda che ha fatto discutere mezza provincia di Torino.

La delibera approvata dalla Giunta di Chivasso il 29 dicembre scorso stabilisce l'erogazione di un contributo di 4.100 euro all'associazione Cav, Centro Aiuto alla Vita, nota per le sue posizioni "prolife" e anti-abortiste.

L'associazione a Chivasso sostiene 206 persone di cui 59 bambini.

Si occupa, leggiamo nel testo della delibera, "di sostenere concretamente le maternità difficili attraverso l’accoglienza, l’ascolto e l’aiuto nei confronti di bambini da 0 a 3 anni e delle loro mamme".

Il progetto "Un abbraccio alla vita" del Cav che l'amministrazione comunale chivassese sostiene prevede la fornitura di latte, pannolini, corredini, attrezzature per l'infanzia e indumenti, nonché alimenti per la famiglia dei bambini (sempre da 0 a 3 anni) distribuiti mensilmente su appuntamento.

La polemica interna all'amministrazione e al Partito Democratico nasce certamente non dall'entità del contributo né dalle sue finalità, ma dalle posizioni che l'associazione che l'amministrazione va a sostenere tiene, appunto, sul tema dell'aborto.

La sinistra italiana storicamente è per l'autodeterminazione delle donne.

A Chivasso, invece, non sembra essere proprio così. E le donne del Pd che siedono in amministrazione, Chiara Casalino (assessore) e Cristina Peroglio (consigliere), l’hanno fatto notare al primo cittadino, manifestando il proprio dissenso astenendosi dalla votazione della delibera (la prima) e pubblicamente (la seconda).

In un’intervista all’Avvenire, il sindaco Claudio Castello si giustifica: “Non c’entra nulla essere di sinistra o di destra. L’impegno è di far arrivare 70 euro all’anno a 59 bambini che vivono in famiglie in grandi difficoltà, con Isee bassissimi, inferiori a seimila euro. Una piccola cifra, che verrà spesa appunto in pannolini, latte o altre piccole necessità”.

Il sindaco, con le sue stesse parole, ci sta dicendo che oggi, nell’anno 2023, a Chivasso ben 59 bambini vivono in famiglie che non riescono a comprare latte e pannolini, e quindi del tutto sconosciute alla rete di assistenza sociale - inforca Claudia Buo -? Se questo fosse vero, ed anzi dico di più, se anche un solo bambino vivesse questa situazione, credo proprio che il sindaco stesso dovrebbe rassegnare immediatamente le proprie dimissioni per manifesta inadeguatezza, naturalmente non prima di avere defenestrato l’assessore alle politiche sociali. Fortunatamente la situazione, pur difficile, non è questa, soprattutto grazie al lavoro degli enti preposti ed alla rete delle realtà di volontariato”.

Claudio Castello sindaco di Chivasso

Scorrendo la delibera è chiaro come non esista nessun “progetto straordinario” da finanziare, men che meno un progetto contro la povertà - prosegue la consigliera comunale di Liberamente Democratici -. Tutta la progettualità si riduce ad un semplice copia-incolla dell’attività ordinaria portata avanti, in piena legittimità, dal Centro di Aiuto alla Vita. Attività che non è affatto focalizzata sulla lotta alla povertà come ci vorrebbe far credere il sindaco, ma sulla lotta al diritto all’aborto, e quindi diretta a limitare l’autodeterminazione della donna. Come donna e madre dico no grazie, non è questo il futuro che desidero per le mie figlie!”.

"Voglio sottolineare come la relazione ministeriale annuale sulla legge 194 ci dica come la fragilità economica non sia la causa principale del ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza - prosegue -. Il nesso povertà-interruzione di gravidanza, neppur troppo velatamente suggerito dal progetto, è completamente errato: altre sono le cause, ed altre dovrebbero essere le eventuali contromisure su cui siamo anche disponibili a discutere senza barriere ideologiche.Grandi complimenti ai coraggiosi maschietti della giunta, e menzione speciale all’assessore Siragusa, tutti sedicenti progressisti di sinistra, che hanno avuto il coraggio di votare questa roba!”.

A leggere bene poi, ciò che è stato finanziato in delibera non solo non è un progetto straordinario, ma non è neppure un progetto vero e proprio: è una semplice lista della spesa - conclude la consigliera comunale di opposizione -. Sfido qualsiasi associazione a presentare una richiesta di questo tipo e vedersela finanziata con ben 4.000 euro di denaro pubblico. Al solito due persi e due misure! E che dire del fatto, ad esplicita domanda sul modulo di finanziamento, si tace di aver richiesto (ed ottenuto) dei fondi regionali? Ad occhio mi pare un’altra irregolarità tanto rilevante da poter addirittura rendere nulla la delibera, ma casualmente anche questa sfuggita agli occhi di sindaco ed assessori. Siamo poi sicuri che i 59 bambini di cui si parla sono tutti residenti nel nostro comune? Insomma una delibera che rivela gravissima sciatteria amministrativa, e totale mancanza di contenuti ed ideali, sostituiti da una bulimica ricerca di consensi della peggior specie. Avere il plauso dell'assessore regionale Marrone di FDI, restituisce il segno dell’abisso in cui è sprofondato il centrosinistra chivassese”.

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