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Chivasso

Soldi all'associazione anti-aborto, le donne del Pd insorgono contro il sindaco

L'assessore Casalino (Pd) non la vota, la consigliera Peroglio (Pd) si dissocia. Corto circuito tra i Democratici sul contributo al Centro di Aiuto alla Vita deciso dalla Giunta

Chivasso

La delibera al centro della polemica stabilisce l'erogazione di un contributo di 4.100 euro all'associazione Cav, Centro Aiuto alla Vita, nota per le sue posizioni prolife e anti-abortiste

Il "cattolicissimo" Claudio Castello ha colpito ancora.

Dopo essersi votato al "Beato Angelo Carletti" per affrontare le difficoltà della guerra, della crisi energetica, della pandemia e dei guai dell'amministrazione pubblica chivassese, come aveva fatto con un post su facebook in occasione dell'ultima patronale di settembre, questa volta una delibera approvata dalla sua Giunta rischia di far saltare il banco della maggioranza.

Al di là delle battute, la questione è ben più seria di un post sui social.

Sì, avete capito bene. E' scoppiato un caso all'interno della maggioranza.

Al centro della polemica deflagrata nelle mani del Partito Democratico è la delibera n.283 approvata dalla Giunta il 29 dicembre scorso.

Il documento stabilisce l'erogazione di un contributo di 4.100 euro all'associazione Cav, Centro Aiuto alla Vita, nota per le sue posizioni "prolife" e anti-abortiste.

L'associazione a Chivasso sostiene 206 persone di cui 59 bambini.

Si occupa, leggiamo nel testo della delibera, "di sostenere concretamente le maternità difficili attraverso l’accoglienza, l’ascolto e l’aiuto nei confronti di bambini da 0 a 3 anni e delle loro mamme".

Il progetto "Un abbraccio alla vita" del Cav che l'amministrazione comunale chivassese sostiene prevede la fornitura di latte, pannolini, corredini, attrezzature per l'infanzia e indumenti, nonché alimenti per la famiglia dei bambini (sempre da 0 a 3 anni) distribuiti mensilmente su appuntamento.

La polemica interna all'amministrazione e al Partito Democratico nasce certamente non dall'entità del contributo né dalle sue finalità, ma dalle posizioni che l'associazione che l'amministrazione va a sostenere tiene, appunto, sul tema dell'aborto.

La sinistra italiana storicamente è per l'autodeterminazione delle donne. "Non vogliamo un ritorno al Medioevo", dichiarava solo qualche tempo sul punto il segretario nazionale dei Dem Enrico Letta.

Enrico Letta del Partito Democratico

Non tutti, però, all'interno del Partito Democratico la pensano allo stesso modo. E a Chivasso non solo all'interno del Pd, ma anche della stessa Giunta.

Chiara Casalino assessore del Pd

Se da un lato l'assessore Chiara Casalino (Pd) rimane ferma sul suo credo politico e, astenendosi nella votazione della delibera, sostiene che vi sia "una contraddizione non superabile tra lo statuto di questa associazione e le linee programmatiche dell'amministrazione" di cui fa parte, dall'altro c'è il sostegno che l'assessore Tiziana Siragusa, fino a qualche mese fa di Chivasso Solidale, la parte più a sinistra della sinistra chivassese, ha dato alla delibera. Ma, come?

Già, come?!

Tiziana Siragusa assessore oggi nel Pd, ieri in Chivasso Solidale

La domanda è: esiste ancora un'ideologia politica, un faro, un pensiero in questa amministrazione, oppure è tutto in balìa dell'opportunità dettata dal momento e dalle circostanze?

La sensazione è che la barca vada un po' perché deve andare.

Ed è quello che tra le righe evidenzia anche la consigliera comunale del Pd, ex capogruppo nella passata amministrazione, Cristina Peroglio, per cui le finalità del Centro Aiuto alla Vita sono in netto contrasto con il suo pensiero politico.  

Cristina Peroglio consigliere comunale

"Il diritto all'aborto è uno dei grandi diritti civili per cui le donne si sono battute negli anni, e, malgrado non contesti la bontà del progetto non si può non tenere in considerazione che il proponente ha finalità in totale contrasto con la linea politica di questa amministrazione e del mio partito", dichiara alla Stampa la consigliera comunale.

Il sindaco Claudio Castello e il segretario del Pd Massimo Corcione sgonfiano il caso, sostenendo che si debba guardare alle finalità sociali del progetto e non allo scopo ultimo del CAV. Certo è che, così, è un po' troppo facile.

Claudio Castello sindaco di Chivasso

"Castello, dì qualcosa di sinistra!". Direbbe il Nanni nazionale. Ma tant'è. 

Perché le posizioni dei Cav fanno tanto discutere un po' ovunque in Italia?

I Cav, una rete del cattolicesimo integralista

I centri di aiuto alla vita sono una sorta di "consultori" conservatori creati dal "Movimento per la Vita" che proponevano e propongono alle donne aiuti per portare avanti la gravidanza.

Una manifestazione prolife

Allo stesso tempo attuano una tenace politica antiabortista, anti contraccezione farmacologica, promuovendo cimiteri dei feti e l'obiezione di coscienza contro la legge 194.

Sono una rete di cattolicesimo, si direbbe parlando di altre religioni, integralista.

Attualmente, sul territorio italiano sono 315 i centri di aiuto alla vita. Il primo venne fondato a Firenze il 12 dicembre 1975.

Oggi una larga fetta dell'attività dei centri è dedicata alle donne immigrate, specie se irregolari e provenienti da paesi in via di sviluppo.

Ai centri di aiuto alla vita possono rivolgersi:

la donna o la coppia che aspetta un bambino e si trova in difficoltà;

la donna o la coppia che ha abortito e sente il bisogno di un sostegno.

I CAV offrono servizi quali:

test di gravidanza gratuito e riservato;

sostegno alla donna o alla coppia in difficoltà;

ospitalità per la madre e per il bambino nelle proprie case di accoglienza o in strutture convenzionate (circa 250 donne all'anno);

aiuto nel completamento degli studi, nell'inserimento lavorativo, nella ricerca di un alloggio;

baby-sitting per i casi di emergenza;

distribuzione di corredino e attrezzature per neonato, compresi alimenti per il neonato e la famiglia.

Durante gli anni l'attività dei CAV si avvale anche di alcuni servizi, in particolare il "Progetto Gemma" e del "Telefono Rosso".

La gran parte dei CAV in Italia sono ONLUS (organizzazioni non lucrative di utilità sociale), e alcuni di loro sono convenzionati con le Aziende Sanitarie e con i Servizi Sociali territoriali.

Lo scorso mese di dicembre, la Regione Piemonte, amministrata dal centrodestra, ha finanziato 19 progetti con 400mila euro del fondo "Vita Nascente", messo a disposizione dall'ente per le associazioni e le realtà antiabortiste.

Tra i beneficiari del contributo, anche il Cav di Chivasso.

Maurizio Marrone assessore regionale

Quel contributo, per l'assessore regionale Maurizio Marrone di Fratelli d'Italia, che aveva proposto la misura, è un "aiuto alla vita" e "alle donne e coppie in difficoltà socioeconomica, le quali scelgono di portare a termine la gravidanza".

A Chivasso Castello & co. il loro sostegno l'hanno giustificato in un'altra maniera.

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