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Chivasso
15 Gennaio 2023 - 18:50
Claudio Castello, sindaco di Chivasso
La bufera per il contributo che la Giunta chivassese di centrosinistra ha deciso di destinare all’associazione anti-aborto non accenna a placarsi.
Martedì 17 gennaio è infatti prevista una riunione del gruppo di maggioranza. E voleranno gli stracci.
Da una parte le donne della sinistra, ferme sulle loro posizioni: dall’assessore Chiara Casalino alla consigliera Pd Cristina Peroglio fino a quella di Sinistra Ecologista Chiara Gasparri.
Dall’altra, il sindaco Claudio Castello e i consiglieri Pd che si rifanno al segretario Massimo Corcione.
Compresa - e questo è un po’ clamoroso - l’assessore alle Politiche Sociali Tiziana Siragusa, ex di Chivasso Solidale, compagna della prima ora e oggi sempre più orientata al centro dopo l’ingresso nel Partito Democratico.

Tiziana Siragusa, assessore alle Politiche Sociali
Dalle pessime dichiarazioni sul Ciss, il Consorzio Intercomunale dei Servizi Socia-assistenziali, in cui in Commissione sosteneva che Chivasso farebbe meglio ad uscire dall’ente, fino al voto dato alla delibera con cui il Comune sostiene un’associazione ultra-cattolica, la cui posizione sull’aborto è nettamente contraria a quella della sinistra italiana, non si capisce più dove guardi Siragusa. Al centro? A destra? Boh!
Sta di fatto che vuoi per la sua storia, vuoi per l’assessorato che ha, Siragusa non ne sta azzeccando una.
E’ utile ricordare che per i contributi “sociali”, così com’è stata giustificata la spesa per il Cav da Castello & company, c’è sempre il Ciss, l’ente che l’assessore alle Politiche Sociali chivassese vorrebbe chiudere...
Qualcuno glielo vuole ricordare oppure no?
Voleranno gli stracci, mercoledì, dunque. E si discuterà per capire se ci sono le condizioni per l’amministrazione Castello di ritirare la delibera.
Casalino, Peroglio, Gasparri, ma anche chi non siede in Consiglio ma esercita comunque una certa influenza politica sulla sinistra chivassese, come Gianna Pentenero da Casalborgone, oggi assessore a Torino, chiederanno a Castello & company di tapparsi il naso e fare un passo indietro..
E sarebbe già il secondo caso in appena un mese, dopo il precedente di dicembre con il pasticcio combinato dall’assessore Fabrizio Debernardi nella famosa delibera del passaggio a livello di Strada delle Ghiacciaie.
Intanto, per comprendere la gaffe della Giunta di centrosinistra sul punto, basta guardare alle dichiarazioni arrivate in questi giorni.
Una su tutte quella dell’assessore regionale Maurizio Marrone, di Fratelli d’Italia, che si congratula con Castello, Siragusa & company per il provvedimento adottato...

Maurizio Marrone di Fratelli d'Italia
“Una certa sinistra si metta l’animo in pace, le politiche sociali a sostegno della Vita nascente sono ormai un’onda che non si può fermare - dichiara Marrone in una nota stampa -. In questi mesi abbiamo assistito a scene al limite del ridicolo con siparietti in Consiglio Regionale, improbabili “mobilitazioni” di piazza ed ottusi emendamenti ostruzionistici tesi a farci fare marcia indietro. Tranquillizziamo tutti: mettetevi l’animo in pace perché, non solo il fondo Vita nascente è divenuto realtà in Piemonte, ma anzi è destinato a fare da esempio per la amministrazioni locali, comprese quelle di centrosinistra. Segno che la concretezza del supporto alla maternità e alla vera libertà di scelta della donna supera qualsiasi pregiudizio ideologico” .
Come dire: meno male che Castello c’è.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Clara Marta, consigliera comunale di Forza Italia a Chivasso.

Clara Marta consigliere comunale di Chivasso
“Al di là del merito, pro o contro aborto, emergono per l’ennesima volta le contraddizioni della sinistra a Chivasso come su scala nazionale - sostiene Marta -. Dico che il sindaco in linea di principio ha fatto un’azione giusta, nel senso che essendo lui il rappresentante di tutti i cittadini deve sostenere situazioni sociali anche di persone e associazioni che non rispecchiano necessariamente le idee della sua parte politica. È invece illiberale la polemica di alcuni esponenti della maggioranza che dimostra come nella sinistra deve sempre, da Lenin in poi, prevalere il pensiero unico e l’ideologia. Da questa vicenda emerge il grande caos di una maggioranza che predica a proposito della donna l’autodeterminazione e che poi da’ un contributo a un’associazione contraria. Sembra il famoso “contrordine compagni” che dimostra le poche idee (ma confuse) della sinistra”.
Durissimo poi, nei confronti del sindaco, il commento di Italia Viva.

Mariangela Ferrero di Italia Viva
“Quando si parla di diritti è bene essere chiari. Il diritto alla interruzione della gravidanza è sancito dalla Legge 194 - commenta Mariangela Ferrero, coordinatrice provinciale di Italia Viva -. Grazie ad essa si è drasticamente ridotto il numero dei casi del ricorso alla pratica dell’aborto clandestino tutelando la vita delle donne. Le ragioni che inducono ad interrompere la propria gravidanza sono sempre fonte di sofferenza per una donna. Che la promessa di una qualche fornitura di pannolini o di chissà che altro sia sufficiente a rimuovere le cause di una scelta sempre lacerante è semplicemente ridicolo. Se il Sindaco Castello vuole portare la solidarietà del Comune alle cittadine chivassesi in condizioni economiche così gravi da indurle ad interrompere la gravidanza ha a disposizione ben altri strumenti che finanziare una ssociazione antiabortista”.
“Non camuffiamo un finanziamento “elettorale” dietro ad un pannolino - conclude la portavoce di Italia Viva -. Stiamo parlando di scelte dolorose nella vita di molte donne. Il Coordinamento Provinciale di Italia Viva esprime la propria contrarietà ad un tale atto ed invita il Sindaco Castello al ritiro della delibera in questione”.
Con un comunicato stampa anche la lista "Liberamente Democratici", che in Consiglio comunale è rappresentata da Claudia Buo, commenta la delibera dell'amministrazione Castello. E ci va giù duro.

Claudia Buo, consigliere comunale di Liberamente Democratici
"Il paradosso è che questa avrebbe dovuto essere una giunta di centro-sinistra. Se è vero che questi sono gli anni della fine degli ideali, bisogna prendere atto che in questi mesi il sindaco e la sua giunta si confermano vincitori assoluti di questa ben poca apprezzabile gara - si legge nel comunicato diffuso dalla lista Liberamente Democratici -. L’amministrazione di “centro-sinistra” di Chivasso -il virgolettato è doveroso per evitare spiacevoli confusioni con amministrazioni limitrofe che invece tengono fede ai loro ideali- si sta caratterizzando per un crescendo di iniziative o peggio, di silenzi, che mascherano tutt’altra indole.
Hanno cominciato negando la costituzione di parte civile del Comune di Chivasso nel processo contro la criminalità organizzata, accettata solo dopo una faticosa pressione da parte delle opposizioni. Ed abbiamo assistito, in Consiglio Comunane, ad affermazioni agghiaccianti del tipo “l’esistenza della mafia si scopre solo dopo l’intervento della magistratura”. Tutti gli ideali progressisti di legalità accantonati e con loro le preziose eredità di Pio La Torre e Piersanti Mattarella.
Poi l’intera opposizione, compresa quella parte che forse, con un po’ di pregiudizio, credevamo meno sensibile a certi temi, ha dato vita con noi ad un insieme di proposte finalizzate a venire incontro ai gravissimi problemi che molte famiglie chivassesi stanno affrontando già in quest’inverno che per molti può diventare drammatico. Naturalmente tutte bocciate dai nostri amministratori, mentre gli Ebenezer Scrooge della giunta di Chivasso ci hanno fatto capire che alleggerire le loro tasche di un po’ di quattrini a titolo di solidarietà costituiva ai loro occhi addirittura un “atto demagogico”. Tutto questo veniva poi discusso in convulse sessioni del Consiglio Comunale dove sindaco e presidente del Consiglio facevano a gara nell’interpretare “ad personam” il regolamento comunale, con un sindaco che si dimentica addirittura che le mozioni devono essere messe ai voti. E’ bizzarro, un sindaco di “centro-sinistra” che si atteggia a podestà…
Ora assistiamo all’elargizione di oltre 4.000 euro per finanziare l’attività di un’associazione antiabortista, un fatto in contrasto stridente con quanto da decenni propugna questa parte nostra politica. Un percorso non semplice, faticoso e a volte sofferto che ha visto laici e cattolici del centrosinistra convergere nella difesa di una legge fondata sul diritto dell’autodeterminazione del proprio corpo. Ma la giunta Castello si è fatta beffe di tutto questo. E’ bene sottolineare una cosa: non abbiamo nulla da attaccare su un piano umano e di coerenza di ideali con questa associazione, composta sicuramente da persone mosse dalle migliori intenzioni. E’ un fatto però che essa si collochi idealmente agli antipodi con i nostri valori fondanti, che sono quelli del campo progressista.
Il fondo del grottesco è stato raggiunto da due ulteriori conseguenze. E nel goffo tentativo di giustificare il finanziamento, il sindaco ci informa che il Centro di Aiuto alla Vita in fin dei conti opera contro forme di povertà, e quindi l’intervento è servito per venire incontro alle istanze che le opposizioni avevano portato all’attenzione della maggioranza, e da essa respinte. Sindaco, ci scusi, ma il concetto di povertà forse è un pochino più ampio: si è poveri anche in situazioni in cui l’aborto non c’entra per niente… suvvia, non ci prenda in giro.
In secondo luogo, abbiamo scoperto l’esistenza di un “fronte femminile” all’interno della maggioranza che ha contestato tale scelta. Non tutte però: l’assessora competente Tiziana Siragusa, proveniente dai più focosi movimenti di sinistra, non solo ha votato a favore, ma ha proposto lei stessa questa delibera, riuscendo ancora una volta a distinguersi e raccogliere i complimenti, compiaciuti e beffardi, dell’assessore regionale Marrone di FdI.
Circa i coraggiosi maschietti della giunta, crediamo ci sia nulla da dire, esattamente come nulle sono le loro spinte progressiste. Permetteteci di dire: che tristezza! Maschietti contro femminucce: la lotta all’interno del PD su un tema come questo, che in passato aveva visto lavorare le migliori intelligenze e volontà, indipendentemente dal fatto che fossero uomini o donne, a Chivasso si trasforma in una sottospecie di programma alla Maria De Filippi".
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