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La mia proposta per il Bando Partecipativo – Un Museo Condiviso

Può sembrare strano parlare di arte e di cultura in un momento di crisi ed emergenza come quello che stiamo vivendo, di nuovo.

Ogni giorno i bollettini ci riportano numeri sempre più drammatici che catalizzano in maniera preponderante la nostra attenzione. Il mondo ci sta travolgendo, difficile pensare ad altro.

Invece io sono convinto che il senso di questo bando (il Bando per il Bilancio Partecipativo) oggi abbia assunto un significato più alto proprio perché cade in mezzo a questa pandemia.

Parliamo del futuro, parliamo di speranza. Parliamo della possibilità tra un anno di ritrovarci a pensare e fare cose diverse da quelle che oggi ci intasano la mente ogni giorno.

Se siamo convinti che prima o poi questa pandemia finirà, ed io lo sono decisamente, se pensiamo che oggi si tratti “solo” di tenere duro e passare l’inverno (come ci dicono in molti tra gli esperti), allora il momento idoneo per pensare alla ricostruzione è adesso.

Il Bando per il Bilancio Partecipativo ha questo significato oggi, ci invita a riflettere su come immaginiamo la nostra città domani, quando tutto sarà finito. Come vogliamo migliorare le cose?

Ma soprattutto, lo dice la parola del bando, invita i cittadini a partecipare.

Invita i cittadini a essere parte attiva nella gestione della città. Non solo perché un certo numero di noi ha pensato di inviare una proposta, ma soprattutto perché adesso si chiede a tutti i cittadini di esprimere il loro parere.

Per chi non avesse chiaro di cosa si tratta, il Comune di Settimo ha messo a disposizione ventimila euro per sviluppare progetti innovativi proposti dai cittadini settimesi. La selezione tra i finalisti si svolgerà sulla base di una votazione pubblica. Dal 5 al 12 novembre ciascun cittadino di settimo con più di 16 anni, potrà votare la proposta che preferisce. La proposta che prenderà più voti sarà inserita nel bilancio del comune.

Siamo cinque finalisti. Vi invito a leggervi le proposte, sono tutte valide, tutte hanno una idea di miglioramento della città. Leggetele, studiatele, fateci una riflessione e chiedetevi secondo voi quale merita di essere portata avanti. Non si tratta di andare a vedere se i cinque sono più o meno amici o “Fan” di questa amministrazione, si tratta di entrare nel merito delle proposte. Sono i nostri soldi, forse sono pochi, forse potevano essere spesi meglio; ma per la prima volta che ci amministra sta chiedendo ai cittadini di esprimersi direttamente su come spenderli.

Ovviamente però mi auguro che la mia proposta sia quella che ottenga i maggiori consensi.

Si chiama SETTIMO MUSEO CONDIVISO. Nasce dalla convinzione che Settimo sia una città che abbia un disperato bisogno di luoghi dove fare cultura e dove dare spazio all’arte. Abbiamo una splendida biblioteca, un ecomuseo, un teatro (non è poco per una città di cinquantamila abitanti), ma non abbiamo un museo dedicato all’arte.

La nostra proposta (mia e degli amici con la quale è stata sviluppata) è quella di realizzare un museo sfruttando gli spazi che già esistono, distribuendo lungo la città le funzioni che ha tipicamente un museo.

Se un museo tradizionale è composto di sale espositive, caffetterie, bookshop, per il MUSEO CONDIVISO l’idea è di allestire questi spazi per le vie, nelle case, nei negozi, nelle scuole, insomma utilizzare gli spazi già esistenti e dargli una funzione nuova.

L’intera città, dal centro alla periferia, può diventare lo spazio dove ospitare mostre, performance, allestimenti permanenti e temporanei.

Il Museo sarà quindi uno straordinario veicolo di riqualificazione di tutta la città. Una struttura aperta alle idee che verranno, in grado di estendersi virtualmente all’infinito,  e al tempo stesso di portare benefici (sia tramite gli allestimenti che tramite il pubblico che verrà a visitarli) anche nelle zone più disagiate della città.

Non si tratta quindi di costruire un edificio, con costi spesso molto alti, concentrato in un luogo (magari solo centrale), ma di diffondere e coinvolgere l’intera città, dare alla città stessa un nuovo significato, una identità forte che la caratterizzi in poche parole un futuro.

Per chi ha Facebook, qui c’è il video dove presento il progetto.

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Blogger: Giulio Pascali

Giulio Pascali
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