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CORONAVIRUS. Aggiornamenti ora per ora (4 marzo)

Ore 18

Bonetti, in Atenei sospesa attività didattica

Nelle Università fuori dalla zona rossa il Dpcm a cui lavora il governo prevederà la sola sospensione delle attività didattica. Lo ha detto il ministro Elena Bonetti parlando con i cronisti a Montecitorio.

Studenti preparano igienizzante, sarà gratis

Iniziata la realizzazione della soluzione igienizzante per le mani nel laboratorio di Chimica dell’istituto d’istruzione superiore ‘Levi Montalcini’ di Acqui Terme (Alessandria) La soluzione sarà distribuita nei prossimi giorni gratuitamente in scuole cittadine, uffici comunali aperti al pubblico, mensa della fraternità e centri anziani. Il progetto – come spiegato in una nota del Comune – rende ‘operose’ le giornate di sospensione delle lezioni e lancia un segnale di solidarietà alla comunità scolastica e al territorio, utilizzando la professionalità dei docenti del Dipartimento di Chimica e la ricca strumentazione. Il preparato si basa sulla ricetta diffusa dall’Oms per produrre igienizzanti per le mani con alcol etilico, glicerina, acqua ossigenata e distillata.

Medici famiglia, migliorare cure malati cronici

Impegnarsi ancora di più a migliorare lo stato di salute generale della popolazione anziana e rafforzare la presa in carico dei pazienti con patologie croniche, per renderli meno fragili di fronte alla diffusione del coronavirus. Questo è lo sforzo da intraprendere, ora, secondo la Società Italiana di Medicina Generale (Simg). Il maggior rischio di complicanze e di decessi per Covid-19 negli anziani “è legato alla presenza di singole patologie croniche e di comorbilità, in particolare malattie cardiovascolari, di diabete di tipo due e di patologie croniche respiratorie”, spiega Claudio Cricelli. Alla luce di tali dati “è indispensabile un intervento degli operatori delle cure primarie volto a ottimizzare la presa in carico globale dei singoli pazienti, attraverso l’appropriatezza terapeutica, dell’aderenza, l’ottimizzazione delle terapie” e la stabilizzazione delle loro condizioni”. Migliorare la presa in carico dei più fragili è una delle iniziative prese dalla Simg e articolate su 5 livelli per consentire ai medici di affrontare in maniera consapevole la situazione. Le altre sono “informare”, ovvero diffondere e spiegare informazioni relative alle disposizioni di legge, alle ordinanze e alle altre iniziative relative a prescrizioni e comportamenti obbligatori o suggeriti da tenere; “sorvegliare” fenomeni epidemiologici correnti, comprese eventuali anomalie; “valutare clinicamente”, con una scheda apposita, il rischio generale ed individuale della popolazione assistita; “analizzare le evidenze” di letteratura scientifica allo scopo di rilevare e diffondere le più recenti conoscenze degli organismi scientifici e delle istituzioni internazionali.

Scuole,task force Regione per attività digitale

La Regione Piemonte ha attivato una task force per fare un censimento delle scuole piemontesi che hanno già avviato l’attività online e per accompagnare quelle meno attrezzate nella transizione dalla didattica tradizionale a quella in rete. L’organismo è costituito da Regione, consorzio TopIx, Miur, Csi Piemonte e della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo. L’assessore ai Servizi Digitali, Matteo Marnati, chiederà al governo di mettere subito a disposizione del Piemonte con un decreto urgente le risorse risparmiate dalla posa della Banda Ultra Larga, quasi 33 milioni. Queste risorse – secondo l’assessore – potrebbero essere utilizzate per le piattaforme pubbliche di formazione a distanza delle scuole medie superiori e inferiori o per l’attivazione dei voucher per servizi di connettività, allacciamento e pagamento dei canoni. In accordo con l’Unità di Crisi e con l’assessorato alla Sanità sarà inviata una richiesta a tutti i sindaci per verificare la possibilità di mettere a disposizione locali connessi alla rete dedicati agli studenti che non sono in possesso di strumenti digitali per seguire l’attività didattica. I locali dovranno essere conformi alle disposizioni di sicurezza per evitare la diffusione dei contagi da Covid-19. Il Csi Piemonte integrerà il numero verde della Regione con un servizio dedicato alle scuole.

Sindaco Novara, in Comune solo se necessario’

Recarsi in Comune solo se strettamente necessario: è questo l’appello lanciato dal sindaco di Novara, Alessandro Canelli, ai cittadini. ”Abbiamo notato, in questi giorni – spiega Canelli – una fortissima affluenza di persone che, nonostante le misure precauzionali relative al Covid-19 già assunte e quelle che siamo in attesa di ricevere direttamente dal Governo, si presentano in Comune, all’Anagrafe o allo Stato Civile, per pratiche non urgenti e comunque differibili nel tempo, creando ingorghi all’ingresso e inutili attese. L’invito è dunque quello di trovare il giusto equilibrio, cercando di recarsi in Comune solo se strettamente necessario, per evitare code come quelle che abbiamo visto in questi giorni all’esterno di Palazzo Cabrino. Nel caso in cui qualcuno avesse bisogno solo di informazioni – conclude il sindaco di Novara – si possono contattare i numeri dell’Urp, i cui operatori saranno disponibili a fornire le necessarie risposte”.

Borrelli,su scuole decisioni governo appropriate

“Sulle scuole sono in attesa di decisioni del governo, saranno quelle più appropriate per l’emergenza. Ci sono regole di prudenza e cautela adottate dal primo giorno, proporzionate rispetto alla situazione e dovremo abituarci a nuove e diverse indicazioni rispetto a quelle pregresse. Dipende dalla situazione in cui potremmo trovarci a fine settimana”. L’ha detto il commissario straordinario Angelo Borrelli nella conferenza stampa alla Protezione civile.

Capua,urgenti dall’Italia più mappa genetiche

E’ urgente che l’Italia abbia le capacità per ottenere un maggior numero di sequenze genetiche del coronavirus per portare alla luce l’intero percorso del coronavirus SarsCoV2 in Europa: è l’appello lanciato dalla virologa Ilaria Capua, del centro ‘One Health’ dell’università della Florida, ai ministri italiani della Salute e di Università e Ricerca. “Ci sono dinamiche interne all’Europa che non ci sono chiare: serve un maggior numero sequenze italiane per individuare l’origine dei casi italiani”, ha detto la virologa all’ANSA. “Il problema – ha aggiunto – è che al momento non ci sono molte sequenze di ceppi italiani, mentre sarebbe molto importante averle per comprendere meglio le dinamiche della diffusione a livello europeo: per questo vorrei invitare i ministri della Salute e della Ricerca a potenziare le capacità di sequenziamento genetico dell’Italia”. E’ opportuno andare a verificare le similitudini fra il coronavirus in circolazione in Italia e nel resto in Europa: “in questo senso – ha rilevato Capua – i nostri dati sono in linea con quelli delle sequenze genetiche ottenute dall’Ospedale Sacco di Milano”.

Borrelli, 2.706 malati e 107 morti

Sono 2.706 i malati per coronavirus in Italia, con un incremento di 443 persone in più rispetto a ieri e 107 i morti, 28 in più. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile.

Dai dati della Protezione Civile emerge che sono 1.497 i malati in Lombardia, 516 in Emilia Romagna, 345 in Veneto, 82 in Piemonte, 80 nelle Marche, 31 in Campania, 21 in Liguria, 37 in Toscana, 27 nel Lazio, 18 in Friuli Venezia Giulia, 16 in Sicilia, 7 in Puglia, 7 in Abruzzo, 5 in Trentino, 3 in Molise, 9 in Umbria, uno in provincia di Bolzano, in Calabria, 2 in Sardegna e uno in Basilicata. L’unica regione che al momento non ha avuto casi di Coronavirus in Italia resta dunque la Valle d’Aosta. Le vittime sono 73 in Lombardia (18 in più di ieri), 22 in Emilia Romagna (+4), 6 in Veneto (+3), 4 nelle Marche (+2), una in Liguria e Puglia Complessivamente sono finora 3.089 i contagiati dal coronavirus, comprese le vittime e le persone guarite. Quanto ai tamponi, ne sono stati eseguiti 29.837, dei quali oltre 25mila in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Borrelli, 297 malati in terapia intensiva

Sono 295 i malati con il coronavirus ricoverati in terapia intensiva, 66 in più rispetto a ieri. Il dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa alla protezione civile. Negli ospedali ci sono invece 1.346 ricoverati con sintomi mentre 1.065 sono in isolamento domiciliare.

Biella, chiusi pronto soccorso e due reparti

“Stiamo chiudendo il Pronto soccorso, la Rianimazione e la Medicina d’urgenza dell’ospedale di Biella a causa di un contagio. Si tratta di un paziente che era già ricoverato da qualche giorno e che è ora risultato positivo al tampone”. Lo ha annunciato il responsabile del 118 piemontese, Mario Raviolo, nella conferenza stampa convocata dall’assessore alla Sanità della Giunta Cirio, Luigi Icardi, per fare il punto sulla diffusione del Coronavirus in Piemonte. Nella notte, ha detto Icardi, sono stati chiusi precauzionalmente anche due ospedali, quelli di Novi Ligure e di Tortona, a causa di contagi avvenuti all’interno. Novi Ligure dovrebbe riaprire entro 48 ore, mentre Tortona resterà interamente dedicato all’emergenza nella forma di primo Covid-19 Hospital della Regione, come stabilito ieri.

Ore 17

L’infezione in diretta vista in 3D

Osservato in 3D l’intero meccanismo con cui il coronavirus forza le cellule umane per infettarle: il suo ‘piede di porco’ molecolare è stato fotografato mentre agisce sulla serratura della cellula, studiata per la prima volta nella sua interezza grazie alla tecnica da Nobel chiamata criomicroscopia elettronica. Il risultato, utile a sviluppare nuovi test diagnostici e farmaci contro Covid-19, è pubblicato su Science dal gruppo cinese guidato da Qiang Zhou.

Anaao, bene piano ma più coraggio su assunzioni

“Bene il piano del governo per incrementare i posti letto nelle Terapie intensive e condividiamo la mobilità per il personale sanitario sul territorio, ma è necessario più coraggio sulle assunzioni”. E’ il commento di Carlo Palermo, segretario nazionale del maggiore sindacato dei medici-dirigenti, l’Anaao-Assomed. “Il piano prevede l’incremento del 50% dei posti letto di Terapia intensiva a livello regionale. Ciò significa – spiega Palermo – che solo in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, dove attualmente i posti letto in Terapia intensiva sono 1800, è previsto un incremento di circa 900 posti. A fronte di tale aumento, sarebbero necessari almeno 2mila medici in più rispetto agli attuali circa 4.500 anestesisti-rianimatori attivi in queste tre Regioni del Nord”. Si tratta, afferma, di “numeri impressionanti. Per questo, auspichiamo avvisi pubblici per l’assunzione a tempo determinato di medici specializzati e di specializzandi agli ultimi anni di corso”.

M5s, serve sinergia tra tutte Regioni

“L’emergenza che sta affrontando il nostro Paese per arginare ed evitare il diffondersi dell’epidemia da coronavirus, ha messo in luce la necessità di garantire in maniera uniforme le risorse, i mezzi e il personale all’interno del nostro Servizio sanitario nazionale. Tutte le regioni “no cluster”, senza focolai epidemici, hanno firmato l’ordinanza messa a punto dal governo, in raccordo con la Conferenza delle regioni, l’Istituto superiore di sanità e la Protezione civile, per coordinare le azioni nei territori fuori dall’area del contagio. Apprendiamo con sollievo che quasi tutte le Regioni si sono adeguate all’ordinanza”. Lo dichiarano le deputate del M5S e componenti della commissione Affari Sociali e Sanità, Angela Ianaro e Dalila Nesci, a margine del loro intervento durante il question time al ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia. “La Regione Marche invece – proseguono – ne ha adottata una parziale per la chiusura delle scuole, poi impugnata. Adesso però, tutte le Regioni sono state coperte dal Dpcm, i cui effetti scadono l’8 marzo. La sinergia tra le regioni è l’unica strada per garantire la salute a tutti i cittadini, indistintamente e a prescindere dalla patologia. In futuro dovremo sicuramente affrontare altre emergenze, ed è sbagliato, se non irresponsabile, pensare di rispondere con 21 servizi sanitari regionali. Lo Stato è e deve essere garante di un Servizio sanitario nazionale e universale. Solo così, forse, riusciremo a superare l’emergenza in atto e quelle future”, concludono le deputate.

Prove concorso Mibact rinviate al 24/4

Causa coronavirus sono rinviate al 24 aprile anche le prove scritte per il concorso che si sarebbe dovuto tenere il 19 marzo per il reclutamento di 1052 unità di personale per l’accoglienza e la vigilanza . Lo rende noto il ministero di beni culturali e turismo. La decisione, viene sottolineato, è stata presa “in ottemperanza al DPCM 1 marzo2020, in relazione al contenimento da contagio del virus COVID 19, considerati i risultati dell’analisi dei dati sulle zone di residenza e di domicilio dei 7.000 candidati attesi il 19 marzo per le prove scritte del concorso”. Contemporaneamente, viene precisato, “è stato attivato un tavolo tecnico per valutare in modo costante la situazione epidemiologica, per accogliere le disposizioni di legge aggiornate, per studiare ulteriori misure contenitive del virus e garantire le condizioni di massima incolumità per i candidati e per il personale MIBACT e Formez che assiste i candidati durante le prove”.

Teatro Stabile annulla spettacoli in programma

Il Teatro Stabile di Torino ha annullato gli spettacoli previsti stasera, Macbeth al Carignano e Questioni di cuore al Gobetti. La decisione è stata presa in attesa della firma del decreto che sarà promulgato in serata, e in ottemperanza alle nuove disposizioni relative agli accessi in spazi affollati. Domani saranno comunicate “ulteriori precisazioni sulla programmazione dei prossimi giorni e informazioni relative alle modalità di sostituzione dei biglietti”.

Di Stefano, serve serietà su restrizioni Pe

“A volte il problema è che si ragiona più sull’interesse nazionale o di immagine che sul problema reale. Siamo davanti a un problema gestibile, però ci deve essere serietà nella gestione”: così il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, intervenendo sulle misure attuate dal Parlamento europeo, che chiede una quarantena di due settimane per chi è passato dalle regioni italiane definite a rischio (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte).

Pd, il bilancio regionale deve essere aggiornato

L’approvazione rapida del bilancio regionale, rivisto alle luce delle criticità create dall’emergenza Coronavirus. E’ l’appello dei vertici del gruppo Pd nel consiglio del Piemonte, che, in apertura dei lavori della Prima Commissione di Palazzo Lascaris, hanno chiesto all’assessore al Bilancio, Andrea Tronzano, di accogliere una serie di emendamenti- “Se è giusto che il Governo, in questa situazione di grave emergenza, intervenga, richiesta che sosterremo, è doveroso che la Regione faccia la sua parte, a partire dall’approvazione in tempi rapidi di un Bilancio che affronti nel modo corretto la crisi che sta interessando il Piemonte”, spiegano il presidente del gruppo Domenico Ravetti e il vicepresidente Raffaele Gallo”. Gli esponenti dem chiedono che “le risorse stanziate per l’esonero dal bollo auto (circa 8 milioni di euro) vengano destinate alla riduzione, solo per il 2020 in via straordinaria, del pagamento dell’Irap per le imprese che, a seguito dell’emergenza, hanno subito o subiranno contraccolpi; di trasferire 15 milioni di euro per la promozione e il sostegno del settore turistico piemontese, gravemente colpito da annullamenti e cancellazioni. Rimane fondamentale – proseguono Ravetti e Gallo – anche il tema della protezione sociale sul quale il nostro gruppo chiede risorse aggiuntive: occorre continuare a finanziare gli assegni di cura, sostenendo le persone in difficoltà”. “Occorrono misure diverse e tempestive – concludono Ravetti e Gallo – che consentano alla Regione di affrontare l’emergenza e di rilanciare l’economia.I Comuni stanno intervenendo con atti concreti. La Regione faccia altrettanto! Non si possono rinviare gli interventi al Piano di competitività che ha tempi dilatati nell’utilizzo dei fondi e sul quale potremo discutere solo quando verrà presentato e ne conosceremo i contenuti. Il bilancio va rivisto e approvato con ritmi serrati, possiamo farlo in un giorno”.

Ore 16

In Italia da settimane prima del 21 febbraio

C’è la prima prova che il coronavirus circolava in Italia ‘diverse settimane’ prima che ci fosse la diagnosi del paziente uno di Codogno. E’ contenuta nelle 3 sequenze genetiche del virus in circolazione in Lombardia, ottenute dal gruppo di Università Statale di Milano e Ospedale Sacco, coordinato da Gianguglielmo Zehender, Claudia Balotta e Massimo Galli. L’analisi di ulteriori genomi, in corso, potrà fornire stime più precise su ingresso del virus in Italia e possibili vie di diffusione.

Boccia, si rifletta sulla solidarietà tra le Regioni

“Voglio sottolineare un aspetto rispetto al Covid 19: questa esperienza deve spingere il Parlamento a riflettere seriamente sul grado di solidarietà che c’è tra le Regioni italiane quando lo Stato coordina in caso di emergenza nazionale”. Lo ha detto il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, rispondendo nel corso del question time. “Se c’è un motivo per cui oggi tutti insieme dobbiamo contenere il contagio, non è per a pericolosità in sé del virus, ma per far sì che possa reggere il nostro sistema sanitario e territoriale, la cui organizzazione è regionale, ma proprio perché in alcune regioni sono state fatte scelte diverse dalle altre la certezza che il sistema italiano possa reggere con la terapia intensiva in maniera adeguata non c’è. Ci sono 5.300 posti di terapia intensiva in Italia, coperti all’80%, il problema è che in momenti di normalità quel 20% è sufficiente, ma in momenti di Covid 19 quel 20% può essere eroso giorno dopo giorno e gli interventi che stiamo programmando sono a tutela anche delle regioni più colpite, che da sole non ce la farebbero. L’impegno di queste ore del governo – ha concluso – è di potenziare le terapie intensive in tutta Italia per far sì che se anche il virus dovesse essere contagioso, ma non letale, il sistema Italia e non le singole regioni possano reggere all’impatto”.

Mappa genetica 3 virus isolati in Italia

E’ stata ottenuta in Italia la mappa genetica completa dei ceppi del coronavirus SarsCoV2 in circolazione in Italia. Il risultato è stato ottenuto dal gruppo dell’Università Statale di Milano e dall’Ospedale Sacco, coordinato da Gianguglielmo Zehender, Claudia Balotta e Massimo Galli, lo stesso che aveva isolato i 3 ceppi del virus nell’area di Codogno. Lo rende noto la stessa università. Dalla sequenza genetica emerge la parentela con i virus in circolazione in altri Paesi europei e conferma l’origine dalla Cina.

Dalla prima analisi è emerso infatti che il coronavirus isolato da tre persone in Lombardia ha forti analogie con le sequenze genetiche del coronavirus del primo caso rilevato in Italia, quello del turista cinese ricoverato nell’ospedale Spallanzani di Roma con la moglie, e del paziente uno di Codogno, entrambe ottenute da Istituto Superiore di Sanità (Iss) e Policlinico Militare Celio di Roma. Forti anche le analogie con i virus isolati in Europa, soprattutto in Germania e in Finlandia, e in America Centrale e Meridionale. L’analisi, rileva l’ospedale Sacco, conferma comunque l’origine cinese dell’infezione.

Boccia, per emergenza nazionale comanda lo Stato

“La nostra Costituzione non prevede una clausola di supremazia e non sancisce in alcun modo la preminenza dello Stato sulle Regioni, però il complesso delle norme vigenti ci consente di dire con chiarezza che in caso di emergenza nazionale decide lo Stato, anzi se permettete, comanda lo Stato. Le competenze esclusive statali in tema di prestazioni e di profilassi internazionale sono disciplinate dall’articolo 117, comma secondo lettera M della Costituzione”. Lo ha ricordato il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, intervenendo alla Camera nel corso del question time. “Già da tempo la Corte Costituzionale ha chiarito che le ordinanze contingibili e urgenti hanno natura semplicemente di atti amministrativi, mentre la competenza – ha aggiunto Boccia – si radica su livelli inferiori fino a quando questi sono considerati adeguati. Spetta allo Stato quindi quando il livello regionale per intensità o estensione non possa ritenersi tale. E’ evidente – ha detto ancora il titolare degli Affari Regionali – che nel caso di Covid 19, trattandosi di una epidemia a carattere transnazionale, il livello adeguato per le misure di contrasto non può essere che quello statale. Lo dico perché è necessario sottolineare come la Corte Costituzionale ha da tempo precisato che anche nelle materie di competenza concorrente, tra le quali è compresa la tutela della salute, lo Stato nel caso di inadeguatezza da parte delle regioni può avocare a sé la funzione legislativa. Ricordo all’Aula – ha concluso – le sentenze 303 del 2003 e numero 6 del 2004 e la sentenza 246 del 2019”.

Cirio, misure concrete e rapide per l’economia

“Chiediamo misure concrete e soprattutto veloci, perché molto si gioca sulla rapidità, a cominciare dalla possibilità estesa anche alle aziende con meno di 6 dipendenti di poter usufruire della cassa integrazione in deroga. E attenzione al comparto del turismo e del commercio ma anche alle famiglie, costrette ad avere maggiori costi dalla chiusura delle scuole. Lo Stato e le Regioni devono aiutarle”. Così il governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio, prima dell’incontro, a Palazzo Chigi tra il presidente del consiglio e una ristretta delegazione in rappresentanza delle Regioni italiane.

Toti, se scuole chiuse regioni d’accordo

“Aspettiamo di sapere cosa dice il governo. Per quanto ci riguarda precauzionalmente le abbiamo chiuse anche questa settimana e credo sia stata una decisione positiva. Se si decide per un altro periodo di tempo, io credo che le regioni siano d’accordo”. Così il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, arrivando a Palazzo Chigi per l’incontro con il premier Giuseppe Conte. “Ovviamente occorrono ammortizzatori sociali per il settore e occorre dare un aiuto alle famiglie”, ha aggiunto.

Ore 15

Grimaldi (Luv), sosteniamo uniti sanità pubblica

“Restiamo uniti, fidiamoci, seguiamo un principio di precauzione, e sosteniamo la Sanità pubblica. Non ce ne pentiremo”. Lo afferma il capogruppo di Liberi, Uguali e Verdi in Regione Piemonte, Marco Grimaldi, in materia di emergenza Coronavirus. “Leggo i messaggi di whatsapp, ma soprattutto i commenti che impazzano sul web – dice Grimaldi – e so bene che per il nostro Paese questa emergenza ha effetti troppo reali sulla vita di molti per non suscitare resistenza e un po’ di saccenza. Ma non mi sentirete polemizzare. Si comincia a dire che gli italiani dovranno cambiare stile di vita per almeno 30 giorni. I virologi del nostro Sistema sanitario nazionale affermano che ‘dalla tutela delle persone fragili al rispetto delle distanze di cautela, le misure sono strumenti importanti: non fermano l’epidemia, ma mitigano il contagio, così il virus si diffonde alla spicciolata, anziché di colpo e siamo noi a controllare i tempi che altrimenti ci imporrebbe la biologia, con il virus che galopperebbe’”. “Per l’Italia – aggiunge – i prossimi 10 giorni saranno i più duri dal punto di vista della tenuta psicologica. Restiamo uniti e seguiamo un principio di precauzione, per una volta fidatevi, non ce ne pentiremo”.

Boccia, regioni hanno tutte percorso condiviso

“Appena esploso il contagio, subito dopo la dichiarazione dello stato di emergenza, alcune regioni – Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Liguria – avevano adottato un’ordinanza di intesa con il ministro della Salute che consentiva un intervento immediato per il contenimento del contagio. Dopo altri giorni altre regioni hanno chiesto l’adozione di misure simili, ma essendo tutte aree no-cluster e non confinanti con altre aree a rischio contagio, il comitato tecnico-scientifico della Protezione civile hanno consigliato una ordinanza unica che definisse non solo le modalità comportamentali in caso di profilassi, ma anche un vero e proprio percorso condiviso su come comportarsi e come adeguare le organizzazioni territoriali della sanità, che ricordo essere di competenza regionale”. Lo ha riferito il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, nel corso del question time alla Camera. “Tutte le regioni no cluster hanno adottato quell’ordinanza – ha aggiunto il ministro – tranne le Marche, che purtroppo ne ha adottata una parziale che riguardava la chiusura di alcuni uffici pubblici ma non l’adozione delle misure necessarie per il contenimento del contagio. Come ricorderete quella ordinanza è stata impugnata, c’è stata la sospensiva e successivamente dal primo marzo, con un dpcm tutti i contenuti della ordinanza unica sono stati riportati dentro il dpcm, e quindi oggi tutte le regioni italiane sono coperte da quel provvedimento i cui effetti scadono l’8 marzo. E in queste ore, come è noto, il presidente del consiglio – ha concluso Boccia – adotterà un nuovo dpcm che sostituirà il precedente e conterrà le misure che sono state oggetto di confronto ieri con tutte le forze di politiche di maggioranza e di opposizione”.

Bloccato anche in Italia l’export di mascherine

E’ in vigore anche Italia il blocco dell’esportazione di mascherine prodotte sul territorio nazionale verso altri Paesi. La misura, scattata in molti paesi europei, era stata decisa dalla Protezione Civile, ed e’ in vigore da alcuni giorni ed ha l’obiettivo di evitare la carenza di tali dispositivi sul territorio.

Simula contagio per non essere espulso da Italia

Ha simulato di essere stato contagiato dal coronavirus per evitare l’espulsione, ma sanitari e agenti di polizia non hanno abboccato. Protagonista un 26enne marocchino, irregolare in Italia, già condannato a due anni e otto mesi per spaccio, accompagnato martedì scorso dalla polizia della questura di Forlì al centro di rimpatrio Brunelleschi di Torino. Il giovane per evitare il rimpatrio si è dapprima procurato dei conati di vomito per poi, probabilmente ingerendo del tabacco, fare rapidamente salire la temperatura corporea a quasi 39 gradi. Sottoposto a tampone il magrebino è risultato negativo ed è partito per il Marocco.

Istat, stop raccolta dati nelle zone rosse

L’Istat comunica in una nota pubblicata sul suo portale web “la sospensione delle operazioni di raccolta dati nonché delle altre attività ad essa connesse” nelle zone rosse dell’emergenza Coronavirus, a seguito di quanto stabilito nel decreto del 23 febbraio scorso. L’Istituto di statistica, si legge, “provvederà a comunicare sul proprio sito istituzionale gli aggiornamenti in ordine all’ambito territoriale e ai tempi di sospensione, in coerenza con i provvedimenti che verranno assunti dalle competenti autorità in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Rettore, nessun focolaio al Politecnico

“Non c’è alcun focolaio al Politecnico di Torino, le tre persone che hanno contratto il virus sono un professore del nostro ateneo e un dottorando che hanno partecipato a un convegno internazionale a Udine e uno studente legato al focolaio di Lodi, compagno nella squadra di basket del primo ricoverato di Torino”. Lo precisa il rettore Guido Saracco, ricordando che della comunità del Politecnico di Torino fanno parte 35700 studenti e 5000 lavoratori. “In ogni caso – spiega Saracco – l’Asl ha operato per individuare tutti i contatti avuti dalle 3 persone con altri studenti, docenti e personale. Sono già stati tutti stati avvisati e sono sotto controllo, a breve per molti finirà la quarantena e alcuni hanno già avuto esito negativo dal test sul virus. Quindi, le molte preoccupazioni che sento non sono fondate”. Dal 9 marzo parte la teledidattica per esami e lezioni: “Stiamo acquistando la strumentazione – informa il rettore – per essere pronti a partire e in ogni dipartimento c’è chi sta insegnando a usarla nel modo più efficace. Abbiamo già sperimentato le prove di classi virtuali, sono convinto – conclude il messaggio di Saracco – che da questa crisi il Politecnico di Torino e il mondo universitario italiano nel suo insieme in usciranno rafforzati e più moderni”.

Prefettura Verbania chiude al pubblico

La prefettura di Verbania chiude per Coronavirus. Dopo i quattro casi di positività riscontrati nei giorni scorsi tra il personale dipendente, l’Asl di zona “ha ritenuta necessaria – si legge in una nota – la temporanea chiusura di tutti gli uffici” per “consentire la mitigazione e il contenimento della trasmissione dell’infezione nonché di effettuare le operazioni di sanificazione dei locali”. Lo stop durerà fino al 13 marzo.

Anelli (Ordini medici), mascherine ancora carenti

Negli ospedali, soprattutto nelle Regini più interessate dall’emergenza coronavirus, continuano a mancare le mascherine ed i dispositivi di sicurezza per il personale sanitario. Lo afferma il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli. “Anche oggi abbiamo ricevuto segnalazioni, soprattutto da Lombardia e Veneto. Mancano principalmente le mascherine”, sottolinea Anelli, il quale propone anche un diverso modello di gestione dell’emergenza a fronte delle carenze di dispositivi di sicurezza che si stanno ancora registrando sul territorio. Se i dispostivi di sicurezza “non sono disponibili in modo congruo – afferma – bisognerà allora cambiare il modello di intervento, perchè la priorità è tutelare i sanitari. Bisognerebbe cioè pensare a delle ‘unità di medici per l’emergenza’ da impiegare esclusivamente per la gestione dei casi di Covid-19 e da dotare con tutti i dispositivi. Gli altri medici, impiegati nelle altre situazioni di assistenza, dovrebbero operare in zone separate, senza dotazioni”. Bisogna “tutelare la sicurezza dei medici, altrimenti – avverte – è un gioco al massacro”.

Ore 14

Sospesi interventi chirurgici se c’è primo caso

Tutti gli interventi chirurgici programmati saranno sospesi e rimodulati negli ospedali al verificarsi di un primo caso di Covid-19 in una determinata area. Lo prevede la circolare del ministero della Salute che delinea il piano del Governo per l’incremento della disponibilità di posti letto del Servizio sanitario nazionale in relazione alla gestione dell’emergenza per il nuovo Coronavirus. “Al verificarsi del primo ‘caso indice’, ovvero del primo caso confermato di Covid-19 in una determinata area, che viene intercettato dalle autorità sanitarie e di cui non si conosce la fonte di trasmissione o comunque non sia riconducibile a zone già colpita – si legge nella circolare – l’autorità competente determina la rimodulazione dell’attività chirurgica elettiva”. La ratio del provvedimento, spiega il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli, “è quello di mantenere liberi i posti nelle terapie intensive per fare fronte alle urgenze legate al nuovo coronavirus”.

Ore 13

Coronavirus: infermieri Molinette in quarantena, ‘assumete’

Dodici tra infermieri e operatori sanitari dell’ospedale Molinette, a Torino, sono stati messi in quarantena precauzionale dopo il caso di un paziente risultato positivo al Coronavirus. Il sindacato Nursing Up chiede “assunzioni immediate e improrogabili” perché “oggi non ci sono più infermieri per coprire turni che stanno diventando impossibili in termini di ore”. “Non si può nascondere – dice Claudio Delli Carri, segretario regionale di Nursing Up – che non avere previsto una massiccia tornata di assunzioni, con l’introduzione straordinaria e preventiva di infermieri come avevamo suggerito, abbia creato dei problemi. Si poteva prevedere. Ma c’è ancora tempo per recuperare, purché si agisca in tempi brevi. La Regione deve darci risposte immediate”.

Università Torino prolunga stop fino a 15 marzo

E’ stato prolungato lo stop a tutte le attività didattiche dell’Università di Torino. Lo comunica l’ateneo piemontese. “In via precauzionale, a fronte del perdurare della situazione di incertezza sulla diffusione del Coronavirus, – è la nota – l’Ateneo ha deciso di prolungare la sospensione delle attività didattiche in presenza (lezioni ed esami) fino al 15 marzo 2020, in tutte le sedi dell’Ateneo e dei Dipartimenti, incluse quelle extrametropolitane. Contestualmente verrà potenziata l’erogazione dei servizi didattici con modalità a distanza. Inoltre, – continua la nota dell’Università di Torino – con Decreto Rettorale n. 893/2020 del 3 marzo è stata approvata la modalità di svolgimento degli esami di laurea mediante strumenti di videoconferenza. Restano chiuse le aule studio di tutte le sedi dell’Ateneo e dei Dipartimenti, inclusi gli spazi interni alle Biblioteche”.

Cattaneo, misure contro crescita esponenziale

Rallentare il più possibile lo sviluppo esponenziale dell’epidemia di coronavirus: è questo l’obiettivo delle misure allo studio del governo. Lo ha detto oggi la senatrice Elena Cattaneo, docente dell’Università Statale di Milano, intervenendo in Senato durante la discussione sul decreto legge Coronavirus. “Fra le questioni fondamentali oggi, per permettere al sistema sanitario di reggere, c’è il contenimento del rischio esponenziale”, ha detto. “Le statistiche ci dicono che ogni contagiato è come una biglia che ne colpisce altre due, contagiandole” e “le misure che votiamo oggi e le prossime che il governo sta già mettendo a punto hanno esattamente l’obiettivo di rallentare l’effetto esponenziale di queste biglie per schiacciare la curva dei contagi, diluirli e distribuirli nei giorni e sul territorio dando la possibilità ai nostri ospedali pubblici e privati di farsene carico”.

Bazzaro, a Venezia e zone colpite solo briciole

“Stanziare 3,6 miliardi di euro per soccorrere l’economia del Paese in ginocchio per il coronavirus è impensabile. Servono almeno 50 miliardi; per il settore del turismo, fortemente in difficoltà a causa delle continue disdette, servono misure per un totale di 10 miliardi. Ma il governo di Conte e di Di Maio è nel caos più assoluto e la loro inadeguatezza rischia di provocare danni irreparabili in un momento davvero delicato per il Veneto e le altre zone colpite. In questi giorni Venezia sta vivendo giorni difficili a causa delle poche presenze soprattutto di turisti stranieri. Secondo i numeri forniti dall’Associazione veneziana albergatori una decina di strutture hanno fatto le pratiche per chiudere, moltissimi hotel sono totalmente vuoti, alcuni hanno qualche stanza occupata. Le presenze in questi giorni sono fra lo 0 e il 10%. Per questo è assolutamente indispensabile che la maggioranza riveda le risorse e tenga conto del piano presentato dalla Lega a tutela di imprese e commercio. Mai come in questo momento servono azioni di buonsenso e di sostegno ai territori: Venezia non è assolutamente una zona a rischio e deve tornare immediatamente alla sua normalità”. Lo afferma in una nota il deputato veneziano della Lega Alex Bazzaro.

Rinviata visita del capo della polizia a Cuneo

Rinviata a data da destinarsi la visita a Cuneo del capo della polizia e direttore generale della pubblica sicurezza Franco Gabrielli. Era prevista per venerdì 6 marzo in Prefettura con un breve incontro con alcuni amministratori, ma l’emerganza coronavirus ha comportato un rinvio alle prossime settimane.

Mancano 5.000 infermieri in aree più a rischio

Dal 2009 al 2018, il Servizio Sanitario Nazionale ha perso oltre 12mila infermieri per il blocco del turnover. “In Italia – ricorda Mangiacavalli – ne mancano oltre 53mila” e la carenza di infermieri calcolata dal Centro studi Fnopi solo in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, sarebbe di oltre “5.000 infermieri negli ospedali e almeno il doppio sul territorio”, una cifra quindi “più che doppia rispetto agli organici reperibili in emergenza”. Di fronte a una carenza di tali dimensioni, “richiamare in servizio i colleghi pensionati rappresenta si una risposta immediata, ma è un placebo rispetto alla necessaria terapia d’urto”: ne servirebbero ben di più di quelli ex pensionati o neolaureati per riportare gli organici in linea con le indicazioni internazionali, in base alle quali un infermiere, durante il suo turno, dovrebbe prendersi cura al massimo di 6 pazienti. “Cosa significa la carenza di infermieri lo stiamo purtroppo vedendo nel peggiore dei modi in questo periodo di emergenza dovuta al coronavirus e non vogliamo nemmeno immaginare cosa accadrebbe nelle regioni meno virtuose con uno scenario simile a quello settentrionale”. Questa situazione, conclude Mangiacavalli, dovrà portare il servizio sanitario a ripensarsi fortemente, soprattutto in termini di investimento sul personale”.

Federalberghi Torino, perdite marzo 1 mln giorno

Il tasso di occupazione degli alberghi è fermo al 25% per l’area urbana di Torino e al 15% nella provincia (nello stesso periodo dell’anno scorso si attestava sul 60-65%), con perdite stimate in 1 milione di euro al giorno. Sono i dati previsionali di marzo di Federalberghi che “certificano l’effetto del Coronavirus sul comparto”. “Chiediamo la sospensione di tutti i tributi locali e misure urgenti di compensazione per tutelare investimenti e livelli occupazionali. Ci troviamo di fronte a un’emergenza senza precedenti che richiede misure straordinarie per tutelare il tessuto economico della nostra provincia”, commenta Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino.

Ore 12

Ospedale di Tortona è parzialmente ‘zona rossa’

L’ospedale di Tortona (Alessandria) diventa parzialmente ‘zona rossa’ a causa della questione Coronavirus. Questo il senso dei provvedimenti adottati dalla scorsa notte, in via di urgenza, per la presenza di pazienti contagiati. Alcune aree sono state chiuse, mentre altre continuano a operare regolarmente: i servizi sono stati riorganizzati d’intesa con Mario Raviolo, coordinatore dell’Unità di Crisi regionale, il sindaco Federico Chiodi e la direzione generale del presidio sanitario.

Sabato scorso a Tortona al pronto soccorso si era presentato un ultrasettantenne per il quale, inizialmente, era stato escluso il contagio al Coronavirus. Ne era stato comunque disposto il ricovero. In seguito a un aggravamento delle sue condizioni era stato fatto un tampone. Ieri l’uomo è stato trasferito a Torino. Il Centro trasfusionale, il Day Hospital Oncologico, l’area preparazione dei farmaci oncologici, il magazzino, Dialisi e cucina continuano a operare. Isolato, invece, un reparto di Medicina dove ci sono stati casi di positività, con i pazienti all’interno e il personale, con stanze di riposo dedicate. Sono stati evacuati i ricoverati in Ortopedia e Chirurgia, reparti che, al termine delle operazioni, saranno bonificati e, come tutto il resto della struttura, dedicati ai pazienti affetti da Covid-19 in base al progetto ‘Covid-19 Hospital’, che è già stato avviato. Le zone operative avranno accessi privilegiati. I lavoratori non a rischio possono uscire, mentre per gli altri è prevista una quarantena all’interno dell’ospedale in aree dedicate; da fuori entreranno con dispositivi di protezione individuali.

Olanda sconsiglia i viaggi in Nord Italia

Il ministero degli Esteri dei Paesi bassi ha innalzato ad arancione il codice che si applica alle regioni del Nord Italia come conseguenza dell’epidemia di coronavirus. “Per prevenire ulteriori infezioni”, sono quindi sconsigliati i viaggi “non essenziali” nelle regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria.

Sindaco Novi visita ospedale, tutto regolare

Visita del sindaco Gian Paolo Cabella, oggi, all’ospedale ‘San Giacomo’ di Novi Ligure per verificare di persona la situazione del presidio sanitario ed esprimere apprezzamento per l’attività di tutti gli operatori sanitari, “chiamati a un impegno davvero straordinario in questo periodo”. La Direzione sanitaria – si legge in una nota del Comune – informa che attualmente tutti i reparti funzionano regolarmente e sono adottate particolari cautele per quello di Medicina per salvaguardare pazienti ricoverati e personale sanitario.

Piemonte; 81 casi 32 in ospedale

L’ultimo aggiornamento della Regione sulla diffusione del Coronavirus in Piemonte riporta 81 casi – 20 in più rispetto al tardo pomeriggio di ieri: 41 in provincia di Asti, 15 nell’Alessandrino, 11 in provincia di Torino, 5 nel Verbano Cusio Ossola, 3 in provincia di Novara e 3 nel Vercellese. Venticinque persone sono tuttora ricoverate in ospedale. Di questi, 19 sono ospitati in reparti di malattie infettive: 6 ad Asti, 4 a Novara, 5 all’Amedeo di Savoia di Torino, 2 ad Alessandria, 2 a Vercelli. Altri 13 pazienti sono ricoverati in terapia intensiva. Finora sono 514 i tamponi eseguiti in Piemonte, 407 dei quali risultati negativi. Dall’Istituto Superiore di Sanità è stato al momento confermato un solo caso, sugli 81 complessivi. Per gli altri si attende ancora il responso dello stesso Istituto.

Nursind, infermieri in isolamento

“Si stanno moltiplicando i casi di pazienti risultati positivi e di conseguenza quelli degli infermieri posti in isolamento domiciliare per essere venuti a contatto con loro. La situazione che ha visto coinvolti diversi ospedali: le Molinette di Torino, per esempio, dove tutti i colleghi del turno pomeridiano di ieri sono stati posti in isolamento. Chi coprirà i turni? Prenderemo infermieri dalle sale operatorie facendo saltare gli interventi? Prenderemo infermieri dai reparti senza poter poi assitere i degenti ? Qual’è la strategia dell’unità di crisi?” E’ quanto chiede Francesco Coppollella, della segreteria regionale di Nurdind Piemonte. “Abbiamo colleghi – afferma – che non percepiscono neppure l’indennità di malattie infettive nonostante il rischio elevato. A fronte delle nostre richieste arrivano solo elogi ed applausi di cui non sappiamo piu che farcene. Se non ci saranno provvedimenti urgenti, pur comprendendo il momento, non esiteremo ad avviare, responsabilmente, azioni di protesta”.

Ore 11

Al via mappatura posti in terapie intensive

La Centrale remota per le operazioni di soccorso sanitario di Pistoia (Cross) è al lavoro per mappare i posti letto disponibili nei reparti di terapia intensiva degli ospedali italiani, in via preventiva, e per distribuire eventualmente i pazienti ricoverati positivi al coronavirus, se servisse. E’ quanto si apprende dalla Protezione civile. Sulla base degli ultimi dati disponibili sull’emergenza, la media di chi è ora in terapia intensiva è sotto il 10% del totale dei malati ed è concentrato in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Inoltre, medici e altro personale sanitario militare sono in arrivo negli ospedali della Lombardia per supportare il lavoro di medici e infermieri ‘locali’ per l’emergenza. In particolare, si tratta di personale specializzato in terapia intensiva. Disponibile anche l’ex ospedale militare del quartiere Baggio di Milano, per il ricovero dei pazienti di minore gravità.

Lunghe code in tribunale Torino, proteste

Code, assembramenti, ritardi. E’ la situazione segnalata oggi al Palazzo di giustizia di Torino, dove all’attività ordinaria sono state affiancate le disposizioni impartite da Procura generale e Corte d’appello contro il rischio di contagio dal Coronavirus. Non mancano però le proteste soprattutto da parte di avvocati, che lamentano l’inosservanza delle raccomandazioni in materia di sicurezza sanitaria. “Agli ingressi – viene detto all’ANSA – sono ammassate centinaia di persone. Altro che un metro di distanza. E’ un fulgido esempio di come funzionano le istituzioni che dovrebbero rispettare le regole e farle rispettare”. Gli ingressi nelle aule di udienza sono limitati ma questo provoca la formazione di altri assembramenti. “Il mio cliente – spiega un altro legale, Giorgio Strambi – è arrivato alle 8:50. L’udienza doveva cominciare alle 9:30, ma dopo un’ora di coda non era ancora riuscito a varcare il punto di controllo. La controparte, un signore di 93 anni, non si è nemmeno presentata. Riusultato: tutto inutile”.

Turni sanitari anche da altre aree Paese

Per mantenere un’adeguata performance assistenziale delle equipe sanitarie che operano nelle zone colpite da Covid-19 “deve essere pianificato un programma di turnazione, reclutando anche operatori che svolgono attività in altre aree del Paese meno sottoposte a carichi assistenziali legati alla gestione dei pazienti affetti da Covid-19” E’ l’indicazione contenuta nella circolare del ministero della Salute che delinea il piano del Governo per l’incremento della disponibilità di posti letto del Servizio sanitario nazionale in relazione alla gestione dell’emergenza per il nuovo Coronavirus.

Via al piano terapie intensive e infettive

E’ pronto il piano del Governo per aumentare i posti di terapia intensiva sul territorio. E’ delineato in una circolare del ministero della Salute. Si prevede un incremento del 50% dei posti letto in terapia intensiva e del 100% nelle unità di pneumologia e malattie infettive. Prevista la “rimodulazione locale delle attività ospedaliere”, ed è “necessario ridistribuire il personale sanitario per l’assistenza, con un percorso formativo ‘rapido’, qualificante per il supporto respiratorio per infermieri e medici”.

Il percorso formativo “rapido”, indicato nella circolare del ministero, è destinato ad infermieri e medici da dedicare alle aree di terapia sub intensiva. A tal fine, si raccomanda l’utilizzo dei corsi Fad (Formazione a distanza) disponibili presso l’Istituto superiore di sanità. Indicato poi l’utilizzo delle strutture private accreditate “per ridurre la pressione sulle strutture pubbliche mediante trasferimento e presa in carico di pazienti non affetti da Covid-19”. Per garantire inoltre il trasporto dei pazienti critici, la circolare indica che “dovranno essere costituiti pool di anestesisti-rianimatori provenienti non solo dalla Regione interessata, ma anche da altre Regioni meno interessate”. Bisognerà poi identificare anche “una o più strutture-stabilimenti ospedalieri da dedicare alla gestione esclusiva del paziente affetto da Covid-19”. La circolare è stata pubblica l’1 marzo 2020 ed è indirizzata a Protezione civile, ministeri, assessorati, federazioni degli ordini e istituzioni sanitarie.

Unione Camere Civili, sospendere udienze

L’Unione Nazionale delle Camere Civili si dichiara “preoccupata per il progressivo diffondersi del contagio da coronavirus in Italia” e richiede al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che “sia disposta la sospensione immediata di tutte le udienze civili sull’intero territorio nazionale”. “Siamo certi che la sicurezza all’interno delle strutture giudiziarie sta a cuore a tutti, e siamo altresì consapevoli che il dilagare incontrollato del panico può costituire un pericolo peggiore di qualsiasi contagio – dichiara il Presidente di UNCC, avv. Antonio de Notaristefani – È per questa ragione che l’Unione Nazionale delle Camere Civili oggi richiede che sia disposta una sospensione immediata di tutte le udienze sull’intero territorio nazionale, e che sia al contempo disposta la proroga di tutti i termini che non possono essere rispettati per via telematica. Adesso è necessario fermarsi: il rischio di contagio è troppo grande”.

Ore 10

Sindaco, un caso a Silvano d’Orba

Un caso di contagio da Coronavirus è stato registrato per un residente a Silvano d’Orba, nell’Ovadese. Lo ha riportato su Facebook il sindaco, Giuseppe Coco. “Il paziente – scrive – è stato preso in carico dai servizi sanitari la scorsa settimana, dopo che, sin da martedì, accusando i primi malesseri, era rimasto bloccato al proprio domicilio”. E’ stato poi ricoverato all’ospedale di Novi Ligure all’aggravarsi dei sintomi respiratori. “Non risulta – precisa il primo cittadino – che abbia avuto accesso nell’ambulatorio medico del paese”. “Ho ottenuto rassicurazioni – aggiunge Coco – circa il controllo immediato effettuato sulle persone, familiari e non, che hanno avuto contatti diretti con il soggetto, risultati tutti negativi all’esame del tampone e comunque ora sottoposti a quarantena”.

Ocf, tutelare avvocati e magistrati tutta Italia

“La giustizia italiana è tutta in zona rossa”. OCF, l’Organismo congressuale forense, chiede nuovamente e con estrema urgenza di tutelare la salute degli avvocati, dei magistrati, delle parti, dei testimoni e degli ausiliari di tutta l’Italia. “OCF reitera la richiesta,già formulata il 24 febbraio scorso, di intervenire con un provvedimento adottato in via di immediata urgenza che, in aggiunta a quanto già disposto, fronteggi l’emergenza in modo omogeneo e con il quale si disponga la sospensione dei termini sostanziali e processuali e il differimento delle udienze e delle altre attività giudiziarie su tutto il territorio nazionale, per la durata di due settimane”, prosegue l’Organismo Congressuale Forense che è già pronto a collaborare sia in sede consultiva, sia in sede di divulgazione e promozione di queste misure. Laddove però la situazione dovesse rimanere immutata, OCF, “dando riscontro alle numerosissime richieste ricevute, dovrà comunque assumere iniziative atte a garantire in modo più adeguato di quanto oggi non avvenga la salute degli avvocati Italiani e le esigenze di tutela dei diritti dei cittadini”.

Piemonte, chiuso l’ospedale di Tortona

L’ospedale di Tortona (Alessandria) è stato chiuso stamani per una questione legata al Coronavirus. Il sindaco, Federico Chiodi, ha incontrato Mario Raviolo, coordinatore dell’Unità di crisi regionale. Sul posto ci sono anche i carabinieri. Il pronto soccorso e il reparto di medicina erano stati chiusi domenica scorsa dopo l’accesso al pre-triage (il giorno precedente) di un paziente ultrasessantenne: inizialmente l’infezione era stata esclusa, poi era stato disposto il ricovero e, dopo un aggravamento delle condizioni, era stato effettuato il tampone. Ieri l’uomo è stato trasferito all’ospedale Molinette di Torino.

Asl Vercelli assume infermieri

L’Asl di Vercelli ha in corso nuove assunzioni di personale, soprattutto infermieristico, per fronteggiare l’emergenza coronavirus. I primi 6 infermieri prenderanno servizio nei prossimi giorni, e a stretto giro altri infermieri, anche di personale interinale, con i quali sono in corso i colloqui. “Si tratta di un provvedimento necessario tra i tanti urgenti e indifferibili – commentano dalla direzione – che questa situazione straordinaria impone per affrontare l’emergenza e, nel contempo, garantire la continuità dei servizi ordinari, compresi quelli relativi alle urgenze sanitarie più tradizionali” L’Asl di Vercelli risponde anche al sindacato Nursing Up, che ieri denunciava “infermieri del Sant’Andrea messi in quarantena volontaria per il covid-19, e che sono stati richiamati in servizio il giorno dopo”. “Si tratta – rispondono dall’azienda – di professionisti preparati, che sanno come comportarsi, e che sono preziosi. Il loro esempio dovrebbe rassicurare la popolazione. Prendiamo le distanze da proclami irresponsabili soprattutto se, come riteniamo, siano dettati da cattiva informazione. Bisognerebbe essere presenti nelle nostre sedi per capire l’impegno e l’attenzione di tutti quanti stanno lavorando in questi giorni”.

Ore 9

Comune Asti riduce rette asili nido

Rette degli asili nido ridotte ad Asti “per alleviare il disagio delle famiglie che fruiscono dei servizi educativi dei sei nidi d’infanzia comunali”. Lo ha disposto la giunta comunale su proposta del sindaco Maurizio Rasero. “Non saranno dovuti – spiega Rasero – gli importi relativi alla settimana dal 24 al 28 febbraio 2020 (già fatturati) e gli importi della settimana dal 2 al 6 marzo 2020, importi che verranno detratti dalla fattura che verrà emessa relativa al mese di marzo 2020”.

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