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01 Marzo 2022 - 10:41
CHIVASSO. “Scossone” all’interno dell’Europa Unita di Chivasso. Due giorni di piena occupazione da parte di alcuni studenti. La loro voce è Ilias Sadki, rappresentante d'istituto iscritto al quinto anno in Scienze Umane: “Vogliamo che le nostre istanze vengano ascoltate, per una scuola più sicura!”
Si estende la protesta degli studenti chivassesi dell’Europa Unita di Chivasso, l’istituto che comprende gli indirizzi di Scienze Umane, Linguistico, Economico Sociale e l'Istituto Tecnico nella sede storica di via Marconi e nella succursale di via Paleologi. Oltre a manifestare contro l’alternanza scuola lavoro e contro la decisione del ministro Bianchi di inserire la seconda prova scritta agli esami di maturità, ora gli studenti chiedono e pretendono una scuola più sicura e dignitosa.
Ci sono pervenute delle immagini: intonaco che si sgretola e si stacca dalle pareti e dal soffitto; crepe e buchi nei muri, in alcuni punti così profondi da poter vedere la stanza adiacente; maniglie delle porte che si staccano, rischiando che le persone rimangano intrappolate nei bagni; aule, servizi igienici fatiscenti e cavi elettrici a vista. Vi è persino la presenza di topi e insetti. Non stiamo parlando di un antico maniero diroccato, descritto in un racconto di Edgar Allan Poe, ma sono le nitide immagini dell’Europa Unita di Chivasso, in via Marconi e di alcune aule della succursale in via Paleologi. Una scuola più sicura quindi, in primis, l’obiettivo dell’occupazione.
Ilias Sadki, iscritto al quinto anno in Scienze Umane all’Europa Unita di Chivasso, è stato il portavoce degli studenti che hanno preso parte all’occupazione. E’ lui, infatti, a raccontarcene le motivazioni. “La nostra è stata un’occupazione a pieno titolo, non una cogestione o autogestione” tiene a precisare Ilias. “Abbiamo orientato la protesta verso la sicurezza della scuola, per stimolare la riflessione sul tema, incluso quello dell’alternanza scuola-lavoro” spiega il rappresentante e puntualizza “Non stiamo dicendo che ci stia crollando addosso la scuola, ma è una scuola che presenta evidenti problemi strutturali e suscita molte insoddisfazioni da parte degli studenti”.
“L’occupazione è durata 2 giorni, giovedì 24 e venerdì 25 – continua a raccontare Ilias Sadki - Volevamo dare uno scossone, creare una spaccatura dicotomica, che servisse a far sapere ai dirigenti e a chi lavora con loro che le cose devono cambiare” e puntualizza “Non è qualcosa per dividere ma per sensibilizzare sui problemi, far sì che le cose possano cambiare”. Ilias Sadki conclude infine dicendo “vorremmo semplicemente che la città metropolitana ci ascoltasse e provvedesse con interventi seri. Far sì che uno studente cammini nei corridoi e si senta in un ambiente sicuro”.
Ma la sicurezza della scuola non può prescindere dal dirigente scolastico. Positivo di fatto il momento di confronto degli studenti con Claudio Ferrero, il dirigente scolastico dell’Europa Unita, che si è reso disponibile all’ascolto. La percezione dei ragazzi è stata quella di “un preside conscio del fatto che la scuola presenti delle necessità che devono essere soddisfatte, e che ha tenuto conto anche della nostra opinione” hanno commentato i ragazzi.
L’occupazione “ha messo le persone dei piani alti innanzi a qualcosa che non possono più procrastinare - hanno evidenziato i ragazzi dell’Europa Unita - una scuola che, messa innanzi ai problemi, ora non può più evitarli. Di fatto è intervenuto subito l’ufficio tecnico” hanno infine concluso.
Chissà se i 3 miliardi e 120 milioni per la messa in sicurezza e la riqualificazione delle scuole approvati l’anno scorso dal governo serviranno in qualche modo a sistemare le cose. “Abbiamo utilizzato tutti i fondi europei che avevamo a disposizione e stiamo predisponendo i bandi per le risorse del Pnrr: le scuole sono il centro del Paese”, aveva dichiarato il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.
E sarà servito l’hashtag #scuolasicura, il contest online creato nel 2021 dal Ministero dell’Istruzione? Gli studenti verranno realmente ascoltati e i problemi risolti o serviranno altri giorni di “piena occupazione”?
“La Città metropolitana ha un grosso progetto proprio sull’Europa Unita. I lavori dovrebbero iniziare alla fine di quest’anno scolastico. Verranno rifatti tutti i laboratori della sede dell’istituto tecnico”.
Così Claudio Ferrero, dirigente scolastico dell’Europa Unita, rassicura sugli investimenti futuri per la scuola.
Rispetto ai lavori passati - interventi di manutenzione straordinaria - Ferrero informa che si è trattato di numerosi investimenti fatti dalla Città metropolitana sulla struttura per la messa in sicurezza. Secondo il dirigente scolastico, è più plausibile che le lamentele dei ragazzi siano dovute al sovraffollamento della struttura, che comporta una maggiore usura. “Quando sono in tanti è chiaro che certe cose succedano con più frequenza”, fa notare Ferrero. “Siamo al limite della capienza - spiega il dirigente -! Il prossimo anno la previsione è quella di dover occupare 63 aule. Per sopperire all’emergenza abbiamo chiesto alla scuola dirimpettaia, la Demetrio Cosola, di poterci ospitare in almeno altre tre classi”.
Sul fatto che i ragazzi non si sentano ascoltati Ferrero dissente categoricamente. “Chi ha detto quelle cose – fa notare il dirigente scolastico - è solo uno dei rappresentanti degli studenti. Sinceramente sono rimasto un po’ sorpreso: io passo a scuola moltissimo tempo ed il mio ufficio è sempre aperto, anche in succursale. E’ chiaro che bisogna aver voglia di venire a parlare!”.
Secondo Ferrero “i ragazzi non si sono mossi in maniera corretta nel cercare i contatti per un dialogo con la Città metropolitana. Sarebbe stato meglio che mi avessero prima consultato: li avrei indirizzati ed esortati a percorrere vie ufficiali”. E su questo punto non si transige: “è opportuno seguire i canali istituzionali in maniera corretta”.
“La Città Metropolitana ci dà sempre retta. Due settimane fa ad esempio sono intervenuti per un problema con i bagni. Subito pensavano ad un problema con il sistema fognario ma poi hanno scoperto che si trattava di un intasamento dovuto alle bottigliette di plastica che alcuni studenti avevano gettato nel wc anziché nell’apposito contenitore della plastica”.
Per quanto riguarda i problemi strutturali di cui si è parlato in questi giorni, testimoniati da molteplici immagini, il dirigente scolastico proprio non ne è al corrente. “Per potermi esprimere in merito – commenta Ferrero – dovrei poterle vedere… Non è escluso che potrebbe persino trattarsi di problemi già risolti…. Quest’anno il nostro ufficio tecnico ha fatto circa 200 interventi dall’inizio dell’anno di piccola manutenzione del tipo: interruttore rotto, la catenella che si stacca, il gabinetto intasato ed altri. Non è che non stiamo dietro alle loro richieste, ma queste vanno fatte secondo i canali corretti e nel modo giusto. Poi, purtroppo, vi sono anche delle situazioni in cui uno studente mi sfonda la porta del bagno e allora ci vuole più tempo”.
In conclusione, il dirigente scolastico fa sapere che “la protesta a me sta bene, sono per il diritto di espressione, la appoggio; penso che quei due giorni siano stati per loro un grande momento di aggregazione ma il quadro di questa protesta non è propriamente come lo descrivono loro. Noi lavoriamo costantemente per evitare che si presentino certi problemi e se ciò accade allora li risolviamo. Una delle persone che si è arrabbiata maggiormente è proprio il responsabile dell’ufficio tecnico, perché alla fine è la sua squadra ad intervenire costantemente, anche facendo ore di straordinario. E’ una struttura grande, abbiamo quasi 1400 studenti ed è chiaro i ragazzi vivano appieno la struttura”
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