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La Voce degli Animali
15 Aprile 2026 - 11:26
Una protesta spettacolare e durissima, nel cuore delle istituzioni europee. A Bruxelles, l’organizzazione internazionale per i diritti degli animali Animal Equality ha proiettato messaggi e immagini sulla sede della Commissione europea, il palazzo Berlaymont, accusando apertamente i vertici UE di essere troppo vicini all’industria degli allevamenti intensivi.
Sulle pareti dell’edificio sono comparse scritte come “Sede centrale dell'allevamento intensivo”, “UE: smetti di servire l'industria dell'allevamento” e “Vietate le gabbie e ponete fine all'uccisione dei pulcini maschi”, accompagnate dai volti della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, del commissario europeo per la Salute e il Benessere degli animali Olivér Várhelyi e del commissario per l’Agricoltura e l’Alimentazione Christophe Hansen.
L’azione è arrivata al termine di un’analisi condotta da Animal Equality sugli incontri pubblici dei commissari europei. Secondo i dati diffusi, su 708 incontri registrati nel registro ufficiale della Commissione europea negli ultimi 15 mesi, la quasi totalità avrebbe coinvolto rappresentanti dell’industria zootecnica. In almeno 46 riunioni tra dicembre 2024 e marzo 2026, i commissari e i loro uffici avrebbero discusso di benessere animale con esponenti dei settori carne, pollame e latticini: un numero sette volte superiore rispetto agli incontri con ONG animaliste.
Sempre secondo l’organizzazione, né il termine “gabbia” né l’espressione “abbattimento dei pulcini” compaiono negli oggetti delle riunioni registrate. Un dato che, insieme alla scarsa interlocuzione con le associazioni, viene indicato come prova di uno squilibrio nelle relazioni istituzionali.
«La nostra proiezione su Berlaymont, il palazzo della Commissione europea a Bruxelles, rivela la vera natura della Commissione: asservita agli interessi dell'industria zootecnica, ignora i suoi impegni ufficiali e calpesta le legittime e democratiche richieste di milioni di cittadini che chiedono la fine della crudeltà verso gli animali in Europa. Animal Equality non si arrenderà finché le istituzioni europee non faranno la loro parte per gli animali: è necessaria una riforma urgente, ambiziosa e non più rimandabile», ha dichiarato Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia.
Al centro della protesta c’è anche il ritardo accumulato dall’Unione europea nella riforma della legislazione sul benessere animale. Nel 2021, dopo l’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age”, sostenuta da 1,4 milioni di firme, la Commissione si era impegnata a presentare una proposta per eliminare gradualmente le gabbie entro la fine del 2023. Una scadenza che è stata superata senza che la proposta venisse presentata.
Anche il Programma di lavoro 2026 della Commissione non contiene alcuna proposta vincolante in materia di benessere animale, limitandosi a indicare azioni “non legislative” all’interno di una più ampia strategia sull’allevamento. Una posizione che, secondo Animal Equality, conferma l’inerzia delle istituzioni europee su un tema ritenuto urgente.
La proiezione si inserisce nella campagna “UE: i vostri ritardi, la loro sofferenza”, con cui l’organizzazione denuncia da mesi la mancanza di interventi concreti nonostante le promesse e le pressioni della società civile.
Animal Equality, attiva a livello globale con sedi negli Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Italia, Spagna, Messico, Brasile e India, ribadisce così la propria richiesta: una riforma immediata e vincolante per mettere fine alle pratiche considerate più crudeli negli allevamenti europei.













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