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La Voce degli Animali

Scandalo foie gras in Europa: le lobby influenzano le regole sul benessere animale?

Animal Equality: incontri “quasi esclusivi” con l’industria mentre le norme restano immutate

’analisi di Animal Equality solleva dubbi sul peso delle lobby nelle scelte UE

’analisi di Animal Equality solleva dubbi sul peso delle lobby nelle scelte UE

L’industria del foie gras al centro di un caso che scuote Bruxelles. Secondo un’analisi di Animal Equality, i produttori europei hanno ottenuto ripetuti incontri di alto livello con i commissari UE responsabili del benessere animale proprio mentre venivano decise norme che non hanno migliorato le condizioni degli animali.

Nel mirino ci sono i commissari europei Olivér Várhelyi e Christophe Hansen, incaricati del pacchetto legislativo UE sul benessere animale. Nel 2025, anno cruciale per la normativa, la federazione Euro Foie Gras ha incontrato più volte i vertici della Commissione europea per discutere di “Benessere e Salute Animale”.

Gli incontri ufficiali documentati sono almeno due: il 13 febbraio 2025 con Olivér Várhelyi e il 18 giugno 2025 con l’ufficio di Christophe Hansen. Ma secondo l’analisi, il numero reale potrebbe essere più alto, perché non tutti i meeting vengono resi pubblici.

Tra i partecipanti agli incontri figurano anche due italiani: Flavio Facioni, collaboratore di Várhelyi e vicino a Coldiretti, e Antonella Rossetti, collaboratrice di Hansen ed ex consulente senior di Farm Europe, organizzazione che rappresenta gli interessi dell’industria agricola e zootecnica.

I numeri del lobbying sono significativi. Nel 2025 l’industria del foie gras ha investito tra i 100.000 e i 199.000 euro in attività di pressione politica, secondo il portale Lobbyfacts.eu. Nonostante il numero limitato di lobbisti dichiarati, Euro Foie Gras, supportata dalla società Aliénor, ha mantenuto un accesso diretto ai decisori europei, spesso insieme ad altri gruppi del settore zootecnico.

Il dato più controverso riguarda però l’assenza di equilibrio negli interlocutori: nessuna organizzazione per la protezione degli animali risulta aver incontrato i commissari sul tema dell’alimentazione forzata, pratica centrale nella produzione di foie gras.

Nel frattempo, nell’ottobre 2025, la Commissione europea ha adottato un atto delegato sui requisiti di commercializzazione del pollame che ha mantenuto i criteri minimi di peso del fegato per il foie gras, consentendo di fatto la prosecuzione dell’alimentazione forzata. Una pratica condannata sia dalla FAO sia dal Comitato scientifico dell’UE, che l’ha definita “dannosa per il benessere degli animali”.

Durissima la posizione di Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia: «Euro Foie Gras ha incontrato i commissari europei responsabili di milioni di animali allevati per discutere di benessere animale, un termine che non ha nulla a che vedere con la crudele pratica dell'alimentazione forzata, come affermato da decine di eurodeputati e pubblicazioni scientifiche che negano la compatibilità di tale pratica con il benessere animale».

La pressione politica cresce anche all’interno delle istituzioni europee. Il 27 marzo 2026, 40 eurodeputati di 15 Paesi UE hanno firmato una lettera indirizzata ai commissari chiedendo che l’eliminazione graduale dell’alimentazione forzata venga inserita nella prossima revisione della normativa sul benessere animale. Tra i firmatari figurano rappresentanti di quattro dei cinque principali Paesi produttori: Francia, Bulgaria, Spagna e Belgio. Assente solo l’Ungheria, Paese d’origine di Várhelyi e secondo produttore mondiale dopo la Francia.

L’analisi evidenzia inoltre un dato ancora più ampio: tra metà dicembre 2024 e marzo 2026, su 708 incontri pubblici registrati, almeno 46 hanno visto l’industria zootecnica discutere di benessere animale con i commissari e i loro uffici. Un numero sette volte superiore rispetto agli incontri ufficiali con le organizzazioni per i diritti degli animali.

Ancora Matteo Cupi sottolinea la gravità del quadro: «Questa analisi rivela che negli ultimi 15 mesi i commissari europei incaricati di elaborare una nuova proposta di aggiornamento della legislazione europea sul benessere animale si sono incontrati quasi esclusivamente con rappresentanti dell'industria zootecnica. Abbiamo chiesto formalmente quali argomenti siano stati discussi, per garantire la trasparenza e la responsabilità che la Commissione europea deve dimostrare nei confronti dei cittadini».

Un caso che riapre il dibattito sul peso delle lobby nelle decisioni europee e sulla reale tutela del benessere animale in un settore che continua a far discutere.

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