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15 Aprile 2026 - 11:57
Nel pieno di una congiuntura economica definita tra le più difficili degli ultimi decenni, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sceglie la Giornata nazionale del Made in Italy per lanciare un messaggio di fiducia e rilancio al sistema produttivo italiano.
«Oggi celebriamo la forza, il protagonismo e la diversificazione produttiva delle nostre imprese e lo facciamo in una fase complessa, probabilmente la più difficile congiuntura degli ultimi decenni, ma con la consapevolezza che l’Italia può dimostrare di che pasta è fatta», ha dichiarato la premier in un videomessaggio.
Un passaggio simbolico, ma anche concreto, segnato dal traguardo dei mille marchi storici di interesse nazionale iscritti nel registro del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un risultato che, nelle parole della presidente del Consiglio, racconta l’identità economica e culturale del Paese.
«Oggi tagliamo un traguardo che ci rende orgogliosi: i mille marchi storici di interesse nazionale iscritti nel registro del ministero delle Imprese e del Made in Italy», ha sottolineato Meloni, evidenziando come questo patrimonio rappresenti «il talento dei nostri imprenditori, la vitalità delle nostre imprese e l’eccellenza industriale dei nostri produttori».

Numeri che pesano: il sistema dei marchi storici genera quasi 100 miliardi di euro di fatturato e dà lavoro a oltre 350 mila persone, confermandosi come uno dei pilastri dell’economia nazionale. Un tessuto produttivo che, secondo la premier, contribuisce a mantenere viva l’immagine dell’Italia nel mondo come patria «del bello, del buono e del ben fatto».
«Celebriamo quello che sappiamo fare meglio e ci rende amati e apprezzati nel mondo e rende l’Italia la nazione dell’ingegno, della creatività e della bellezza», ha ribadito.
Nel suo intervento, Meloni ha anche rivendicato l’azione del governo a sostegno del Made in Italy, citando una strategia definita chiara e orientata alla valorizzazione dei punti di forza del sistema produttivo nazionale. Tra gli interventi ricordati, la legge sul Made in Italy, i provvedimenti per le piccole e medie imprese e gli investimenti sulla formazione e sulle competenze.
Un impegno che, secondo la presidente del Consiglio, ha già prodotto risultati sul fronte internazionale: l’export italiano è salito al quinto posto tra le nazioni esportatrici, superando la Corea del Sud e avvicinandosi al Giappone.
«Un’Italia che non si è accontentata e non si è arresa alla mediocrità», ha detto, descrivendo un Paese capace di affrontare le difficoltà senza rinunciare alle proprie ambizioni.
Infine, l’appello diretto a lavoratori e imprenditori: «Credete nell’Italia, in ciò che siamo e nelle vostre e nostre potenzialità. Cogliete ogni occasione e trasformatele in opportunità. Noi non ci stancheremo di fare la nostra parte per un’Italia più prospera e fiera di se stessa».
Un messaggio che arriva in un momento di grande incertezza economica globale, ma che punta a rafforzare la fiducia in uno dei marchi più riconoscibili al mondo: quello del Made in Italy.
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