VENARIA REALE - “Sono due anni che chiediamo a gran voce all’amministrazione comunale la possibilità di poter investire i soldi, che attualmente buttiamo per i privati, per rimettere in piedi le strutture in disuso del territorio come il Don Mosso, appunto, ricevendo inspiegabilmente sempre un no, preferendo che gli stessi rimangano abbandonati e che vadano in degrado”.
A parlare è il direttivo dell’Asd Virtus Calcio, società dilettantistica che ha sede a Venaria e in soli due anni ha raggiunto numeri considerevoli di iscritti.
Al centro del dibattere, l’impianto don Mosso. O, almeno, quella parte inutilizzata dell’impianto.
Solo lunedì scorso l’opposizione tutta, con una nota stampa, denunciava il mancato utilizzo di una parte dell’impianto, “che da un anno è ormai abbandonata e senza prospettiva di impiego”.
Per intenderci, spiegano i consiglieri, quella parte con due campi di calcio più la tribuna 1000.“C’è solo una società sportiva di Venaria, oltre l’Asd Venaria concessionaria dell’altra parte dell’impianto - inforcano i consiglieri di opposizione - che avrebbe i requisiti, ai sensi del regolamento comunale vigente, per poterli gestire, eppure sembra che si stia cercando di fare il possibile per trovare altre soluzioni”.
La società in questione è, appunto, l’Asd Virtus Calcio che, oggi, raccoglie l’assist della minoranza consiliare e denuncia. Con una premessa: “Attualmente la nostra società è obbligata ad affittare ben due strutture da privati per far esercitare la pratica sportiva del calcio ai bambini/ragazzi del territorio in più un negozio che viene adibito a segreteria”, spiegano dalla Virtus.
E inforcano: “Vogliamo fare chiarezza e ribadire la nostra volontà a investire sul territorio di Venaria Reale perché ci sembra giusto che anche i nostri tesserati (la maggior parte residenti in Venaria Reale), alla pari dei loro coetanei del Venaria Calcio possano avere una propria casa e possano esercitare nel comune di residenza e non dover abitualmente spostarsi in altri comuni per effettuare le partite del week end e gli allenamenti a causa dei pochi spazi a noi destinati e dell’impossibilità di avere un campo a 11 omologato”.
“Dopo molti incontri effettuati con l'attuale amministrazione - spiegano dalla società - finalmente arriva il giorno. Era il 12 maggio scorso quando, alla presenza del sindaco, dell'assessore dello Sport e di altri membri della Giunta, ci convocano per presentarci e proporci il nuovo decreto legislativo n.38 del 28 febbraio 2021, che permetteva alle società del territorio, previo progetto sportivo, di poter affidare le strutture in disuso tramite trattativa privata senza passare da un bando pubblico. A seguito del suddetto incontro, effettuiamo un sopralluogo della Struttura Don Mosso (presenti Sindaco, Assessore dello Sport, Comandante dei Vigili Urbani e altri funzionari del Comune) insieme a due ingegneri e a un'impresa da noi pagata per verificare e argomentare meglio gli interventi da fare e costi da sostenere finalizzati al progetto sportivo da presentare.Con le perizie dei due ingegneri e con l’ausilio di un ulteriore professionista, formuliamo quanto richiesto al Comune presentando un “Progetto Sportivo” volto al sociale che avrebbe garantito propri investimenti per riattivare i campi da calcio e aria degradata dell'impianto Don Mosso, completo di: Proposta Tecnica di fattibilità, Piano economico finanziario, cronoprogramma dei lavori,il tutto come richiesto dall'attuale amministrazione e il tutto a totale carico dell’Asd Virtus Calcio”.
La proposta viene presentata in busta chiusa al Comune. Ma…
”Una volta aperta la busta - proseguono dalla Virtus -, letto il contenuto del nostro progetto, la stessa amministrazione cambia stranamente opinione in merito al decreto legislativo 38, trasformando di fatto il tutto in un “Avviso Esplorativo”…. A tal proposito, inviamo immediatamente una mail certificata per chiedere spiegazioni in merito a quanto sopra scritto ricevendo una semplice risposta (di comodo) che il tutto era finalizzato semplicemente a un avviso esplorativo. Peccato che tutto il direttivo della Virtus Calcio era presente a quella riunione del 12 maggio 2021 fatta in Comune… A tutto c'e' un limite e credo che questo limite sia oltrepassato! Ma se fosse stato un semplice “avviso esplorativo” perché proporci una legge se poi la stessa non doveva essere messa in atto? Perché farci fare un progetto sportivo cosi' articolato con tanto di interventi suddivisi per step e costi annessi e perché presentarlo in busta chiusa? Tutto questo non avviene per un semplice “avviso esplorativo”, tutto questo avviene quando si e' davanti a una gara pubblica o bando!”.
“Altro aspetto - aggiungono -: chi ci dice che il contenuto di quella busta non sia arrivato all'orecchio di qualche concorrente portandoli un grande vantaggio nel sapere cosa noi abbiamo proposto? Se è vero che l'amministrazione è libera di decidere come e quando fare le cose, è anche vero che la stessa deve dare delle spiegazioni per quale motivo continua a far finta di nulla e per quale motivo non debba accogliere la nostra volontà di voler investire sul territorio, considerando che siamo gli unici oltre al Venaria Calcio a svolgere la pratica sportiva del calcio nel territorio di Venaria Reale”.
In conclusione, la Virtus chiede “a gran voce che i nostri tesserati siano trattati e abbiano la possibilità di poter svolgere alla pari di quelli del Venaria Calcio l'attività sportiva del calcio e che gli vengano riconosciuti gli stessi diritti per togliere questa grossa disparità tra chi puo' permettersi di affittare addirittura al Torino Calcio i campi e chi è obbligato a dover migrare presso altri comuni! I nostri bambini, i nostri ragazzi, le nostre famiglie vogliono giocare e praticare sport a Venaria, loro Comune di residenza, e noi ci batteremo fino alla fine per fare giustizia affinché tutti possano avere gli stessi spazi,le stesse opportunità, gli stessi diritti! Sappiamo che il Comune è intenzionato a fare un bando pubblico aperto a tutti. A prescindere se decideremo di parteciparvi o meno, è bene che si sappia che il nostro progetto è stato già presentato e come tale ci sentiamo parte lesa e dubbiosi che lo stesso non sia stato per qualcuno un vantaggio o un esempio da prendere per una futura gara!”.
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