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04 Agosto 2021 - 15:16
Uno degli alberi abbattuti
TRINO VERCELLESE. Un’assemblea straordinaria dei soci della Partecipanza dei Boschi si è tenuta sabato 24 luglio nella sede di via Vercelli, per fare il punto dei gravi danni provocati dalla tromba d’aria dello scorso 7 luglio. I conservatori ritengono che non si debba tagliare la legna dagli alberi per l’annata boschiva 2021-’22 come viene fatto normalmente, ma di prelevarla dalle piante abbattute: «non ha senso - spiegano - tagliare 5/6 mila quintali di bosco per darlo ai soci, quando ce ne sono già 10 mila a terra».
Il primo conservatore Ivano Ferrarotti ha detto: «A memoria è da più di cinquant’anni che non si verifica una situazione di questa gravità; nel tempo abbiamo dovuto fare i conti con diversi episodi, tra incendi e tempeste, ma mai con un nubifragio di queste proporzioni».
Il downburst ha insomma provocato ingenti danni a un prezioso scrigno di biodiversità, Parco naturale regionale, Sito della rete Natura 2000 e nucleo relitto di querco-carpineto planiziale tra i più importanti della pianura padana; dal XII secolo il bosco appartiene al sodalizio della Partecipanza dei Boschi, che lo ha gestito con continuità in modo sostenibile.
Per la prima volta il bosco è stato colpito nella sua interezza e non a fasce come accaduto in passato. In questo periodo non è quindi possibile accedervi, in quanto sono caduti centinaia di alberi sia sulle strade principali che sui sentieri.
Il temporale ha colpito in modo improvviso, con raffiche di vento probabilmente superiori ai 100 km/h. È stato addirittura danneggiato l’albero monumentale, alto otto metri situato sulla “costa”, la parte più alta e più colpita del Bosco: si tratta di una quercia recentemente censita tra gli alberi monumentali di interesse nazionale.
La cascina Guglielmina, il Rifugio Crocetta conosciuto come “cascinotto dei cacciatori” e il Rifugio Termini non hanno invece riportato danni.
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