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TORINO. Coronavirus: scuole e chiese chiuse. Salta anche la gita

IL VIRUS FA CHIUDERE SCUOLE E ATENEI

Dal Piemonte al Veneto, dalla Lombardia all’Emilia Romagna, l’allarme Coronavirus fa chiudere scuole e università nel Nord Italia. Un provvedimento precauzionale, adottato dalle varie Regioni visto l’aumento dei contagi, che si combina con la sospensione delle gite scolastiche in Italia e all’estero a partire da oggi. La sospensione delle lezioni a Milano e in tutta la Lombardia sarà per 7 giorni, prorogabile fino a 14, ha spiegato l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera.

Ogni ulteriore decisione si baserà sull’evoluzione della situazione, che viene costantemente monitorata. L’ordinanza firmata dal presidente della Lombardia Attilio Fontana di concerto con il ministro della Salute Roberto Speranza prevede la “sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado” fino ai “master”, ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie. Disposizioni simili sono in vigore in Veneto e Piemonte fino al primo marzo: se la situazione sanitaria non dovesse migliorare lo stop potrebbe essere prolungato.

“Sappiamo di creare un grave disagio per tutti – ha detto il governatore Luca Zaia – ma la salute viene prima di tutto, non avrei mai voluto firmare un documento del genere”. Lo stop temporaneo delle lezioni, dagli asili alle università, è stato decretato anche in Emilia-Romagna, dove i casi positivi al Coronavirus sono nove. Anche in Regioni non toccate dal virus sono state disposte chiusure, come misure di massima prevenzione. La Regione Liguria, in serata, ha disposto con ordinanza la chiusura di scuole e musei fino al primo marzo a partire dalla mezzanotte di lunedì. Il rettore di Genova aveva già sospeso per una settimana ogni attività didattica dell’università. Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ha ordinato che in Alto Adige siano chiuse per una settimana le strutture socio-educative, pubbliche e private, dedicate alla prima infanzia (asili nido e microstrutture aziendali). Inoltre, sempre nello stesso periodo, saranno sospese le attività didattiche presso l’Università, Scuola superiore di sanità “Claudiana” e Conservatorio “Monteverdi”. Anche in Friuli Venezia Giulia è stata disposta fino al 1 marzo la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, asili nido e Università. Quanto alla sospensione delle gite scolastiche che il Miur ha sottolineato essere in vigore già da oggi, è arrivata la richiesta dei presidi di fare immediata “chiarezza”. Il decreto-legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri prevede infatti che sia il Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dell’istruzione, a disporre la sospensione degli stessi “ma non attribuisce alcun potere di intervento immediato ai dirigenti scolastici nelle more della sospensione”, osservano i dirigenti scolastici rappresentati dall’Anp. “In particolare, non è chiaro su quale soggetto ricadrebbero i costi delle sospensioni adottate nel frattempo. Per evitare l’apertura di contenziosi sfavorevoli per le scuole – e per le tasche dei genitori – chiediamo che il Ministero chiarisca immediatamente”. Anche la mobilità dei lavoratori della scuola nelle aree interessate dai contagi sarà al centro di un incontro che nei prossimi giorni si svolgerà tra i sindacati e il ministero dell’Istruzione.

CHIESE DI TORINO: STOP ALL’ATTIVITA’, MA NON ALLA MESSE

Per la settimana dal 24 febbraio al 1° marzo sono sospese in tutte le parrocchie della Diocesi di Torino le attività pastorali che prevedano la presenza di gruppi di persone eccetto le messe. E’ quanto comunica l’arcivescovo Cesare Nosiglia. Sono anche sospese tutte le attività pubbliche a livello di uffici di curia e a livello di diocesi. Per quanto riguarda le messe, è richiesto ai fedeli di ricevere la comunione eucaristica in mano (e non direttamente in bocca), di astenersi dal segno della pace e di non usare l’acquasantiera (che andrà svuotata). Quanto al rito delle Ceneri (previsto per mercoledì 26 febbraio) l’indicazione ai sacerdoti è di imporre le ceneri “direttamente sul capo dei fedeli senza alcun contatto fisico” e di non fare “celebrazioni per i bambini al fine di tutelarne la salute.

NIENTE GITA SULLA NEVE, BLOCCATA LA PARTENZA DI 30 BAMBINI

Quando le hanno detto che la gita a Madonna di Campiglio era stata annullata, è scoppiata a piangere. Per Francesca, nome di fantasia, quel viaggio sulla neve con gli amici di scuola e i genitori era il regalo per i suoi 9 anni. “Lo aspettavo da tanto, mi ero fatta anche le treccine”, dice la bimba col volto segnato dalle lacrime. E’ stata la mamma a spiegarle che la colpa di quel sogno infranto è del coronavirus. Tra le misure decise dal governo per gestire l’emergenza c’è infatti anche lo stop alle gite scolastiche e la sua è stata una delle prime ad essere fermata. La comunicazione è arrivata sul cellulare della mamma di Francesca quando le valigie erano già pronte accanto alla porta di casa. “Il ritrovo era alle 9 in piazza Arbarello, ci aspettava già il pullman quando è arrivata la telefonata”, racconta la madre della bimba, studentessa di Terza Elementare al Convitto Nazionale Umberto I di Torino. “E’ stato il rettore dell’istituto, la professoressa Giulia Guglielmini – prosegue – a informarci dopo aver parlato con gli organizzatori della gita”. Pochi minuti sono bastati a mandare in fumo i piani per le attese vacanze di Carnevale di una trentina di studenti. “La piccola ci teneva tanto, come del resto i suoi compagni, tutti dispiaciutissimi, ma il pullman è dovuto ripartire vuoto”, dice ancora la madre, la figlia stretta al fianco per consolarla. “Siamo rammaricati, ma è giusto cosi – sottolinea la signora mentre accarezza la bimba – bisogna pur prendere delle precauzioni. Avremmo dovuto attraversare tutto il nord Italia per raggiungere le Dolomiti, col rischio poi di rimanere bloccati là se fosse successo qualcosa…”. “La salute viene prima di tutto, soprattutto quella dei nostri bambini – insiste la mamma -. Ci rifaremo la prossima volta, quando in giro non ci saranno più virus”. Ora però c’è il problema di cosa far fare alla bambina questa settimana che le scuole sono state chiuse. “Questo è un bel problema, mio marito ed io lavoriamo. Per fortuna ci sono i nonni: la porterò da loro, così può giocare con i cugini e il tempo passa più in fretta”. Un altro tipo di vacanza, ma pur sempre tale, per la bambina.

IL PIEMONTE SI BLINDA, I CASI SCENDONO DA SEI A TRE

Il Piemonte comincia a duellare con il Coronavirus e a prendere misure di profilassi e di contenimento dei contagi. Ma i provvedimenti, rispetto a quelli presi da altre regioni del nord, hanno contorni più morbidi. Forse anche alla luce del “colpo di scena” che, a tarda ora, ha cambiato l’impatto della giornata: i sei casi positivi conteggiati inizialmente si sono ridotti a tre dopo una serie di test supplementari. Chiudono dunque le scuole, le università, i musei, le biblioteche, i cinema e i teatri, ma restano aperti gli uffici pubblici e i negozi. “In Lombardia – ha spiegato il governatore Alberto Cirio – si è prevista la chiusura di bar e centri commerciali dalle 18 alle 6 del mattino. Noi abbiamo ritenuto che non fosse il caso. Credo che la riduzione dei contagi ci dia ragione”. Il verdetto è mutato da “lievemente positivo” a “negativo” per tre cinesi – padre, madre e bimbo – residenti a Roreto di Cherasco, nel Cuneese. Erano sbarcati il 19 febbraio all’aeroporto di Caselle, erano stati controllati ed erano risultati senza febbre. Una volta a casa, diligentemente, si erano messi in quarantena volontaria e avevano informato le autorità sanitarie. Da qui le analisi. I pazienti considerati ufficialmente affetti dal Coronavirus restano così il torinese di 40 anni (scoperto ieri) che lavora per un’azienda dell’hinterland milanese e una coppia di Cumiana, località ai piedi delle montagne nel Pinerolese. Tutti sarebbero collegati in qualche modo al cosiddetto “ceppo lombardo”, cosa che, almeno per il momento, non convalida l’ipotesi che in Piemonte sia presente un focolaio autoctono. L’operazione “blindatura” è scattata. Sia pure a macchia di leopardo. La partita di calcio Torino-Parma è stata rinviata, ma quella di basket fra Reale Mutua e Junior Casale si è giocata regolarmente. Il Carnevale di Ivrea è stato animato dalla tradizionale (e affollatissima) battaglia delle arance e interromperà gli appuntamenti solo da domani. Alcune amministrazioni locali si sono mosse senza attendere l’ordinanza regionale. I sindaci del Pinerolese hanno adottato all’unisono una raffica di provvedimenti. Il Comune di Novara ha fatto altrettanto. “Non abbiamo casi ma siamo vicini alla Lombardia”, ha detto il sindaco Alessandro Canelli. Vicina alla Lombardia è anche Tortona, in provincia di Alessandria, dove un albergatore in preda di un attacco d’asma è andato in ospedale dicendo di avere avuto clienti del Lodigiano: Risultato: chiuso il pronto soccorso, isolata la struttura ricettiva. A Torino polemizza il deputato Osvaldo Napoli perché la polizia municipale, sull’esempio della polstrada, non farà più i test con l’etilometro: “Il coronavirus diventa lo scudo di chi guida ubriaco o drogato. Mi sembra una follia”.

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