AGGIORNAMENTI
Cerca
11 Ottobre 2021 - 14:30
Vaccinazioni Covid
nuovi casi nazionale set-ottUn lasciapassare che non distingue affatto tra soggetti “positivi” e “negativi”L’obiezione classica è: «beh, è matematico: quando saranno vaccinati tutti, il 100% dei nuovi “positivi” saranno persone vaccinate». Bene: ma allora, siccome da un giorno all’altro aumenta sempre più la percentuale di vaccinati “positivi” (e quindi dotati di green pass, e quindi con accesso a luoghi di lavoro, scuole e università, teatri e cinema, ristoranti, palestre, stadi, ecc.), la conseguenza è che ogni giorno che passa aumenta la probabilità di incrociare, proprio in questi luoghi asseritamente “protetti”, persone che sono lì grazie al green pass - ottenuto magari sei o nove mesi fa - ma che sono inconsapevolmente “positive” (e quindi contagiose). Vaccinati “positivi” che - dato che viene costantemente sottovalutato - sono in realtà molti di più di quelli ufficialmente rilevati, perché - proprio grazie al fatto che hanno il green pass in tasca - da mesi non vanno a fare tamponi e quindi non entrano nelle statistiche, fino a quando non presentano sintomi evidenti: ma è ormai troppo tardi, chissà quanti ne hanno contagiati nel frattempo, andando liberamente ovunque. Il virus, quindi, in questi luoghi con accesso limitato che il governo definisce “sicuri” entra comunque, e - qui sta il vero paradosso - vi viene introdotto solo ed esclusivamente dai vaccinati: se un non vaccinato vi è entrato, infatti, è perché nelle 48 ore precedenti è risultato “negativo” al tampone, e quindi è sicuro che il virus in corpo non ce l’ha. La selezione all’ingresso «tu hai il green pass, entra pure; tu non ce l’hai, stai fuori» non ha quindi - se mai l’ha avuta - più nessuna utilità per separare chi ha il virus da chi non ce l’ha, e quindi per arginare il contagio nei luoghi di lavoro, di studio o di svago in cui le persone si assembrano. Presentato come misura epidemiologica, si è rivelato un’ipocrita “spinta” per costringere le persone a vaccinarsi e si dimostra ormai soltanto più una forma di discriminazione politica, che non distingue tra “positivi” e “negativi” (cioè tra chi porta in sé il virus e chi no) bensì tra chi si è vaccinato e chi no. Il messaggio che il governo da mesi diffonde direttamente o mediante la quasi totalità dei mezzi di informazione è «se hai il green pass sei un buon cittadino, se non ce l’hai sei un reietto e un potenziale untore», e a forza di martellare è diventato un assioma anche nei discorsi da bar e nei commenti sui social. Nella realtà, invece, oggi i dati ci dicono che il virus è portato in giro (soprattutto) insieme ai green pass, e se dopo dieci mesi di vaccinazioni manu militari siamo ancora qui a conteggiare contagi, ospedalizzazioni e morti (da giugno i decessi continuano ad essere più dell’anno scorso: anche questo, però, i media mainstream evitano di dirlo) forse è proprio grazie a un lasciapassare che lascia passare anche il virus. (u.l.)
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.