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Ivrea Capitale del libro

La maggioranza "processa" l'assessore Casali. Cosa ne hai fatto dei 500 mila euro e cosa ne farai degli altri 100?

Maggioranza di centrodestra spaccata a pochi mesi dalle elezioni.

Costanza Casali

Costanza Casali

Ai ferri corti. Più di là che di qua. Della serie: occhio per occhio dente per dente. A dare il senso dell’aria che si respira tra le fila del centrodestra che governa la città,  una mozione firmata da quasi tutta la maggioranza, esclusi Marco Neri, Diego Borla, il sindaco, Tony Cuomo e Monica Girelli  che poi s’è scoperto essersi dimessa... Molto sinteticamente, l’altra sera, in consiglio comunale, si sono presentati con il coltello tra i denti e il dito puntato sull’assessora Costanza Casali a cui han chiesto  che cosa se ne farà di quei 100 mila euro di contributo che la Regione Piemonte le ha così “generosamente” concesso in chiave “Capitale italiana del libro”. S’intendono 100 mila da aggiungersi agli altri 500 mila di contributo del  Ministero della Cultura.

La Vicesindaca Elisabetta Piccoli

Gelo in aula. 

“Le manifestazioni e le mostre organizzate hanno riscosso un bel consenso - ha risposto Casali visibilmente affranta -  Abbiamo riaperto i saloni di Palazzo Giusiana chiusi da anni. Abbiamo riaperto l’edicola trasformandola in punto informativo. In città stanno proliferando gli eventi a tema libro. Sono contenta che si sia apprezzato la mostra sui negozi Olivetti che non terminerà alla fine dell’anno ma verrà prorogata ...”.

E poi sempre lei a snocciolare le cifre cominciando da quei 1.500 euro per il Convegno sul turismo internazionale con la partecipazione del Ministro Santanchè, passando ai 4 mila euro spesi per organizzare un evento del Salone del libro di Torino “che era un passaggio  importante per arrivare al Manifesto del libro, cioè a una delle cose da fare tra quelle indicate nel progetto che ha poi fatto la differenza nella gara per aggiudicarsi il titolo di Capitale italiana del libro...”.

Infine sui flussi turistici (+ 30 %), sulle ricadute economiche e sui servizi trasmessi dalla Tv nazionale (SìViaggiare e Petrarca), sui Tg regionali e sulla partecipazione del Distretto del Commercio di Ivrea ad un bando regionale con un progetto per un nuovo arredo urbano “coordinato” in città .

In verità la mozione altro non era che un seguito (la seconda puntata) di un attacco frontale che le consigliere comunali Anna Bono e Maria Piras le avevano già sferrato nel corso di una commissione cultura tra l’imbarazzo dei due consiglieri comunali di opposizione Fiorella Pacetti e Francesco Comotto. 

Col cavolo che i panni sporchi si lavano in famiglia, Bono e Piras a Casali gliene avevano dette di tutti i colori mettendoci dentro anche sonore critiche alla gestione dei soldi (tanti) per Ivrea Capitale del libro e sul significato di una commissione composta oltrechè da Casali, dal segretario generale Gerardo Birolo, dal funzionario dell’Ufficio cultura e da Paolo Verri, il consulente chiamato da Casali per costruire il dossier della candidatura.  

Il logo di Ivrea Capitale Italiana del libro 2022

Stringi stringi, stando ai ragionamenti di Bono e di Piras quei 4 mila euro pagati all’Associazione organizzatrice del salone del libro sarebbero stati una specie di “marchetta” o se si preferisce un favore a lui...

Pressochè inutili tutte le giustificazioni di Casali.

“A Villa Casana si è progettato il “Salone del libro” di Torino - aveva insistito - Siamo o non siamo la Capitale italiana del libro…”. E poi sui soldi in più a Pilo (per un prolungamento della manifestazione) e su “Welc-home to my house” che ha potuto vantare la partecipazione di vere e proprie Archistar del calibro di Michele De Lucchi, Renzo Piano e Carlo Piano. 

Niente da fare, non avevano voluto stare ad ascoltarla. Nel merito, nella forma e nella sostanza Piras e Bono ne avevano fatto una questione politica e tale è rimasta almeno sino all’altra sera.

Come han reagito le Opposizioni?  

Senza parole, salvo quel piccolo appunto del capogruppo del pd Maurizio Perinetti sulla durata delle iniziative. 

“Un mese per la mostra sui negozi  Olivetti mi sembra un po’ pochino. Io andrei avanti almeno sino a Carnevale...”. 

Di rimando Casali: “l’avevo già pensato...”.

E poi sempre Perinetti, rivolgendosi a Casali, ma alla ricerca di un motivo per aizzare Bono e Piras. “Anche la sua maggioranza sostiene che lei questa manifestazione se la sta un po’ gestendo.  Perchè non è stata coinvolta la città?  La sensazione è che  la cosa sia stata gestita in un cerchio un po’ chiuso, in modo un po’ troppo personale. Tanti soldi così non torneranno un’altra volta...”.

Già. Ma tanti soldi così bisognava essere capaci di spenderli, considerando i tanti vincoli. Non era così scontato che ci si riuscisse in così pochi mesi. 

Che ci sia un po’ di invidia tra le file della maggioranza è certo, così come è vero che nessuno della giunta s’è presentato all’inaugurazione della Mostra sui negozi Olivetti nel mondo...

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