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Ivrea
08 Novembre 2022 - 16:43
Terranova
Non ha un dubbio che sia uno. Fausta Francisca sindaco di Borgofranco d’Ivrea, uno dei 57 comuni soci di SCS. A leggere le notizie sugli omessi pagamenti della Tari (dal 2016 in avanti sigh...!) da parte del presidente di SCS Calogero Terranova, non sapeva se mettersi a piangere o tentare una risata... Ancor peggio che Terranova figura in due elenchi di “cattivi pagatori”, nel primo come presidente della Btc Consultin srl di via Cesare Pavese e nel secondo per la casa di civile abitazione...

Fausto Francisca, sindaco di Borgofranco d'Ivrea, chiede le dimissioni di Calogero Terranova, presidente di Scs la società che si occupa di raccogliere rifiuti in 57 comuni dell'eporediese
“Deve dimmettersi! - stigmatizza - Io dico che uno così deve dare immediatamente le dimissioni. Per un consigliere comunale i contenziosi sono incompatibili con la carica. Se non paghi una tassa sei dichiarato decaduto. Avrà tutte le sue scuse... Si sarà dimenticato di pagarle ma deve dare le dimissioni e poi far valere tutti i suoi diritti. Questa cosa non è compatibile con i ruolo che ricopre. Abbiamo sbagliato uomo. Se ricopri un incarico così tutto puoi fare ma non puoi non pagare le tasse considerando che si pretende che tutti le paghino.. Io dico: tragga le conclusioni...”.
Calogero Terranova siede nel cda di SCS dal 20 maggio del 2016. Prima insieme a Marta Benedetto e al presidente Maddalena Vietti Niclot. Riconfermato nel 2019 insieme a tutti gli altri e per altri tre anni, infine rieletto nel 2022 su indicazione dell’area Pd, con il sindaco di Strambino Sonia Cambursano schierata apertamente per lui e pronta a rivendicare la carica di presidente, giustificandola con la “continuità” ma anche perchè “nei tre anni precedenti si era dato un gran da fare”.
Cambursano si dice in attesa di ulteriori approfondimenti. “E’ una persona che gode della mia fiducia - sottolinea - Si può anche fare un errore....”.

Sonia Cambursano (Pd) sindaco di Strambino. E' stata lei qualche mese fa a indicare il nome di Calogero Terranova nel cda di SCS
Come lei il sindaco di Bollengo Luigi Sergio Ricca.
“Non voglio giustificare ma un conto è il contenzioso con la società di cui sei presidente, un conto è l’incompatibilità tra la carica di consigliere comunale e Comune - precisa - Sta a Ivrea decidere cosa fare… Io onestamente non mi sento di dire una cosa piuttosto che un’altra… Dobbiamo aspettare un attimino per poter giudicare...”.
Risposte scarne, a tratti insignificanti. La verità è che è difficile commentare quella che vederla da vicino sembra una barzelletta.
Via cesare Pavese 6 a Ivrea. Area Ex Montefibre
Qual è il colmo di un presidente di una società municipalizzata che si occupa di raccolta e smaltimento rifiuti....?
Non pagare la tassa rifiuti...
“E’ evidente che la notizia ci ha lasciato esterrefatti - commenta con noi il segretario del Pd di Ivrea Luca Spitale - E’ sempre stato un uomo d’area. Ha sempre dimostrato di essere una persona competente e di poter reggere quell’incarico in SCS. Credo di aver capito che c’è una discrepanza tra quanto da lui dichiarato e quanto dovrebbe pagare. Si chiariranno le cose e pagherà il dovuto. Non esiste uno scenario diverso. Non vedo scandali. Lo vedrei se qualcuno avesse imboscato questa situazione. Dice che non ne era a conoscenza. Perchè non credergli? Non ci vedo una mala politica o una mala amministrazione. Piuttosto è la dimostrazione che l’Amministrazione comunale funziona a prescindere da chi ha davanti. Poi è vero che io, nei suoi panni, prima di accettare la presidenza in un’azienda che si occupa di rifiuti, avrei controllato tutti i miei pagamenti. E’ un incarico politico e ci sta che prima o poi si accendino i riflettori su di te....”.
E se il consigliere comunale, Francesco Comotto, di Viviamo Ivrea anticipa di voler approfondire la questione in commissione e di voler convocare in quell’occasione Terranova in audizione, Massimo Fresc del Movimento 5 stelle parla di danno di credibilità per Scs e coglie la palla al balzo per puntare il dito sulle inefficienze e sulla mancanza di volontà a procedere verso una tariffazione puntuale della raccolta rifiuti che possa premiare i cittadini virtuosi.
Si definisce “prudente” il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti. Di tutt’altro avviso i Fratelli d’Italia, ancora un po’ con il dente avvelenato per quella mancata nomina nel cda di SCS della vicepresidente di sezione Marzia Vinciguerra, fagocitata da un accordo Lega/Pd.
“Avevamo accettato, nonostante l’acceso confronto che mi ha vista coinvolta in prima persona, la candidatura e l’elezione di Calogero Terranova per le sue caratteristiche personali e professionali convinti che fossero adatte a ricoprire al meglio il ruolo di Presidente di Scs - commenta oggi Vinciguerra - La sua competenza professionale era stata motivo di garanzia per la conduzione, per l’equità e la correttezza nel rispetto delle regole vigenti verso i contribuenti del territorio. Purtroppo, siamo oggi tenuti a evidenziare che dobbiamo ricrederci....”
Le fa eco il consigliere comunale Marco Neri: “La sua credibilità è venuta mena agli occhi dei cittadini...”.
Anche più puntuto il commento di Cadigia Perini di Unione Popolare. “In una situazione così - stigmatizza - Prima ti dimetti e poi dai tutte le spiegazioni che vuoi. Con la situazione che ha SCS e con gli aumenti in vista la credibilità è tutto...”.
A scoprire gli omessi pagamenti sono stati gli uffici comunali di Ivrea. Cartelle non pagate per svariate migliaia di euro, dal 2016 in avanti, a carico della Btc service & Consulting srl che ha sede al civico 6 di via Cesare Pavese, nell’area del tribunale.
Calogero ne è il presidente e tra i soci figurano il fratello Massimo e Roberto Berutti, figlio dell’ex direttore di Ivrea Parcheggi Luigi.
All’Ufficio tributi del Comune, gira di qua, gira di là, mancherebbero all’appello 509 metri quadri, tre autorimesse e sei posti auto. E ancora non basta. Tra i conteggi ci sarebbe (e usiamo di nuovo il condizionale) pure casa sua, ma la “cartella” non è ancora stata recapitata al domicilio... Arriverà, senza tanta fretta, con i tempi della macchina comunale, che tutto sono fuorchè svizzeri.
Malcontati, ma il conto totale nessuno lo vuole dire apertamente, ce ne sarebbe per 30 mila euro....
Una cifra da capogiro...
“Pur essendo presidente della società di queste cose non me ne sono mai occupato - ci aveta detto la scorsa settimana Terranova - E’ tutto vero. E’ arrivato l’avviso. Mio fratello ha già fissato un incontro con il funzionario addetto. In realtà c’è un errore sui metri. Hanno sbagliato i calcoli e la cifra da pagare sarà intorno ai 3 mila euro. E’ da rettificare. E’ andata così: che cosa ci posso fare? Lo so che fa ridere, ma è capitato a me! A quanto ammonta non ve lo posso dire, ci sono altri soci di mezzo...”.
Come abbia fatto il fratello a dimenticarsene è un arcano considerando che proprio in via Cesare Pavese, davanti agli uffici esiste una vera e propria isola ecologica...
Possibile che non gli sia mai venuto un dubbio che sia uno?
Nulla da dire, invece, sul mancato pagamento Tari riferibile all’abitazione.
“Non sono reticente - sottolineava sempre Terranova - Capita a volte che ci siano discrepanze su quanto dichiarato. Anche in questo caso non so che dire. Del pagamento se ne occupa mia moglie. Abbiamo controllato e i pagamenti ci sono...”.
Insomma, tant’è!
E dire che Terranova, con il curriculum che si ritrova, tutto potrebbe permettersi tranne che un omesso pagamento delle tasse.
Nato a Canicattì nel 1968, dichiara - e nessuno lo mette in discussione - di essere iscritto all’albo dei commercialisti e degli esperti contabili della circoscrizione di Ivrea. Nell’elenco dei titoli quello di “revisore contabile”, di “consulente del tribunale”, di “perito penale”, di sindaco in numerosi collegi dei sindaci. Incarichi che ha svolto oltre che a Ivrea anche in numerosi comuni del circondario, al CCA, al Cic, al Distretto tecnologico in Aeg e ci fermiamo qui. Tra le altre cose Terranova è spastoierai presidente del Lions Club di Ivrea, dove era succeduto a Roberto Battegazzorre.
Sullo sfondo, con il sapore della “beffa”, le dichiarazioni del direttore di SCS Andrea Grigolon su un aumento delle tariffe (ma solo per chi le paga, sigh) a causa di una raccolta differenziata degli imballaggi in plastica che va male, tanto da mettere in discussione il contributo di circa 60 mila euro mensili che Scs riceve da Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi. S’aggiungerà presto in bolletta anche l’aumento dei costi del carburante, s’intende sempre e solo per chi si ricorda di pagare e non fa pasticci..

Di sicuro Terranova ha fatto una buona impressione anche a chi governa l’Aci, socio di minoranza al 15% di Ivrea Parcheggi che nel 2018 ha fatto il suo nome conferendogli un posto in questo cda. L’Aci (Automobile club Italia), per la cronaca, fino ai primi mesi del 2021 aveva sede in via Cesare Pavese, nello stesso edificio che ospita la Btc Service & Consulting.
Ha chiuso i battenti quando con il nuovo corso, Ivrea Parcheggi ha messo in discussione la convenzione del valore di 30 mila euro per la vendita di abbonamenti, tessere Europark e Card Orange, con sommo dispiacere del presidente Luigi Berruti, che non è un omonimo del Berruti che aveva diretto Ivrea Parcheggi fino a qualche anno prima.
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