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23 Gennaio 2022 - 16:01
Lo scorso anno, a causa della pandemia, l'Anpi di Ivrea aveva preferito disertare. Nel 2020, invece, scoppiò una piccola polemica tra le due Anpi con la decisione dei padroni di casa di non far suonare il Coro Bajolese, (pronto a raccontare sofferenze, patimenti e gioie di un periodo irripetibile) per dare spazio a degli attori chiamati a leggere le biografie dei Caduti. Una comparsata umiliante per un coro conosciuto e riconosciuto internazionalmente. E poco importa se gli stessi attori avrebbero gradito degli intermezzi canori. Il No! del “padrone di casa” era stato implacabile.
Si comincia da qui e si finì con il litigare su quella splendida tradizione di scandire i nomi dei caduti per poi urlare in coro “Presente”. “Troppo fascista” avrebbero detto i biellesi e così gli eporediesi si spostarono un po’ più in là per continuare a fare quel che avevan sempre fatto.
“Da anni, da quando sono iniziate le cerimonie della Memoria – commentava Mario Beiletti dell’Anpi di Ivrea – quando i Partigiani seppellivano i loro compagni caduti, il grido “Presente!” echeggiava dopo il nome proprio e quello di battaglia. Significava: “Tu sei ancora con noi, combatti al nostro fianco”. Ora qualcuno ha “scoperto” che quel grido era usato anche dai fascisti repubblichini. Ma va? Non lo sapevano i nostri Partigiani che lo usavano? Certo, ma su ogni cosa occorre ragionare e ben ponderare…”.
«Mio caro papà, per disgraziate circostanze sono caduto prigioniero dei tedeschi. Quasi sicuramente sarò fucilato. Sono tranquillo e sereno perché pienamente consapevole d'aver fatto tutto il mio dovere d'italiano e di comunista.
Ho amato sopra tutto i miei ideali, pienamente cosciente che avrei dovuto tutto dare, anche la vita; e questa mia decisa volontà fa sì che io affronti la morte con la calma dei forti.
Non so altro che dire. Il mio ultimo abbraccio Walter Il mio ultimo saluto a tutti quelli che mi vollero bene.»
La mattina dell'esecuzione, il 5 febbraio 1945, vicino a Cuorgnè, successe un imprevisto, la corda si spezzò durante l'impiccagione. I nazisti non ebbero tuttavia pietà e, procuratisi una nuova corda, portarono a termine l'esecuzione. Riconoscimenti • Genova gli ha dedicato una via nel quartiere di Sampierdarena. • Il Liceo scientifico Gian Domenico Cassini ha dedicato a lui e ad altri ex alunni partigiani (Giacomo Buranello, Giorgio Issel, Silvano Stacchetti) una lapide ad eterna memoria posta sopra l'ingresso dell'aula magna dell'istituto. • Ivrea gli ha dedicato una piazza nel centro storico. • Cuorgnè gli ha dedicato una lapide nel luogo in cui venne giustiziato; anche una via del paese è intitolata a Fillak. • Il comune di Donato, sede del comando partigiano, ha eretto un monumento alla Resistenza utilizzando i ruderi della casa incendiata dai tedeschi e ha intitolato una via a Walter Fillak. • A Montanaro, in provincia di Torino, è intitolata a lui la scuola materna statale.Edicola digitale
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