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Settimo Torinese
04 Maggio 2023 - 16:40
Il medico Umberto Salvi
La Regione ha confermato la volontà di mantenere i servizi sul territorio, allineandosi al progetto dell’Asl To4 e del Comune di Settimo.
Ma la strada verso la nuova era dell’Ospedale di Settimo è seminata di incognite: se la nuova proprietà decidesse di dismettere i servizi sanitari, oggi attivi e apprezzati, cosa succederà? E se l’asta dovesse andare deserta, quali sarebbero le conseguenze? E i posti di lavoro, ben 146, che fine faranno?
Umberto Salvi, medico e presidente dell’osservatorio socio sanitario cittadino, è fiducioso per ciò che riguarda la ricollocazione dei servizi. “Era già in programma l’ampliamento del poliambulatorio di via Leini, - conferma Salvi - stiamo già lavorando da novembre affinché i servizi possano essere risistemati. In realtà, con la trasformazione già programmata del Poliambulatorio in Casa di comunità nel 2026, alcuni servizi sarebbero comunque usciti dall’ospedale per approdare in quella sede. I reparti più complicati da traslocare sono quelli di radiologia e di medicina legale: hanno bisogno di maggiore spazio rispetto ad altri servizi. l’Asl TO4 ha messo a disposizione i locali di via Ariosto, via don Paviolo e via Regio Parco ma tutti necessitano di interventi di ristrutturazione.

Ci sono locali messi meglio, come quelli di via Ariosto, ma sul resto ci sarà qualche investimento da fare”.
La nuova proprietà potrebbe anche decidere di mantenere tutti i servizi al piano terra dell’Ospedale, ma in caso contrario si procederà al trasferimento nei locali individuati dall’As e sarà inevitabile affrontare anche un periodo transitorio, in cui si assisterà alla migrazione dei servizi con conseguenti disagi per gli utenti.
Il protocollo approvato dalla Regione, nonostante abbia riscosso consensi, lascia comunque due questioni aperte:
“La gestione del personale desta grossa preoccupazione e manca un accordo su cui ragionare qualora l’asta andasse deserta - continua Salvi - .E questi sono due temi importanti. La cifra base di 50 milioni di euro è molto alta. Se l’asta andasse deserta, sarebbe ideale che l’ospedale diventasse struttura pubblica. Sappiamo che ci sono delle difficoltà, ma in questo senso l’assessore Icardi non era stato così negativo”. La scadenza dell’asta è stata fissata per mercoledì 17 maggio.
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