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Ivrea
19 Giugno 2023 - 17:24
Che cosa sono 2 o 3 anni di disagi ferroviari per chi non li subirà? Sulla carta non rappresentano nulla e, infatti, solo una cosa importa a Rfi (Rete ferroviaria italiana): prendere i soldi del Pnrr e chiudere i cantieri entro il 2026.
Morale? Ad oggi. A pochi mesi dall’inizio dei lavori di elettrificazione della Ivrea Aosta non si sa ancora nulla.
Non si sa, tra le altre cose, o non si è ancora capito, in che modo si agevoleranno i pendolari.
E non si sa - e non lo può prevedere nessuno - quanto incideranno sulla vita dei cittadini i numerosi cantieri e il movimento di camion che ne seguirà.
Nulla! Non si sa nulla.
E poi c’è Ivrea. Qui il disagio sarà moltiplicato al cubo, non foss’altro che si è deciso di sventrare mezza città per innalzare un tunnel senza mai aver preso seriamente in considerazione la possibilità di utilizzo dei treni a batteria, il che fa un po’ sorridere in un mondo che sulle batterie sta costruendo tutti gli scenari futuri sulla mobilità.
Tant’è!
Così è se vi pare...
Avrebbe detto Pirandello.
All’incontro informativo tenutosi venerdì scorso alla Pepinière d’entreprise di Pont-Saint-Martin tra le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta, Rfi e sindaci “inascoltati” del territorio interessati dalla maxi opera è comunque arrivato un “contentino”.
I lavori partiranno a gennaio, ma per salvare il Carnevale di Ivrea, sotto le rosse torri, le ruspe si presenteranno solo dopo la battaglia delle arance.
Tutto qui? Tutto qui! E le barricate che il neo eletto sindaco Matteo Chiantore, ancora in campagna elettorale e con la flemma da avvocato, aveva promesso durante un pubblico dibattito alle Officine H organizzato dalla passata amministrazione Sertoli?
In molti lo avevano applaudito. Sembrava uno che voleva spaccare il mondo come “Braveheart”.
Ci aveva convinto che avrebbe piegato tutti alla forza delle idee e a dei ragionamenti logici.
Peccato che alle parole non sia seguito nulla di formale, neanche uno straccio di ricorso al Tar o una lettera di “insulti”. Le avesse scritte e non ne avesse dato notizia sarebbe ancora peggio, considerando che è proprio con la voce grossa che a volte certe situazioni si motificano.
Insomma nè più e nè meno di quel che ci si sarebbe aspettati da un Sertoli qualsiasi.
Tra i nodi da sciogliere, poi, a nessuno sfugga le famigerate “compensazioni”. Gli accenni dell’ex assessore Michele Cafarelli alla risistemazione dei locali che stan sotto il lungodora pare si stiano scontrando con le rivendicazioni dei proprietari. C’è qualche novità? Boh!
All’incontro erano presenti anche i sindaci di Borgofranco, Settimo Vittone, Quincinetto, Tavagnasco e Montalto Dora con il dito puntato sugli autobus che prenderanno il posto dei treni e dovranno giocoforza attraversare il ponte sulla Dora a Quincinetto (portata ridotta a 26 tonnellate) o l’autostrada A5 dove, sempre all’altezza di Quincinetto, inco mbe una frana. In caso di caduta massi il rischio, concreto, è trovarsi l’autostrada chiusa con unica alternativa la statale 26, già oggi intasata da Tir all’altezza di Borgofranco.
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