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Cuorgnè

"Ospedale e Pronto Soccorso, quante promesse non mantenute!"

Scontro acceso nell'ultimo Consiglio comunale sulla sanità in Alto Canavese

Cuorgnè

L'ospedale di Cuorgnè

Scontro aspro a Cuorgnè, durante l’ultima seduta di consiglio, sul tema della Sanità.

I ”Moderati e Indipendenti” avevano presentato il 3 ottobre un’interpellanza sulla mancata riapertura del Pronto Soccorso, poi integrata il 18 novembre dopo l’annuncio che sarebbe stato aperto un Punto di Primo Intervento.

Chiamato come da regolamento ad illustrare il contenuto dell’interpellanza, il capogruppo Danilo Armanni ha effettuato un lungo excursus su promesse e fatti dell’ultimo anno, ovvero da quand’è in carica la giunta Cresto, attaccandola duramente e ricevendo risposte altrettanto dure.  

Appena insediatosi il nuovo consiglio – ha esordito – io e Vacca Cavalot avevamo scritto ad ogni ente competente, amministrazione di Cuorgnè compresa, proponendo di collaborare per la ripresa di questo servizio irrinunciabile del Pronto Soccorso, che non avrebbe mai dovuto essere chiuso, tantomeno durante una pandemia. Nessuno ci ha degnati di un cenno. Abbiamo lasciato che la situazione si  evolvesse, anche a fronte delle vostre rassicurazioni: sembrava sempre che fosse lì lì per riaprire ed invece temo che non accadrà più”.

Ha quindi aggiunto polemicamente: “In giugno ci avevate convocati per comunicarci delle novità che erano poi un documento dell’ASL in cui si diceva che stavano per essere banditi i concorsi, dei quali non si è saputo più nulla: mancavano gli urgentisti, poi gli ortopedici, gli addetti alla Sala-Gessi; manca sempre qualcuno…”.

Ha quindi attaccato la Regione ma anche il Comune per la conferenza-stampa tenuta da Cirio ed Icardi all’ospedale. “Avevate convocato un  consiglio aperto sul Pronto Soccorso e invece di parteciparvi hanno indetto quell’incontro, dove hanno parlato del Punto di Primo Intervento che poi si è capito essere una sorta di ambulanza medicalizzata del 118, ferma lì per 12 ore al giorno. Non siamo stati invitati e  voi non ci avete detto nulla. Invece di ricordare a Cirio le sue promesse della campagna elettorale, avete cambiato atteggiamento e vi siete accodati ai politici locali che fanno parte del consiglio regionale, insieme ai soliti sindachini della montagna allineati con le posizioni del centro-destra. Il giorno dopo, sui giornali, tutti a battere le mani esultanti”.

Gli affondi di Armanni

Danilo Armanni consigliere comunale

Fino a questo momento, la polemica era stata pungente ma ricompresa a pieno titolo nell’ambito dello scontro politico. Due frasi sopra le righe hanno però scatenato la reazione di sindaco ed assessori: quella sui sindachini e subito dopo un’altra, riferita alla presentazione del Punto di Primo Intervento. “La cosa più scioccante di quella serata – ha affermato Armanni - è stata il sentir dire da un medico che, se qualcuno si presenta alle otto e cinque minuti della sera in una struttura in cui, al di là del portone chiuso, ci sono un’ambulanza, un medico,  un infermiere, può morire sul selciato perché non verrà soccorso”.

Il sindaco Cresto è insorta: “Questo non l’ha detto nessuno! Non ti consento di affermare una  cosa del genere perché le persone che ascoltano la registrazione potrebbero credere che sia così…”.

Con tono meno irritato ha poi proseguito: “Ti prego di non dire sciocchezze simili. Tra l’altro non è questo il contenuto dell’interrogazione che devi illustrare.”

Come spesso accade quando si vogliono rimarcare le distanze, il capogruppo dei “Moderati e Indipendenti”  ha replicato: “Le sciocchezze le hanno dette tutti, se permette: io le do del Lei”.

Piccata la controreplica del sindaco:  “Le chiedo scusa ma mi fa veramente arrabbiare sentire menzogne simili. La registrazione della serata è possibile riascoltarla andando sulla Pagina Facebook del Comune”.

Dalla maggioranza si sono levate voci di protesta nei confronti di Armanni, accusato di non aver ascoltato bene quanto affermato dai responsabili dell’ospedale e di aver detto “un sacco di inesattezze” ma lui ha rincarato la dose: “Invece di un Pronto Soccorso avremo un ambulatorio, con un medico e due o tre infermieri sottratti ai reparti, poi diranno che non ci sono i numeri per tenerlo aperto (chi verifica i dati?)  e lo chiuderanno”.

Ha tuttavia esortato a lavorare insieme: ”Portiamo in commissione questo argomento e prepariamo un documento da inviare anche agli altri Comuni!”.

La replica della maggioranza 

Giovanna Cresto sindaco di Cuorgnè

L’assessore alla Sanità Elisa Troglia ha esortato: “Chiedo a tutti il massimo rispetto per i professionisti sanitari, che stanno cercando di fare il possibile per mettere in piedi un servizio che non vada ad incidere sul resto dell’ospedale e che lavorano, spesso vergognosamente, a fianco dei dipendenti delle cooperative, di cui conosciamo benissimo le retribuzioni”.

Ha quindi precisato: “Siamo stati i promotori in settembre di una Conferenza dei Sindaci dell’ASL TO 4 ed abbiamo preso una posizione scomoda e dura rispetto alle esternalizzazioni. Non siamo stati consultati sul Punto di Primo Intervento  e prima di Natale abbiamo intenzione di chiedere un incontro al dottor Girardi sul Piano Operativo”.  

Ancora: “Alla conferenza stampa del 27 ottobre il nostro sindaco Giovanna Cresto ha preso posizione davanti a tutti dicendo che non avremmo accettato un contentino. Questo non esclude che nell’immediato stiamo dando una mano all’ASL per far conoscere ai cittadini il Punto di Primo Intervento. Abbiamo sollecitato un incontro, che deve organizzare la Regione e che non è stato ancora convocato”.  

Sulla mancata partecipazione di Cirio ed Icardi al consiglio aperto ha rivelato un particolare interessante e poco rassicurante: “Il sindaco ha ribadito che si sarebbe comunque svolto nonostante Cirio, Icardi  e molti altri ci avessero chiesto come mai mantenessimo quest’impegno”.

A sua volta Giovanna Cresto ha precisato: “Al consiglio aperto non sono venuti i vertici della Regione ma quelli dell’ASL sì e Scarpetta è rimasto fino alla fine, anche se era in fondo alla sala. Alla presentazione del Punto di Primo Intervento i vertici dell’ASL c’erano tutti e il Responsabile Sanitario dell’Ospedale, il dottor Girardi, è stato indispensabile in questo anno per far funzionare i pochi servizi rimasti a Cuorgnè. Abbiamo detto chiaramente che il nostro obiettivo è il Pronto Soccorso e che non accetteremo contentini. La convocazione del consiglio aperto ha smosso le acque e dire che ci accodiamo, che la nostra amministrazione sia zerbina, questo no, non lo accetto”.

Ha quindi chiuso con  un’esortazione: “Dove ci sta portando questo continuo accusarci invece di lavorare insieme per il medesimo obiettivo?".

Critiche alla Sanità Privata. Ma anche a quella dei piccoli centri...

L'ingresso del Pronto Soccorso di Cuorgnè

Sulle critiche che Armanni ha rivolto alla politica sanitaria della Regione sarebbe difficile non concordare.

Tutti a dire che l’ASL non ha soldi – ha sottolineato – ma sappiamo come li ha spesi. E’ chiaro che vogliono imporci il Metodo della Lombardia: le organizzazioni con cui hanno stipulato le convenzioni  fanno capo a cliniche private partecipate da enti milanesi. Mi chiedevo quali utili potessero ricavare da un Pronto Soccorso: a parte poche eccezioni come la Chirurgia Estetica e l’Oculistica, la Sanità è per definizione un servizio in perdita. Poi ho capito, anche grazie al Nursind: i gettonisti sono pagati il triplo, il quadruplo dei medici interni all’ospedale: 850 euro a turno invece di 120. E’ anche un modo per indurre i medici ad andarsene dal Servizio Pubblico”.

Molto sgradevole ed irrispettoso è invece parso l’atteggiamento di Armanni nei confronti di chi amministra i piccoli centri ed il sindaco, rifacendosi alla sua esortazione a lavorare insieme,  lo ha rimarcato: “Dovremmo cercare di muoverci all’unisono anche con i sindaci degli altri comuni, con i <sindachini della montagna> ai quali inviare un comunicato da sottoscrivere dopo averli chiamati così: non so come la prenderanno. Hanno tutto il mio rispetto: siamo nella stessa barca ed abbiamo la stessa dignità”.

La toppa non è stata migliore dello strappo: “Faccio una precisazione – ha detto Armanni - visto che l’avete presa male. I <sindachini> credo corrispondano esattamene agli stessi che fecero questioni e non firmarono la lettera di Rostagno di un paio di anni fa: mi pare che fossero tutti della montagna”.

Cosa non quadra nell’atteggiamento del capogruppo dei “Moderati e Indipendenti”? Che i sindaci dei piccoli centri abbiano spesso una visione campanilistica è vero (non tutti però); che si rifacciano in buona  parte al centrodestra pure. Spesso hanno un atteggiamento ambivalente visto che da un lato rivendicano i servizi sul territorio e dall’altro si piegano a politiche regionali  e nazionali di segno opposto quando provengono dalla parte politica di appartenenza. La definizione di “sindachini di montagna” però non racchiude una critica politica quanto piuttosto un intimo disprezzo verso gli amministratori e di conseguenza gli abitanti dei piccoli centri, considerati figli di un Dio minore, che dovrebbero starsene buoni in un angolo  e non disturbare tanto le loro minuscole comunità non contano nulla.

Molto progressista questo atteggiamento non è…

L'interpellanza sul Pronto Soccorso

Il consigliere comunale Davide Pieruccini

Nella polemica fra la maggioranza ed i “Moderati e Indipendenti” è entrato alla fine anche il capogruppo di “Cuorgnè C’è” Davide Pieruccini.

In teoria non avrebbe potuto prendere la parola trattandosi di un’interpellanza - che ha le sue regole - ma visto l’andamento della discussione il sindaco, dopo un istante di esitazione, gliel’ha concessa. Anzi ha insistito perché intervenisse.

Tornando sulla questione delle tantissime firme raccolte l’estate scorsa dalla petizione che il suo gruppo aveva promosso e che la maggioranza aveva snobbato parlando addirittura di “cattiva pubblicità” Pieruccini ha ribadito che ”più iniziative ci sono e meglio è. Lo stesso ragionamento del <meglio poco che niente> utilizzato per il Punto di Primo Intervento, potrebbe essere applicato alle iniziative”.

Rispetto alle carenze di personale per riaprire il Pronto Soccorso ha affermato con forza: “Ancora una volta sento dire che manca il personale per la Sala-gessi. Gli operatori sono a Caluso! Li avevano spostati  lì durante la chiusura per Covid. Basterebbe riportarli dov’erano”.

In riferimento al consiglio aperto del 2 novembre ha dichiarato: “Mi sarei aspettato che ciascuno dei consiglieri intervenisse per dire la sua,  invece è stata una sfilata di gente che ha fatto il suo discorso e se n’è  andata via. Non ho ancora capito adesso l’intervento del vicepresidente della Commissione Regionale Sanità: avrebbe dovuto essere il tramite con la Regione e invece… (Si riferiva ad Andrea Cane). Eravamo partiti come in un normale consiglio, con l’appello ecc. ma se ciascuno se ne va quando vuole, la prossima volta ditecelo: non so se verremo”.

Pieruccini non ha tuttavia spiegato se si riferisse ai consiglieri comunali o agli altri politici intervenuti perché questi ultimi non fanno parte del consiglio…

La sua ultima osservazione ha invece riguardato l’avverbio <vergognosamente> utilizzato dall’assessore Troglia per indicare i medici ospedalieri che lavorano fianco a fianco con i colleghi <gettonisti> pagati quattro volte tanto. Non avendo colto il senso della frase, aveva ritenuto quel termine offensivo verso i  lavoratori delle cooperative. L’assessore ha spiegato che non voleva essere discriminatoria verso di essi ma indicare il disagio di chi fa lo stesso lavoro dei colleghi per compensi assai più bassi.

 

 

 

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