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29 Gennaio 2026 - 14:22
Il rumore delle lamine sulla neve si è fermato, sostituito da un silenzio carico di dolore. A Crans-Montana, nella località svizzera segnata dalla tragedia della notte di Capodanno, la Nazionale di sci alpino femminile italiana, con Sofia Goggia davanti a tutte, ha reso omaggio alle ragazze, ai ragazzi e ai lavoratori che hanno perso la vita nell’incendio scoppiato all’interno del locale Le Constellation. Un gesto semplice e solenne, documentato anche da un video diffuso sui canali social di Italia Team, che racconta meglio di qualsiasi parola il peso di quel momento.
Sotto una fitta nevicata, le azzurre hanno deposto una corona di fiori gialli, per poi fermarsi raccolte in un minuto di silenzio davanti al luogo della tragedia. Con loro c’erano i tecnici della Fisi, la Federazione italiana sport invernali, che ha voluto fortemente l’iniziativa in sintonia con il Governo e il Coni, come segno di vicinanza ai feriti e alle giovanissime vittime del rogo che ha scosso l’intera comunità locale.
Il gesto si inserisce in un contesto particolarmente carico di significato. Crans-Montana è infatti l’ultima tappa della Coppa del Mondo di sci femminile prima delle Olimpiadi, e venerdì e sabato ospiterà due gare cruciali. Ma l’atmosfera, fin dal primo giorno, è stata diversa dal solito. Niente musica dagli altoparlanti, nessun segnale di festa. Solo compostezza e rispetto, come voluto dagli organizzatori e dalla Federazione internazionale.
La giornata sportiva si è aperta con la consueta prova cronometrata sulla pista del Mont Lachaux, condizionata dal vento forte in quota che ha costretto a un tracciato accorciato. Più una presa di contatto che un vero test agonistico. I tempi, poco indicativi, hanno visto come miglior azzurra Nicol Delago, settima, mentre Federica Brignone ha preso confidenza con il percorso senza forzare. Giovedì è in programma la seconda prova, venerdì la discesa libera con partenza alle 10, seguita sabato dal SuperG.
Ma il momento più intenso è arrivato nel pomeriggio. Con Federica Brignone e Sofia Goggia in prima fila, le azzurre e i tecnici Fisi si sono recati davanti al Le Constellation, diventato dopo quella notte un luogo di raccoglimento, colmo di candele e fiori lasciati in memoria delle vittime. Sulla scalinata dell’ingresso è stato deposto un grande mazzo di fiori bianchi e gialli accompagnato dal gagliardetto della Fisi. Poi, ancora una volta, il silenzio. Un minuto vissuto con gli occhi lucidi e il capo chino.

Le iniziative commemorative non si fermeranno qui. Gli organizzatori locali e la Federazione internazionale hanno deciso di osservare un minuto di raccoglimento anche prima dell’inizio delle gare ufficiali. Tutti gli eventi collaterali sono stati annullati, le pubblicità a bordo pista rimosse, per concentrare l’attenzione esclusivamente sulle competizioni sportive. Le azzurre italiane gareggeranno con il lutto al braccio, portando con sé, su quella neve, il peso di una tragedia che ha superato ogni confine.
In un mondo abituato alla velocità e alla spettacolarizzazione, lo sci italiano ha scelto il rispetto. E a Crans-Montana, tra sport e dolore, quel silenzio è diventato il gesto più forte.
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