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Il caso
21 Dicembre 2022 - 17:23
L'assessore Debernardi ieri sera in Consiglio mentre leggeva l'atto con cui ritirava la delibera approvata solo la scorsa seduta
Chi di "perculo" ferisce, di "perculo" perisce.
Manco a farlo apposta, è quello che è capitato al super assessore dalle mille deleghe Fabrizio Debernardi.
Dopo aver sfottuto solo qualche giorno fa i cittadini che su Facebook si lamentavano dei disagi causati dalla nevicata di giovedì scorso - “E mettere gomme invernali, ad esempio?” oppure “La aspetto per scrivere il prossimo piano neve”, le battute più “carine” riservate nei commenti ai post dei suoi concittadini - l’assessore “blasone” è incappato in una figuraccia colossale.
Tant’è che ieri sera, in Consiglio comunale, tutta la minoranza - dal centrodestra a Claudia Buo di “Liberamente Democratici” - ne ha chiesto le dimissioni, suggerito al sindaco Claudio Castello il ritiro delle deleghe oppure, ancora, ha minacciato di rivolgersi alla Procura della Repubblica.
“Invece di sbeffeggiare i cittadini su Facebook, l’assessore stia più in ufficio a lavorare - ha puntato il dito, tra i tanti, Enzo Falbo di Fratelli d’Italia -. In tempi non sospetti, quando c’era un sindaco che non era ostaggio dei partiti com’è oggi, un assessore così il giorno dopo quello che ha combinato, spariva!”.
Ma cos’ha combinato Debernardi, al di là della vicenda (pessima) degli ultimi sfottò su Facebook?
Facciamo qualche passo indietro....
Ve la ricordate la storia del passaggio a livello di “Strada delle Ghiacciaie”? No?
Bene, diamo una spolverata alla memoria.
“Strada delle Ghiacciaie” è una strada comunale che corre di fianco alla vecchia linea storica della ferrovia Chivasso-Casale, che si perde in mezzo ad una vegetazione sempre più fitta e finisce al passaggio a livello al km 31+321 della linea ferroviaria Torino-Milano.
In verità, fino al giugno 2018, proseguiva anche al di là dei binari del treno, fino a Torrazza Piemonte.
Ma da allora, dopo che RFI aveva chiesto la chiusura del passaggio a livello per eseguire dei lavori di manutenzione, il passaggio a livello non è mai stato riaperto. Causando una serie di disagi agli agricoltori di Castelrosso, che più volte hanno chiesto all’amministrazione comunale del sindaco Claudio Castello di insistere con RFI per chiedere la riapertura del passaggio a livello. Richieste cadute nel vuoto.
Bene, qualche mese fa gli agricoltori sono tornati alla carica. Anche perché s’è diffusa la notizia che RFI non avrebbe più voluto riapre il passaggio a livello al km 31+321.
Una notizia che, in realtà, è stata successivamente confermata dagli atti del Comune di Chivasso e dalle parole pronunciate prima in commissione e poi in Consiglio dall’assessore all’Agricoltura Fabrizio Debernardi.
Qualche settimana fa, il Consiglio ha approvato, presentata dall’assessore Debernardi una delibera, la numero 76 del 2022, con cui veniva messa nera su bianco la soppressione del passaggio a livello senza opere compensative e senza dare alcuna alternativa agli agricoltori di Castelrosso.
Morale: le proteste dell’opposizione, l’esposto al Prefetto di Torino, le verifiche avviate dagli uffici sulla delibera approvata dal Consiglio hanno portato, nella seduta di ieri sera, ad annullare l’atto e a ripresentarlo, in altra forma e con altri termini certamente più vantaggiosi per gli agricoltori e, in generale, per la collettività di Chivasso.
“La delibera deve essere annullata per un mero errore tecnico materiale degli uffici”, ha spiegato Debernardi.
Un errore che aveva portato a cancellare dalle opere compensative il passaggio ciclo-pedonale tra le vie Talentino e Mazzè.
Il passo indietro dell’amministrazione ha così portato, ieri sera, ad approvare una nuova delibera che prevede sì la soppressione del passaggio a livello al chilometro 31+321 della linea storica Torino-Milano, ma anche la realizzazione del passaggio ciclo-pedonale tra le vie Talentino e Mazzè, una nuova strada poderale lunga 170 metri parallela alla linea ferroviaria che permette agli agricoltori di avere un passaggio alternativo al passaggio a livello chiuso e la messa in sicurezza dei canali irrigui che corrono in zona.
Il tutto per 260 mila e rotti euro che RFI mette sul tavolo per la città di Chivasso.
Ma… e qui viene il nocciolo della questione, se non era per "l’errore materiale" della delibera - di cui il super assessore s’è lavato le mani scaricando la responsabilità sugli uffici - la città avrebbe perso queste opere compensative.
Ed è qui che s’è scatenata la bagarre politica sul ruolo che Debernardi ha tenuto in questa vicenda.

Matteo Doria, consigliere comunale di Amo Chivasso e le sue frazioni
“La situazione ha assunto contorni grotteschi - ha stigmatizzato Matteo Doria di Amo Chivasso e le sue Frazioni, tra i primi a schierarsi al fianco degli agricoltori castelrossesi -. In commissione territorio l’assessore ci ha detto che la strada delle ghiacciaie non serviva, che non era vero che c’era un rischio idrogeologico nel chiudere il passaggio a livello. L’assessore non ha dato importanza a questo problema. Dopo gli agricoltori hanno fatto un esposto al Prefetto. Il Consiglio ha votato una delibera sbagliata che è ancora diversa da quella che poi compare all’albo pretorio quindi, alla fine, viene annullata e oggi ne votiamo un’altra, che non è comunque ancora esaustiva. Bene: e la colpa è degli uffici? Per noi non è così e vogliamo vederci chiaro. Per questo ci rivolgeremo alla Procura della Repubblica”.
Parole dure. Condivise praticamente dall’intera opposizione, mentre la maggioranza ha provato una pallida difesa dell’assessore.
“L’argomento è stato portato in Consiglio maldestramente - ha attaccato Claudia Buo -. Possibile dare la colpa agli uffici dopo tutto questo? Siamo un Consiglio comunale, che figura stiamo facendo? Stiamo annullando una delibera approvata appena un mese fa, solo l’opposizione ha letto i documenti portati in commissione assetto e uso del territorio e in Consiglio. L’assessore dovrebbe lavorare di più e passare meno tempo sui social a puntualizzare sui commenti dei cittadini”.

Enzo Falbo durissimo con l'assessore
Giù duro c’è andato anche Enzo Falbo di Fratelli d’Italia.
“Tutti sbagliamo - ha inforcato Falbo -. Io non faccio colpe all’ufficio tecnico, in tempi non sospetti quando il sindaco era un sindaco e non ostaggio dei partiti, un assessore così il giorno dopo spariva. L’assessore è lì per controllare le determina e le delibere: deve controllare se siano corrette o meno. Ai miei tempi se un qualsiasi assessore sbagliava ed era a scapito della città, andavo da Fluttero e gli dicevo: o lo mandi via o non hai i numeri per governare. Invece qui in Consiglio la maggioranza tesse addirittura le lodi dell’assessore che ha portato in Consiglio una delibera che non ha neanche letto o guardato. Meno male che c’è un’opposizione brutta e cattiva, come dite voi, che ha sollevato il problema ed ha fatto sì che la città di Chivasso non perda 260 mila euro di opere compensative. Invece di scaricare le responsabilità sulla struttura comunale, piuttosto prendetevela con chi avete nominato…”.
Per la cronaca, la delibera è passata con i soli voti della maggioranza.
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