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IVREA. Patrizia Paglia riconfermata alla guida di Confindustria

L’Assemblea annuale di Confindustria Canavese, che si è tenuta venerdì 25 settembre 2020 a Ivrea, ha riconfermato all’unanimità Patrizia Paglia Presidente per il prossimo biennio. Oltre al Presidente, L’Assemblea ha rinnovato la squadra di vertice. Sono stati riconfermati i vice presidenti: Andrea Ardissone (Azienda energia e gas), Barbara Gallo (Progind Srl), Gisella Milani (Canavisia Srl), Dino Ruffatto (A. Benevenuta &C. Spa), Claudio Ferrero, Presidente PI (Molino Enrici Srl), Debora Ianni, Presidente GGI (Tecno System SpA), E’ inoltre stata fatta una nuova nomina: entra, infatti, a fare parte del Consiglio di Presidenza anche Giovanni Ronca, presidente di Olivetti e Chief Financial Officer di Tim. L’Assemblea ha accolto con grande favore l’ingresso di Olivetti nel Consiglio di Presidenza sia per la forte valenza che l’azienda riveste nella storia dell’Associazione degli Industriali, essendo stata tra le imprese fondatrici dell’organismo nel lontano 1945, sia per l’importante ruolo che essa ha avuto nella storia economica e sociale del Canavese, lasciando un’impronta indelebile nel territorio. Oggi la Olivetti è tra le protagoniste della trasformazione digitale del nostro Paese, una trasformazione che ha una rilevanza strategica per la competitività e la crescita dell’Italia. “Sono onorata e felice della fiducia che mi avete accordato scegliendomi come presidente anche per il prossimo biennio”, ha dichiarato Patrizia Paglia durante l’Assemblea. “I due anni appena trascorsi sono stati intensi e interessanti e spero di avere rappresentato degnamente le imprese del nostro territorio e di avere testimoniato la loro passione e la loro voglia di fare. Ora insieme alla squadra di Presidenza e a tutto il Consiglio generale ci apprestiamo ad affrontare un nuovo biennio che richiederà ancora maggiore impegno e determinazione: l’emergenza sanitaria che ha colpito il mondo a inizio 2020 reclama un grande sforzo comune affinché si riesca nel più breve tempo possibile a riorganizzare la nostra vita economia e ad affrontare al meglio le tante trasformazioni imposte dalla pandemia. Sono comunque estremamente ottimista e sono certa che tutti insieme e con il sostegno del nostro territorio riusciremo a superare al meglio questo difficile momento». I lavori dell’Assemblea si sono chiusi con un intervenuto di Gianmarco Giorda, direttore di ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) che ha affrontato il tema delle sfide e delle prospettive per la filiera italiana dell’automotive.

SFIDE E PROSPETTIVE PER LA FILIERA ITALIANA DELL’AUTOMOTIVE:

L’Assemblea annuale di Confindustria Canavese, che si è tenuta venerdì 25 settembre 2020 a Ivrea, ha ospitato Gianmarco Giorda, direttore di ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica). Giorda ha preso la parola per l’intervento conclusivo nel corso del quale ha affrontato il tema delle sfide e delle prospettive per la filiera italiana dell’automotive. Un intervento con un significato particolare, in un momento in cui la prolungata crisi economica investe le imprese del settore, considerato uno dei più rilevanti e strategici del Canavese. Gianmarco Giorda, dopo avere illustrato la situazione del mercato dell’automotive in Italia e nel mondo, ha parlato del futuro di un settore che (reduce già da una decrescita costante) più di altri è stato colpito in maniera devastante dagli effetti della pandemia. Forte delle oltre 5.500 aziende che in Italia operano in tale comparto, di circa 280.000 addetti solo nella parte manifatturiera (se si aggiungono anche i servizi in Italia ci sono quasi 1.200.000 persone che lavorano nel comparto) l’automotive può essere considerato a tutti gli effetti il motore della manifattura nel nostro Paese. Esso è il primo datore di lavoro in Italia e il primo contributore anche per quanto riguarda le entrate fiscali. Un settore chiave dunque, che rappresenta il 6,2% del PIL italiano e che registra il più alto moltiplicatore di valore aggiunto. “I drammatici effetti del Coronavirus si sono aggiunti a quelli già esistenti legati al grave calo della domanda a livello mondiale, causando una drastica riduzione del fatturato per tutte le nostre aziende”, ha dichiarato Patrizia Paglia, presidente di Confindustria Canavese. “Urgono pertanto provvedimenti urgenti che diano un efficace sostegno al settore che qui in Canavese è una vera e propria eccellenza. Abbiamo voluto ospitare il dott. Giorda in occasione della nostra Assemblea proprio per avere un confronto sulla filiera automotive e per riflettere su quelle che possono essere le prospettive di ripresa di un comparto determinante per la nostra economia. ANFIA sta lavorando con grande cura e attenzione non soltanto sull’attualità dell’automotive, ma anche su una visione sul futuro. Un futuro in cui non si parlerà più soltanto di automotive, ma di mobilità: un vero e proprio cambio di paradigma che porterà certamente difficoltà, ma anche grandi opportunità per tutti noi”. Giorda ha fatto un rapido excursus sui provvedimenti che il nostro Governo ha introdotto per sostenere la domanda, a partire dai recenti incentivi fiscali e dalle azioni messe in atto per favorire la trasformazione del settore, con il passaggio a trazioni alternative, in particolare all’elettrificazione, un trend in crescita dovuto anche alla richiesta di riduzione di Co2 che l’Europa ha fatto alle case auto. Sono però necessari ulteriori sforzi per il rilancio della filiera.  ANFIA, ha spiegato Giorda, sta perciò lavorando su molti fronti per aiutare il comparto a rialzare la testa: non solo chiedendo ulteriori incentivi al Governo, ma anche preparando un documento con specifiche proposte di politica industriale per dare ossigeno al settore da inserire nel Recovery Plan che l’Italia presenterà nelle prossime settimane all’Europa. Inoltre, sta operando con grande impegno sul lato della formazione, considerata oggi assolutamente fondamentale, sia con l’obiettivo di riuscire a riqualificare alcuni profili diventati ormai obsoleti, sia per creare nuovi profili in linea con quello che richiederà l’evoluzione del settore nei prossimi anni.
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