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12 Luglio 2018 - 20:44
Stare bene insieme coltivando ortaggi sul tetto della biblioteca.
Sulla terrazza della biblioteca Archimede, alle spalle dell’area che di solito si dedica alle presentazioni estive di libri e musica, c’è un vero e proprio orto coltivato e curato alla perfezione dagli inquilini e dalle inquiline del gruppo appartamento di Settimo T.Se della Cooperativa il Margine, con il supporto tecnico della Cooperativa Agricola Sociale Cavoli Nostri di Feletto e sotto la direzione dell’unione N.E.T.
Il progetto è iniziato nel 2016 grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, con la collaborazione della Città di Settimo, con gli assessori Massimo Pace e Silvia Favetta, la Fondazione ECM, la Cooperativa Cavoli Nostri, la Cooperativa Margine e la Coldiretti Torino. Nel 2017 è subentrata L’Oréal che finanzia, a tutt’oggi, tutte le attività che la terra e gli ortaggi necessitano.
Dario, Roberto, Cristina, Giovanna, Roberto e Annalisa, aiutati da Elena Micheletti, di Cavoli Nostri, e Elena Miron, del Margine, sono i sei “contadini” che, due volte alla settimana, per sei mesi all’anno, si occupano di coltivare e di far crescere al meglio le verdure, ognuno con un compito preciso.
Si armano di zappa, cesoia, rastrello, annaffiatoio e una piccola pala e curano le piantine con amore e dovizia: pomodori, insalate, zucchine, melanzane, fragole e tanto altro. Dispongono le piante in linea, le legano ai paletti di sostegno, le innaffiano, tolgono le erbacce e, a volte, parlano loro, assecondando alcuni stimati botanici che affermano che parlare alle piante aumenta la produzione.
“Ognuno ha le sue attività preferite- dice Elena Micheletti, presidente della Coop. Cavoli Nostri - ed è bello lavorare con con questi/e ragazzi/e, mettono moltissimo impegno nella loro attività agricola. E poi osservare le loro espressioni mentre raccolgono gli ortaggi non ha prezzo”.
Una volta raccolti gli ortaggi, sicuramente biologici e di ottima qualità, vengono portati a casa dei “contadini” e finiscono in cucina arricchendo il sapore dei loro piatti.
“É un’attività molto importante- sottolinea Elena Miron, operatrice socio-sanitaria del Margine, - che li rende maggiormente responsabili. Coltivare le verdure e poi mangiarle insieme ai compagni di casa li fa stare bene”.
“A me piace molto - afferma con orgoglio Roberto mentre toglie le erbacce dalle piante di pomodoro - perché è una festa quando mangiamo le verdure che abbiamo coltivato noi”.
“É bello curare le piante- esclama Annalisa raccogliendo le fragole mature - vederle crescere è fantastico”.
Questo progetto di ortoterapia ha un duplice valore psicologico: stimola le capacità relazionali, poiché lavorare insieme insegna a tollerare i propri e gli altrui limiti, e stimola l’autostima, perché vedere che si è in grado di produrre qualcosa fa bene al giudizio che si ha di sé.
L’attività è supportata da alcune ragazze del Servizio Civile, come Martina Frisina, studentessa in Tecniche erboristiche, che organizza degli incontri di conoscenza sulle piante aromatiche e officinali coltivate in loco.Edicola digitale
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