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Cronaca
28 Aprile 2026 - 11:25
Il Canavese piange il maestro Toni: addio a Aimone Mariota, anima del judo
Un malore improvviso, nella quiete della notte, ha interrotto una vita spesa tra sport, insegnamento e impegno civile. Toni Aimone Mariota, per tutti semplicemente il “maestro Toni”, è morto nella sua casa di Malanghero, frazione di San Maurizio Canavese, colpito da un infarto. Aveva 69 anni. Una scomparsa che lascia un vuoto profondo in un territorio dove il suo nome era diventato sinonimo di passione, disciplina e dedizione ai giovani.
Per oltre quarant’anni è stato un punto di riferimento nel mondo del judo, disciplina che non si era limitato a insegnare ma che aveva trasformato in uno strumento educativo. Migliaia di ragazzi sono passati dal suo tatami, trovando in lui non solo un allenatore, ma una guida capace di trasmettere valori prima ancora che tecniche. Il suo Centro Judo, fondato e cresciuto nel tempo, è diventato una vera e propria palestra di vita, una realtà radicata nel territorio e riconosciuta ben oltre i confini locali.
Nel 2025 aveva celebrato un traguardo importante: i 40 anni di attività del centro, festeggiati a San Francesco al Campo con la presentazione del libro “Crescere insieme”. Un titolo che riassumeva perfettamente il suo percorso: quello di un uomo che aveva costruito una comunità attorno allo sport, raccontando nelle pagine non solo la propria carriera ma anche le storie di chi, grazie a lui, aveva trovato una strada.
La figura del maestro Toni, però, andava oltre il judo. Era conosciuto anche nelle tradizioni locali, in particolare per il suo ruolo nella battaglia delle reines, dove era tra gli organizzatori e giudici delle manifestazioni che animano le Valli di Lanzo e il Ciriacese. Un impegno che racconta il legame profondo con il territorio e con le sue radici culturali.

Prima della pensione, Aimone Mariota aveva lavorato come agente di polizia municipale, prestando servizio nei Comuni di San Maurizio, San Francesco al Campo e San Carlo. Un’altra dimensione della sua vita dedicata alla collettività, sempre con lo stesso approccio concreto e diretto. Negli anni Novanta aveva anche ricoperto un ruolo politico, entrando nella giunta Coriasso come assessore, segno di una partecipazione attiva alla vita amministrativa del territorio.
Chi lo ha conosciuto lo descrive come una figura carismatica, capace di unire rigore e umanità. Sul tatami pretendeva disciplina, ma fuori era un punto di riferimento costante, pronto ad ascoltare e a sostenere. Il soprannome di “maestro” non era solo legato allo sport, ma a un modo di essere che ha lasciato un segno duraturo in intere generazioni.
La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente tra allievi, amici e colleghi, suscitando cordoglio e ricordi. In molti, in queste ore, stanno condividendo immagini e parole che raccontano l’impatto avuto dal maestro Toni nelle loro vite: un insegnamento che va oltre la tecnica, fatto di rispetto, sacrificio e crescita personale.
I funerali si terranno giovedì alle 15.30 nella chiesa parrocchiale di San Francesco al Campo, dove è attesa una partecipazione ampia, segno tangibile dell’affetto costruito in una vita intera. Sarà un momento di saluto, ma anche di riconoscimento per un uomo che ha saputo trasformare lo sport in un luogo di incontro e formazione.
Resta l’eredità di un percorso lungo decenni, fatto di allenamenti, gare, sorrisi e fatica condivisa. Un’eredità che continuerà a vivere nei gesti e nei valori di chi ha incrociato il suo cammino.
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