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26 Aprile 2026 - 18:39
Giada Capogreco è morta nel 2019 a 26 anni
Ci sono assenze che il tempo non cancella, ma trasforma in presenza condivisa. A Volpiano, sabato 18 aprile 2026, il ricordo di Giada Capogreco è diventato ancora una volta un gesto concreto, visibile, utile a tutti: l’inaugurazione di una nuova postazione Dae in piazza Cavour. Un’iniziativa dal forte valore simbolico e civile, nata per tenere viva la memoria di una giovane donna scomparsa troppo presto e, insieme, per lanciare un messaggio che va oltre il dolore privato: nessun battito dovrebbe fermarsi troppo presto.
La cerimonia ha riunito la grande famiglia della “Mangiavauda”, l’associazione che porta il nome e l’eredità affettiva di Giada Capogreco, rimasta nel cuore di chi l’ha conosciuta. Attorno a quel ricordo si sono stretti cittadini, volontari e istituzioni, in un momento che ha saputo unire commozione e responsabilità collettiva. Giada è scomparsa nel 2019, a soli 26 anni. Da allora, il suo nome non è rimasto confinato alla memoria intima dei familiari e degli amici, ma si è trasformato in un impegno concreto per il territorio. È da questa spinta che nasce il senso più autentico dell’iniziativa: fare in modo che dal dolore possa germogliare qualcosa di utile per tutti.
La nuova postazione Dae è stata realizzata grazie alla collaborazione con l’associazione “BattiKuore”, che ha accompagnato l’inaugurazione con una breve dimostrazione pratica. Un passaggio importante, perché installare un defibrillatore significa certamente dotare il paese di uno strumento salvavita, ma anche diffondere consapevolezza, cultura dell’emergenza e prontezza d’intervento. Il significato dell’evento, infatti, non si esaurisce nell’installazione di un dispositivo. C’è un messaggio preciso, semplice nella forma ma profondissimo nella sostanza: la prevenzione e la tempestività possono fare la differenza. E quando una comunità decide di investire in strumenti come il Dae, compie una scelta di civiltà prima ancora che sanitaria.
Alla memoria di Giada è dedicata “Mangiavauda”, una camminata enogastronomica che dal 2022 richiama ogni anno in paese almeno un migliaio di persone. Un appuntamento che nel tempo è diventato molto più di una manifestazione: è un modo per tenere insieme memoria, partecipazione e solidarietà. Il successo dell’iniziativa racconta bene quanto il legame tra Giada e la sua comunità sia ancora forte. Non si tratta soltanto di ricordare una ragazza descritta da tutti come solare, ma di trasformare quel ricordo in un’energia capace di coinvolgere centinaia di persone e di produrre effetti concreti sul territorio.

Giada Capogreco
A dare la misura più intensa e umana della giornata sono state le parole della madre di Giada, Silvia, che ha spiegato il senso profondo del gesto con una dichiarazione carica di dolore, amore e lucidità: “Mangiavauda offre questo dono a tutta la comunità di Volpiano. È stata la scelta più naturale, perché questa associazione è un gruppo di cuori che battono che sostengono un cuore che non batte più. Ci facciamo sempre la stessa domanda: ‘Quella sera un oggetto di questo valore vicino casa avrebbe potuto fare la differenza?’. Non lo sapremo mai. Giada continua a guidarci e a darci il motivo di essere qui. E questo è il nostro piccolo orgoglio”. Sono parole che colpiscono perché non cercano effetti, ma verità. Dentro quella domanda senza risposta — se un defibrillatore vicino casa avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi — c’è tutto il peso di una perdita irreparabile. Ma c’è anche la scelta, tutt’altro che scontata, di trasformare un interrogativo doloroso in un atto di generosità pubblica.
L’inaugurazione della postazione Dae in piazza Cavour rappresenta così molto più di un momento commemorativo. È un presidio di sicurezza, certo, ma anche un segnale forte per Volpiano: la memoria può diventare servizio, la fragilità può generare protezione, il lutto può tradursi in responsabilità condivisa. In tempi in cui spesso le comunità sembrano ritrovarsi solo davanti alle emergenze, iniziative come questa ricordano che esiste anche un altro modo di stare insieme: prevenire, educare, donare. E forse è proprio qui il lascito più bello di Giada Capogreco: continuare a far battere altri cuori, attraverso l’impegno di chi ha scelto di non lasciare che il suo ricordo si fermi al dolore.
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