AGGIORNAMENTI
Cerca
Cronaca
22 Marzo 2026 - 12:29
Cani uccisi dal veleno a Castellamonte: conferma dall’autopsia, cresce l’allarme tra i residenti
Una conferma che trasforma i sospetti in una realtà inquietante. A Castellamonte, il cane trovato agonizzante nelle scorse settimane lungo la provinciale in direzione Rivarolo è stato ucciso dal veleno. A stabilirlo sono stati gli accertamenti veterinari, che non lasciano spazio a dubbi e aprono ora un fronte investigativo più ampio.
L’animale viveva con la propria famiglia in frazione Sant’Antonio. Era stato ritrovato in condizioni disperate a bordo strada, in un’area frequentata e non lontana dal centro abitato. Un episodio che, fin da subito, aveva sollevato interrogativi tra i residenti e portato alla presentazione di una denuncia ai Carabinieri, dando il via alle indagini.
Oggi, con l’esito dell’autopsia, il quadro cambia: non si tratta più di un caso isolato o di una morte accidentale, ma di un gesto deliberato. Un atto che, oltre a colpire un animale, alimenta la preoccupazione in un’intera comunità.
E proprio il contesto in cui si inserisce questo episodio rende la vicenda ancora più delicata. Nelle ultime settimane erano già emerse altre segnalazioni sospette. A febbraio, infatti, un veterinario della zona aveva indicato la morte anomala di almeno altri due cani lungo la strada per Castelnuovo Nigra. Episodi che, all’epoca, non avevano trovato conferme definitive ma che oggi, alla luce di quanto accertato, assumono un peso diverso.

La possibile presenza di esche avvelenate sul territorio è ora una delle ipotesi al vaglio degli investigatori. Non è ancora chiaro se i casi siano collegati tra loro, ma la concentrazione degli episodi in un’area circoscritta e in un arco temporale ristretto rappresenta un elemento che non può essere ignorato.
Le indagini sono in corso e puntano a ricostruire con precisione tempi, modalità e responsabilità. Gli accertamenti si concentrano anche su eventuali testimonianze e su possibili immagini di videosorveglianza che potrebbero fornire elementi utili per individuare chi abbia disseminato il veleno.
Nel frattempo cresce l’allarme tra i cittadini, in particolare tra i proprietari di animali domestici. La paura è che possano esserci ancora esche pericolose nelle aree verdi o lungo le strade secondarie, con il rischio che altri cani possano ingerirle accidentalmente.
Già nei giorni scorsi l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pasquale Mazza, aveva invitato alla prudenza, raccomandando ai cittadini di prestare attenzione durante le passeggiate con i propri animali. Un appello che oggi assume un significato ancora più urgente.
La vicenda riaccende anche il tema della tutela degli animali e della prevenzione di atti simili, che non solo provocano sofferenza e morte, ma rappresentano anche un potenziale pericolo per la salute pubblica. Il veleno, infatti, può essere ingerito non solo da cani e gatti, ma anche da altri animali selvatici o, in casi estremi, entrare in contatto con persone.
Resta ora da capire se ci si trovi di fronte a episodi isolati o a una serie di azioni mirate. La risposta arriverà dalle indagini, ma nel frattempo il clima è quello della preoccupazione diffusa.
Per i residenti di Castellamonte, la morte del cane di Sant’Antonio non è solo un fatto di cronaca. È un segnale che impone attenzione, vigilanza e, soprattutto, la necessità di fare chiarezza su quanto sta accadendo nel territorio.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.