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Cronaca
22 Marzo 2026 - 10:16
Scritta vandalica sulla sede Cgil a Vercelli: “Vota Sì” con simbolo anarchico
Una scritta rossa, comparsa nel tardo pomeriggio di venerdì, e un messaggio che va oltre il semplice gesto vandalico. A Vercelli, la sede della Camera del Lavoro in via Stara è stata imbrattata con la frase “Vota Sì”, accompagnata da un simbolo anarchico, tracciata con una bomboletta spray. Un episodio che la Cgil Vercelli Valsesia definisce non solo un atto di vandalismo, ma anche una chiara provocazione politica, arrivata a ridosso del voto referendario sui quesiti della giustizia.
A rendere noto l’accaduto è stata la stessa organizzazione sindacale attraverso un comunicato ufficiale. La scritta è apparsa a soli due giorni dal referendum, in un contesto già segnato da una forte contrapposizione tra le posizioni in campo. La Cgil locale, infatti, si è esposta apertamente nelle settimane precedenti, portando avanti una campagna a favore del “Vota No”.
Secondo quanto riferito dal sindacato, il gesto sarebbe dunque da leggere anche come una risposta simbolica, seppur illegale, a quella presa di posizione. “Evidentemente un atto vandalico”, si legge nella nota, che sottolinea però anche la valenza politica dell’episodio, maturato in un momento particolarmente delicato del dibattito pubblico.
A intervenire è stato il segretario generale della Camera del Lavoro di Vercelli, Valter Bossoni, che ha condannato l’accaduto con parole nette: “Una scritta su un muro di certo non inficia e non ha il valore di tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi mesi sul territorio. La cancelleremo con una pennellata”.
Un passaggio che però non si limita alla dimensione pratica della pulizia, ma si inserisce in una riflessione più ampia sul clima politico. “Un po’ come i sostenitori del Sì vorrebbero cancellare le garanzie costituzionali di cui oggi gode la magistratura”, ha aggiunto Bossoni, ribadendo la posizione critica del sindacato rispetto ai contenuti del referendum.
Il segretario ha poi definito l’episodio “un evidente gesto provocatorio”, sottolineando come la scritta non rappresenti soltanto un danno materiale, ma anche un attacco simbolico: “È chiaramente un affronto politico che respingiamo con fermezza”.
Immediata la reazione anche sul piano formale. La Cgil Vercelli Valsesia ha infatti annunciato di aver già sporto denuncia alle autorità competenti, chiedendo che vengano individuati i responsabili del gesto. Saranno ora le forze dell’ordine a occuparsi delle indagini, anche attraverso l’eventuale analisi delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della tensione politica che spesso accompagna le consultazioni referendarie, soprattutto quando riguardano questioni sensibili come la giustizia. In questi contesti, il confronto tra posizioni diverse può degenerare, anche se in forme isolate, in atti simbolici o vandalici che rischiano di alimentare ulteriormente il clima di scontro.
Nel caso di Vercelli, la scelta di colpire la sede di un’organizzazione sindacale appare significativa. La Camera del Lavoro, infatti, rappresenta storicamente un luogo di rappresentanza e confronto, e proprio per questo diventa un bersaglio simbolico quando il dibattito politico si accende.
Resta però il dato concreto di un gesto che, al di là delle interpretazioni, configura un atto illecito e che sarà oggetto di accertamenti. La scritta verrà rimossa nei prossimi giorni, ma l’episodio lascia una traccia più profonda, legata al clima che accompagna il confronto pubblico.
In attesa di sviluppi sul fronte investigativo, la vicenda si inserisce in una fase delicata, in cui la campagna referendaria entra nelle sue ore decisive. E in cui, ancora una volta, il confine tra espressione politica e atto vandalico si dimostra sottile, ma non per questo meno rilevante.
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