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22 Marzo 2026 - 03:00
Un gesto che lascia sconcertati e che, questa volta più di altre, tocca un nervo scoperto della comunità. A Leini, nella notte tra venerdì 20 e sabato 21 marzo qualcuno ha vandalizzato il defibrillatore pubblico installato in piazza Primo Maggio, uno strumento pensato per intervenire in caso di emergenze e salvare vite.
Il DAE è stato recuperato dalla Polizia Locale e portato negli uffici del comando, dove resterà fino a quando la teca non verrà sistemata. Di fatto, per ora, la piazza resta senza uno dei suoi presidi più importanti.
La reazione dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Luca Torella, non si è fatta attendere:
"Un atto vergognoso, inqualificabile che, al di là del costo che graverà sulle casse del Comune, evidenzia la stupidità con cui si danneggiano presidi che, in caso di emergenza, potrebbero salvare una vita".

Il defibrillatore danneggiato a Leini
Ma al di là delle parole istituzionali, è l’umore della città a raccontare meglio di tutto la portata dell’episodio. Tra i residenti prevalgono rabbia e incredulità. C’è chi fatica a trovare una spiegazione, chi parla apertamente di mancanza di rispetto e chi allarga il discorso a un problema più generale di educazione civica.
In molti, infatti, leggono quanto accaduto come il segnale di qualcosa che va oltre il singolo episodio: un senso diffuso di impunità, la percezione che tanto “non succede nulla”, che le conseguenze, alla fine, non arrivino mai davvero. Un ragionamento che torna spesso nelle conversazioni di queste ore, insieme alla sensazione che si stia perdendo il valore delle regole condivise.
Non manca nemmeno chi riapre il capitolo della sicurezza. L’assenza di telecamere nella zona viene indicata da alcuni come un’occasione mancata, soprattutto quando si tratta di prevenire o almeno scoraggiare gesti di questo tipo. Altri, più pragmaticamente, fanno notare che non si può pensare di controllare ogni angolo del paese, ma resta la richiesta di fare qualcosa in più.
Intanto, resta il fatto: un presidio salvavita è stato reso inutilizzabile, anche solo temporaneamente. E questo, al di là di tutto, è ciò che più pesa. Perché colpire un defibrillatore non è come danneggiare qualsiasi altro oggetto pubblico: significa mettere a rischio, potenzialmente, chiunque.
E a Leini, oggi, questa consapevolezza si traduce in una domanda semplice ma pesante: perché?
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