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Rivarolo Canavese, raid nella scuola elementare. La Vittone: “Più danni che bottino, serve rafforzare la sicurezza”

Vandali in azione alla Gibellini Vallauri: distributori scassinati, estintori svuotati. Il Comune: “Colpito un luogo simbolo, ma la risposta è stata immediata”

Rivarolo Canavese

Rivarolo Canavese, raid nella scuola elementare. La Vittone: “Più danni che bottino, serve rafforzare la sicurezza”

Un’incursione notturna, probabilmente iniziata come un tentativo di furto e finita in un gesto di pura devastazione. È quanto accaduto tra domenica 15 e lunedì 16 marzo alla scuola elementare Gibellini Vallauri di Rivarolo Canavese, dove ignoti si sono introdotti nei locali del piano terra prendendo di mira i distributori automatici. Non trovando contanti, hanno trasformato l’azione in un raid vandalico: macchinette distrutte, armadi danneggiati e, soprattutto, estintori svuotati con la polvere dispersa nei corridoi e nelle aule.

Un quadro che, alle prime luci del mattino, si è presentato come una scena di degrado e disordine, tanto da rendere necessario il rientro a casa degli alunni delle classi coinvolte. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno avviato immediatamente le indagini, concentrandosi anche sull’analisi delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona. Nelle stesse ore è stata segnalata anche un’intrusione alla scuola media “Gozzano”, senza però danni evidenti.

Nel pomeriggio di lunedì, durante una conferenza stampa convocata dal sindaco Martino Zucco Chinà, l’amministrazione ha fatto il punto sull’accaduto, cercando di ridimensionare l’impatto economico dell’episodio ma senza nascondere la gravità del gesto. “Si è trattato di un furto con scasso che ha prodotto soprattutto fastidio e disagi”, ha spiegato la vicesindaca e assessora all’istruzione Marina Vittone, sottolineando come il valore della refurtiva sia stato irrisorio: “Parliamo di poche decine di euro in monete. Hanno scassinato le macchinette, ma non hanno portato via altro”.

Secondo quanto riferito, il gesto vandalico sarebbe scattato proprio per la mancanza di denaro: “Probabilmente, per dispetto, hanno anche scaricato gli estintori”, ha aggiunto Vittone, evidenziando come il danno maggiore sia stato causato proprio dalla polvere che ha reso necessaria una sanificazione urgente degli ambienti. Nonostante l’accaduto, la risposta organizzativa è stata rapida: “La macchina comunale si è attivata subito e già in tarda mattinata la situazione era sotto controllo, con le aule nuovamente utilizzabili”, ha spiegato la vicesindaca.

Un intervento tempestivo che ha limitato i disagi per studenti e famiglie, anche se resta l’amarezza per un gesto che ha colpito uno dei luoghi più sensibili della comunità. Durante la conferenza, il sindaco Zucco Chinà ha inserito l’episodio in un contesto più ampio: “Negli ultimi tempi si registra un aumento dei furti nelle scuole, anche perché si sa che, grazie ai fondi del Pnrr, sono presenti dispositivi come tablet e computer”. Un elemento che, secondo il primo cittadino, può rappresentare un fattore di rischio crescente non solo nel Canavese ma su scala più ampia.

Tuttavia, nel caso specifico di Rivarolo, il colpo si è rivelato fallimentare dal punto di vista economico, lasciando dietro di sé soprattutto danni materiali e disagio. “Questo è solo l’ennesimo episodio e, per fortuna, con un impatto economico minimo rispetto ad altri casi”, ha precisato Vittone, invitando però a non abbassare la guardia. Da qui la volontà dell’amministrazione di rafforzare le misure di prevenzione: “C’è tutta l’intenzione di aumentare i livelli di sicurezza e sorveglianza, soprattutto nei periodi di chiusura prolungata delle scuole”, ha dichiarato la vicesindaca, parlando di un potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e della richiesta di maggiori controlli sul territorio.

Le indagini intanto proseguono, con l’ipotesi che gli autori abbiano agito in gruppo e con l’obiettivo iniziale di un piccolo furto. Resta però il segno lasciato da un gesto che ha colpito un presidio educativo e sociale, alimentando la preoccupazione tra famiglie e insegnanti. Un episodio che riapre il tema della sicurezza negli edifici scolastici e della necessità di proteggerli non solo come strutture, ma come simboli di comunità.

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