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Cronaca
20 Marzo 2026 - 21:41
Caso Roggero, ricorso in Cassazione contro la condanna a 14 anni (foto di repertorio)
Si apre un nuovo capitolo nel caso giudiziario che negli ultimi anni ha alimentato il dibattito sulla legittima difesa in Italia. Mario Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour, ha presentato il ricorso in Cassazione contro la condanna a 14 anni e 9 mesi di carcere inflitta dalla Corte d’Appello di Torino lo scorso dicembre.
La decisione è stata formalizzata dal suo legale, l’avvocato Stefano Marcolini, che torna a sostenere la tesi della legittima difesa putativa, già avanzata nei precedenti gradi di giudizio. Secondo la difesa, Roggero avrebbe agito ritenendo di essere ancora in pericolo, nonostante la rapina fosse ormai in fase conclusiva.
I fatti risalgono alla sparatoria avvenuta nel parcheggio della gioielleria di Grinzane Cavour, nel Cuneese. Dopo aver subito una rapina, l’uomo esplose diversi colpi di arma da fuoco contro tre malviventi in fuga. Due di loro, Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, morirono, mentre un terzo, Alessandro Modica, rimase ferito.
Una vicenda che ha segnato profondamente la cronaca del Cuneese e che continua a dividere opinione pubblica e giuristi. Da un lato chi ritiene che il commerciante abbia agito per difendersi, dall’altro chi richiama i limiti imposti dalla legge sull’uso della forza.
Nelle motivazioni della sentenza, i giudici della Corte d’Appello di Torino hanno escluso la possibilità di riconoscere la legittima difesa, sottolineando come l’azione dei rapinatori fosse già conclusa. Secondo i magistrati, infatti, i malviventi si stavano allontanando e Roggero non poteva non rendersene conto al momento degli spari.
Una ricostruzione sempre respinta dall’imputato, che ha ribadito la propria versione dei fatti: “È stata legittima difesa. Se il rapinatore non avesse alzato l’arma non avrei sparato”.
Con il ricorso in Cassazione, il processo Roggero entra ora nella sua fase finale. La Suprema Corte sarà chiamata a valutare la correttezza giuridica della sentenza d’appello, verificando eventuali errori di diritto o vizi procedurali.
Il caso resta uno dei più emblematici in Italia sul tema della giustizia e legittima difesa, simbolo di un equilibrio delicato tra diritto alla sicurezza e rispetto delle norme.
In attesa della decisione della Cassazione, la vicenda continua a far discutere e a mantenere alta l’attenzione su un tema destinato a restare centrale nel dibattito pubblico.

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