Si chiude con una condanna a 1.500 euro di multa, sospesa con la condizionale, il procedimento di primo grado per l’ultima imputata coinvolta nella violenta rissa scoppiata nel quartiere Aurora di Torino il 28 maggio 2025. La donna, 53 anni, era accusata di rissa e ha affrontato il processo con il rito ordinario.
La decisione del giudice arriva dopo che nei giorni scorsi erano già state definite le posizioni degli altri imputati. Dieci persone, che avevano scelto il rito abbreviato, sono state condannate a pene che arrivano fino a cinque anni e dieci mesi di reclusione.
I fatti risalgono al tardo pomeriggio del 28 maggio dello scorso anno, quando nel quartiere Aurora due gruppi di persone di origine sudamericana si affrontarono violentemente in strada.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la scintilla sarebbe stata il furto di un telefono cellulare, episodio che avrebbe innescato un regolamento di conti degenerato in pochi minuti.
Lo scontro coinvolse numerose persone, tra uomini e donne, e si trasformò rapidamente in una rissa con bastoni e mazze, con la possibilità — secondo gli inquirenti — che siano stati utilizzati anche coltelli.
La violenza si estese anche alla carreggiata: alcune persone avrebbero tentato di inseguire gli avversari con un’auto, accelerando nella loro direzione nel tentativo di investirli.
Al termine degli scontri quattro persone furono trasportate in ospedale, tutte con ferite serie ma senza essere in pericolo di vita.
L’episodio suscitò forte preoccupazione nel quartiere Aurora, una delle zone più popolose e multietniche della città, dove lo scontro avvenne in piena strada e davanti a numerosi testimoni.
Le indagini della polizia permisero di identificare rapidamente diversi partecipanti alla rissa. Nei giorni successivi vennero eseguite le prime misure restrittive, mentre nel corso dell’inchiesta per alcuni indagati fu contestato anche il tentato omicidio.
Per quattro persone il giudice dispose la custodia cautelare in carcere, ritenendo particolarmente grave il ruolo avuto negli scontri.
La maggior parte degli imputati ha scelto di essere giudicata con rito abbreviato, procedura che consente di ottenere uno sconto di pena in caso di condanna. Il processo per la 53enne si è invece svolto con rito ordinario, arrivando ora alla definizione della sua posizione.
Con la sentenza pronunciata oggi, il tribunale ha quindi chiuso il primo grado del procedimento per tutti gli imputati coinvolti nella vicenda.
L’inchiesta ha messo in luce come uno scontro nato da un episodio apparentemente minore — il furto di un telefono — sia rapidamente degenerato in un violento regolamento di conti in strada, con armi improvvisate e inseguimenti.
Un episodio che aveva scosso il quartiere Aurora e che ora trova una prima definizione sul piano giudiziario, con responsabilità diverse accertate per i protagonisti della rissa.