Cerca

Cronaca

Esplosione di via Nizza, al via il processo: sentiti in aula i primi testimoni

Imputato Giovanni Zippo, accusato di aver provocato lo scoppio della palazzina nel giugno 2024. Nell’esplosione perse la vita il 33enne Jacopo Peretti, di Mazzè

Esplosione di via Nizza, al via il processo: sentiti in aula i primi testimoni

Esplosione di via Nizza, al via il processo: sentiti in aula i primi testimoni (a sinistra: Zippo)

È entrato nel vivo a Torino il processo per la devastante esplosione della palazzina di via Nizza 389, avvenuta nella notte tra il 29 e il 30 giugno 2025 nel quartiere Lingotto. Davanti ai giudici sono iniziati gli esami dei primi testimoni nel procedimento che vede imputato Giovanni Zippo, 41 anni, guardia giurata, accusato di omicidio volontario, disastro colposo e lesioni personali.

L’uomo è comparso in aula dal carcere Lorusso e Cutugno, dove si trova detenuto. In aula erano presenti anche i familiari della vittima, alcuni condomini e proprietari degli appartamenti dello stabile rimasto distrutto dall’esplosione.

Il primo testimone ascoltato è stato il capo della Squadra mobile della questura di Torino, che ha ricostruito davanti al tribunale le fasi iniziali delle indagini. Secondo gli investigatori, le conseguenze della deflagrazione avrebbero potuto essere ancora più gravi, considerando la violenza dello scoppio e i danni provocati all’edificio.

Subito dopo sono stati sentiti anche alcuni vigili del fuoco, tra i primi soccorritori intervenuti quella notte. Uno dei responsabili del nucleo specializzato nelle operazioni di ricerca tra le macerie ha raccontato in aula il momento in cui venne ritrovato il corpo di Jacopo Peretti, il giovane di 33 anni rimasto ucciso nell’esplosione. Il corpo fu individuato scavando a mano tra i detriti nella camera da letto dell’appartamento.

L’esplosione che distrusse parte della palazzina di via Nizza scosse profondamente il quartiere Lingotto e tutta la città di Torino. Poco dopo le 3 del mattino, un forte boato squarciò il silenzio della notte, seguito da un incendio che devastò diversi appartamenti.

Molti residenti furono costretti a fuggire dalle proprie case e diversi di loro rimasero feriti o sotto shock. Le squadre dei vigili del fuoco lavorarono per ore tra le macerie per mettere in sicurezza l’edificio e cercare eventuali persone rimaste intrappolate.

Fu durante queste operazioni che venne ritrovato senza vita Jacopo Peretti, giovane lavoratore di Mazzè che viveva in uno degli alloggi della palazzina.

Secondo la ricostruzione della Procura di Torino, l’esplosione non sarebbe stata un incidente. Gli inquirenti ritengono che Giovanni Zippo abbia provocato deliberatamente lo scoppio con l’intento di vendicarsi della sua ex compagna, che abitava nello stabile.

L’uomo rimase ustionato durante l’esplosione. Nei giorni successivi si rivolse per tre volte al Cto di Torino per curare le ferite, sostenendo di essersi bruciato mentre friggeva delle patatine in casa. Una versione che, secondo gli investigatori, non sarebbe compatibile con le ustioni riportate.

Tra gli elementi che hanno contribuito a indirizzare le indagini c’è anche il gps dell’auto di servizio della guardia giurata, risultato disattivato per circa un’ora durante la notte dell’esplosione. Gli investigatori ritengono che quell’operazione possa essere stata compiuta solo volontariamente.

Le indagini si sono basate anche su perquisizioni e sequestri effettuati nell’abitazione e nell’automobile dell’imputato, oltre che sull’analisi di diversi elementi raccolti nelle ore successive allo scoppio.

In aula, durante una pausa dell’udienza, ha parlato anche un amico di Jacopo Peretti, che aveva affittato al giovane l’appartamento in cui viveva. Rivedere le immagini dell’incendio e della casa distrutta continua a provocare grande dolore a chi lo conosceva.

Oltre alla tragedia personale, resta aperta anche la questione della ricostruzione della palazzina, che coinvolge diversi proprietari degli appartamenti distrutti o gravemente danneggiati dall’esplosione.

Jacopo Peretti viene ricordato da amici e conoscenti come una persona solare, instancabile nel lavoro e molto presente nella vita di chi gli stava accanto.

Il procedimento appena entrato nella fase dibattimentale dovrà ora ricostruire nel dettaglio quanto accaduto quella notte e stabilire eventuali responsabilità penali.

Nei prossimi mesi saranno ascoltati altri testimoni, investigatori e consulenti tecnici, mentre accusa e difesa cercheranno di chiarire dinamica e cause della deflagrazione che ha segnato uno degli episodi più drammatici della cronaca torinese degli ultimi anni.

Il luogo dell'esplosione

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori