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Ombre su Torino

Torino, 10 marzo 1978: le Brigate Rosse uccidono il maresciallo Rosario Berardi

Freddato alla fermata del tram in Largo Belgio da un commando della colonna torinese delle BR. L’omicidio per fermare il maxiprocesso al nucleo storico del terrorismo rosso

Torino, 10 marzo 1978: le Brigate Rosse uccidono il maresciallo Rosario Berardi

Torino, 10 marzo 1978: le Brigate Rosse uccidono il maresciallo Rosario Berardi

10 marzo 1978.

Intorno alle 7,30, il maresciallo di polizia Rosario Berardi si incammina da Via Manin 1, dove abita, per i 170 passi che lo separano dalla fermata del 7 in Largo Belgio, quartiere Vanchiglia.
Destinazione il commissariato di Porta Palazzo, dove è stato dislocato da qualche mese. Un posto tranquillo per uno come lui.
Già membro del nucleo antiterrorismo, il maresciallo è un uomo d’azione. Distintosi come protagonista nella scoperta e perquisizione di diversi covi di terroristi, il suo nome rimane principalmente legato all’operazione che porta all’arresto di Paolo Maurizio Ferrari, uno dei fondatori delle BR, nel 1974.
Nella Torino che quel giorno vede celebrarsi la seconda udienza del processo al nucleo storico delle Brigate Rosse, Berardi sta aspettando il tram. Non si accorge che alle sue spalle, da una 128 blu, sono scesi tre uomini e una donna.
Sono Cristoforo Piancone, Vincenzo Acella, Patrizio Peci e Nadia Ponti. Fanno tutti parte della colonna torinese delle Brigate Rosse. Viene colto di sorpresa, non fa in tempo a tirare fuori dal borsello la sua Beretta 92S. Gli attentatori gli sparano 7 volte, muore praticamente sul colpo.
 
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La rivendicazione arriva il pomeriggio stesso a nome della colonna "Margherita Cagol-Mara" che definisce l'agguato "episodio di un più generale attacco alla struttura militare del nemico". In maniera curiosamente agghiacciante, in tribunale, negli stessi momenti, è proprio Paolo Maurizio Ferrari, in quel momento nel “gabbione” a leggere un comunicato dove la morte di Berardi viene definita una vittoria.
Come per Croce e Casalegno alle BR serve il morto per stoppare il maxiprocesso di Torino, a cui il maresciallo avrebbe dovuto partecipare come testimone.
<<Siamo le BR abbiamo giustiziato un maresciallo della PS in corso Regina angolo corso Belgio. Il processo non si deve fare. Attenzione per Maria Adelaide Aglietta perché la prossima sarà lei. I compagni Curcio, Bonavita, Franceschini, non devono essere processati>>.
Il processo, effettivamente, si bloccherà nuovamente.
Il funerale si svolge il giorno dopo, l’11 marzo con 20000 persone a seguire il feretro per le strade di Vanchiglia. A memoria di Berardi rimane una lapide nel luogo in cui è stato ucciso che, da qualche anno, si chiama Largo Maresciallo Berardi.
Nello stesso giorno riprende anche il processo. Verrà interrotto di nuovo, qualche giorno dopo, quando il 16 marzo 1978 “l’attacco al cuore dello stato” raggiungerà l’apice col rapimento di Aldo Moro.
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