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Cronaca
09 Marzo 2026 - 11:46
Custode morto nella villa di Marco Lavazza: disposta l’autopsia
Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte di Ronald Adarlo, il custode di 49 anni trovato senza vita sabato scorso nella villa di Marco Lavazza, vicepresidente dell’omonimo gruppo e dell’Unione Industriali di Torino, sulla collina torinese.
Nelle prossime ore la Procura di Torino nominerà il medico legale incaricato di eseguire l’esame autoptico sul corpo dell’uomo. L’obiettivo è fare luce sulle circostanze del decesso, su cui al momento gli investigatori mantengono il massimo riserbo.
Sul caso è stato aperto un fascicolo conoscitivo, coordinato dal pubblico ministero Mario Bendoni, al momento senza ipotesi di reato né persone indagate. Gli accertamenti sono in corso e gli inquirenti stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto nelle ore precedenti alla tragedia.
Secondo le prime informazioni, Ronald Adarlo – di origine filippina – sarebbe caduto mentre stava svolgendo alcuni lavori all’esterno della villa, situata sulla collina di Torino. Proprio le modalità della caduta e le circostanze in cui si è verificata sono ora al centro delle verifiche investigative.
Al momento restano diverse le ipotesi al vaglio degli inquirenti. Tra queste quella di un incidente sul lavoro, ma non viene esclusa neppure la possibilità di un malore improvviso o di un gesto volontario. Saranno gli esiti dell’autopsia e gli accertamenti tecnici a stabilire con maggiore precisione cosa sia accaduto.
Subito dopo la scoperta del corpo sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo. Insieme ai soccorritori sono arrivati anche i carabinieri, incaricati di avviare le indagini, e i tecnici dello Spresal, il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asl, che si occupa proprio di verificare eventuali violazioni o criticità nei luoghi di lavoro.
Gli specialisti stanno analizzando l’area in cui si sarebbe verificata la caduta e valutando se l’uomo stesse svolgendo attività lavorative nel momento dell’incidente. In questi casi, infatti, vengono effettuate verifiche specifiche sulle condizioni di sicurezza e sulle modalità operative.
Per ora gli investigatori mantengono la massima cautela. Solo l’esame autoptico e i risultati delle indagini potranno chiarire con certezza cosa abbia provocato la morte del custode e se si sia trattato di un tragico incidente o di un evento dovuto ad altre cause.

Marco Lavazza
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