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Cuperlo show alla Camera: cita Cetto La Qualunque e smonta il bonus rimpatri (VIDEO)

Satira contro il Decreto Sicurezza: “615 euro per rispedire i migranti? È il libero mercato della coscienza”

Un intervento fuori dagli schemi, tra ironia e attacco politico diretto. Alla Camera, durante la seduta sul Decreto Sicurezza, il deputato del Pd Gianni Cuperlo sceglie la satira per criticare una delle norme più discusse del provvedimento: il bonus da 615 euro previsto per gli avvocati che ottengono il rimpatrio volontario dei migranti assistiti.

Per farlo, Cuperlo prende in prestito voce e linguaggio di Cetto La Qualunque, il celebre personaggio creato da Antonio Albanese, simbolo di una politica populista e cinica. Un intervento che trasforma l’Aula in un teatro politico, tra sorrisi e polemiche.

«Cittadini, popolo sovrano, contribuenti, ‘quantunquemente‘ lo si intenda giudicare, questo decreto da me ispirato è grandemente emozionante, in quanto perché finalmente lo Stato ragiona come me», esordisce il deputato dem, entrando subito nel registro parodico.

Nel mirino l’articolo 30-bis, che introduce il contributo economico per i rimpatri volontari. Cuperlo affonda con sarcasmo: «Perché – ha detto tra i sorrisi dei colleghi parlando del contributo per i rimpatri volontari – tu e dico tu, avvocato, arriva il migrante e tu che fai? Lo aiuti? Ma bravo: solidarietà, diritti e umanità. Però, se lo rimandi a casa, ‘immantinente’ ricevi 615 euro. E questo, ‘genialamente‘ parlando, è il libero mercato della coscienza, perché la vera domanda è ‘sempremente‘ la stessa: ma è legale stare dalla parte della Costituzione? La risposta tu, avvocato, l’hai dentro di te: è un pacchetto vacanze».

La parodia si fa ancora più tagliente quando immagina un sistema di incentivi progressivi: «Ma 615 euro sono pochi. Io da sindaco – ha recitato – farei il bonus fedeltà: se ne rimpatri uno, 615; se ne rimpatri due, 1.000; se ne rimpatri più di tre, ‘forsemente’ potrai ambire a un posto da Sottosegretario. E poi facciamo, ‘quantunquemente’, la tessera punti: ogni cinque migranti, un elettore in omaggio. ‘Infattamente’ lo Stato deve essere chiaro. Se vuoi sicurezza devi investire, perché alla fine il messaggio è: se resti è un problema; se parti è un affare, per noi. Cittadini, questa non è politica: questa, ‘senzadubbiamente’, è creatività contabile e su questo, modestamente, io sono un professionista».

Un passaggio che strappa risate ma che diventa anche un’accusa politica netta. Lo stesso Cuperlo sottolinea: «La cosa più realistica di questo discorso è l’uso degli avverbi», per poi concludere con un giudizio senza sfumature: «Quella che avete concepito è una misura incostituzionale».

L’intervento, diventato rapidamente virale, mette al centro il tema del rapporto tra legalità, diritti e gestione dei flussi migratori, trasformando una norma tecnica in un caso politico. E dimostra ancora una volta come la satira, anche nelle istituzioni, possa diventare uno strumento potente di critica.

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