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Cronaca

Chiesta la condanna per il “Re dei maranza” a Torino: processo per stalking contro un maestro delle elementari

La Procura chiede 1 anno e 8 mesi per Alì Said, un anno per i due amici. L’insegnante si costituisce parte civile, sentenza attesa a fine marzo

Chiesta la condanna per il “Re dei maranza” a Torino: processo per stalking contro un maestro delle elementari

Chiesta la condanna per il “Re dei maranza” a Torino: processo per stalking contro un maestro delle elementari

La Procura di Torino ha chiesto una condanna a un anno e otto mesi di reclusione per il tiktoker “Don Alì”, all’anagrafe Alì Said, imputato in un processo per atti persecutori ai danni di un insegnante della scuola delle suore Immacolatine, in via Vetignè 7. Per i due amici che erano con lui la richiesta è di un anno ciascuno.

Il procedimento riguarda un episodio avvenuto lo scorso novembre e ricostruito dall’accusa come un vero e proprio agguato ai danni del maestro dell’istituto religioso. A formulare le richieste di pena è stato il sostituto procuratore Roberto Furlan, al termine dell’istruttoria dibattimentale nel processo di primo grado. Secondo l’impostazione accusatoria, le condotte contestate integrerebbero gli estremi del reato di stalking, configurando comportamenti ritenuti idonei a generare nella persona offesa uno stato di ansia e timore tale da incidere sulle sue abitudini di vita.

La difesa di Alì Said, rappresentata dall’avvocata Federica Galante, ha invece chiesto la riqualificazione del reato da atti persecutori a minacce, sostenendo che le modalità e la portata dell’episodio non sarebbero tali da rientrare nella fattispecie più grave contestata dalla Procura. La decisione del giudice sulla qualificazione giuridica dei fatti sarà determinante anche in relazione all’entità dell’eventuale pena.

Sul piano cautelare, Alì Said si trova attualmente detenuto nel carcere di Aosta, mentre gli altri due imputati sono sottoposti all’obbligo di firma. Tutti erano presenti in aula nell’udienza in cui sono state formulate le richieste dell’accusa.

Nel procedimento si è costituito parte civile l’insegnante coinvolto, assistito dagli avvocati Davide Salvo e Davide Noviello, con l’obiettivo di ottenere il riconoscimento di eventuali danni subiti oltre all’accertamento delle responsabilità penali.

La sentenza è attesa per la fine di marzo. Spetterà al giudice stabilire se i fatti contestati configurino il reato di stalking oppure debbano essere ricondotti a una diversa ipotesi di reato. Resta ferma, fino a eventuale condanna definitiva, la presunzione di non colpevolezza degli imputati.

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