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Cronaca
18 Aprile 2026 - 09:45
Un copione studiato nei dettagli, sempre lo stesso, capace di colpire le persone più fragili. A Torino la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo accusato di essersi finto carabiniere per derubare anziani, mettendo a segno una serie di colpi con modalità tanto semplici quanto efficaci.
Le indagini della Squadra Mobile hanno ricostruito un sistema rodato, attivo almeno dallo scorso 24 febbraio, che prendeva di mira cittadini ultrasessantacinquenni. Secondo quanto emerso, l’uomo agiva con un complice, un cosiddetto “telefonista” al momento non identificato. Era proprio quest’ultimo ad avviare il contatto, chiamando le vittime e prospettando situazioni di emergenza o indagini in corso, spesso legate a presunte rapine.
A quel punto entrava in scena il falso carabiniere. Presentandosi direttamente a casa degli anziani, riusciva a ottenere la loro fiducia facendo leva sulla paura e sul senso di collaborazione con le forze dell’ordine. Una volta dentro l’abitazione, il passaggio era rapido: denaro contante, gioielli e carte bancomat venivano sottratti senza destare sospetti immediati. Le carte, secondo la ricostruzione, venivano poi utilizzate per effettuare prelievi indebiti.
Il provvedimento è stato notificato all’indagato mentre si trovava già detenuto presso la casa circondariale di Torino, dove era stato trasferito dopo un arresto in flagranza risalente al 27 marzo. Anche in quell’occasione, l’uomo avrebbe agito con le stesse modalità, colpendo altre due persone anziane.
La vicenda riporta sotto i riflettori una delle truffe più diffuse e insidiose, capace di insinuarsi nella quotidianità delle persone più vulnerabili. Il meccanismo si basa su un elemento chiave: la fiducia. Fingere di appartenere alle forze dell’ordine consente ai malviventi di abbattere ogni barriera, trasformando la casa – luogo per definizione sicuro – in uno spazio esposto al rischio.
Proprio per questo, le autorità tornano a richiamare l’attenzione sulla necessità di mantenere sempre alta la guardia. Le forze dell’ordine non chiedono mai denaro o beni per presunte indagini e ogni richiesta sospetta deve essere verificata contattando il Numero Unico di Emergenza 112, prima di far entrare chiunque in casa.
Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, vale la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva. Resta però il quadro di un’attività investigativa che ha permesso di interrompere un sistema ritenuto particolarmente insidioso, costruito proprio sulla vulnerabilità delle vittime.

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