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Torino
18 Aprile 2026 - 16:56
Giovedì 16 aprile si è svolto il settimo appuntamento torinese della rassegna “Enjoybook 2026 – storie di libertà e visione, dove la parola incontra la musica”, un ciclo di incontri capace di trasformare il Teatro Juvarra in uno spazio aperto di racconto, ascolto e confronto. Un luogo in cui il pubblico non è semplice spettatore, ma parte integrante di un percorso fatto di testimonianze, emozioni e riflessioni. Qui le parole degli ospiti diventano materia viva, capace di restituire storie autentiche e visioni profonde.
La rassegna nasce con l’obiettivo di creare un contesto libero, lontano da schemi ideologici o convenzionali, dove idee ed esperienze possano circolare senza filtri. Non si tratta di lezioni frontali né di tesi precostituite, ma di narrazioni personali che attraversano percorsi professionali e scelte di vita, passioni, dubbi, cadute e rinascite. Un vero e proprio laboratorio di pensiero e sensibilità, che invita a riconoscersi, dialogare e confrontarsi in un clima aperto e inclusivo.
Protagonisti della serata, intitolata “Capitano mio capitano. Un viaggio nella storia dei grandi capitani del passato”, sono stati Cristiana Ferrini e Riccardo Scirea, figli rispettivamente di Giorgio Ferrini, storica bandiera del Torino, e Gaetano Scirea, simbolo della Juventus. Attraverso i loro racconti, il pubblico ha potuto scoprire storie inedite, curiosità e aneddoti personali legati a due grandi icone del calcio italiano, andando oltre il mito sportivo per incontrare la dimensione più umana dei due campioni.
È stata un’occasione rara per ascoltare testimonianze dirette in un contesto di grande prestigio, capace di unire memoria e attualità. La serata è stata arricchita da momenti di musica dal vivo, che hanno accompagnato il pubblico in un viaggio emozionale tra parole e note, mentre il catering ha contribuito a creare un’atmosfera conviviale e accogliente.
A condurre l’incontro è stato Nicola Roggero, telecronista Sky, che ha guidato con sensibilità il dialogo tra sport, valori e racconti di vita, dando ritmo e profondità a una serata intensa e partecipata.
Più di un semplice evento, “Capitano mio capitano” si è rivelato un omaggio sentito al valore dello sport come scuola di vita: un racconto di leadership, passione e responsabilità, capace di attraversare le generazioni e di parlare, ancora oggi, al cuore del pubblico.
Hanno portato la loro testimonianza molti ex compagni dei due capitani, tra cui Domenico Marocchino, Claudio Sala e Renato Zaccarelli.
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