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Cronaca
03 Marzo 2026 - 09:51
Piatti lanciati contro la figlia e un revolver nascosto in casa: arrestato 49enne nel Biellese
Ha lanciato piatti contro la figlia ventenne, ferendola, dopo l’ennesima lite. Poi è caduto a terra, ubriaco, mentre in casa nascondeva un revolver calibro 357 Magnum con un centinaio di munizioni. È finita con un arresto la vicenda che ha scosso una famiglia del basso Biellese, dove un uomo di 49 anni è stato fermato dai carabinieri con l’accusa di atti persecutori e detenzione abusiva di armi e munizioni.
Tutto è iniziato con una telefonata al 112. La giovane, in preda alla paura, ha chiesto aiuto spiegando che il padre si trovava nella sua abitazione, in evidente stato di alterazione, e rifiutava di andarsene. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe iniziato a discutere animatamente con la figlia fino a perdere il controllo.
Sul posto è intervenuta una pattuglia dei carabinieri della stazione di Salussola. Quando i militari sono arrivati, la situazione era degenerata: durante la lite il 49enne aveva afferrato alcuni piatti e li aveva scagliati contro la figlia, colpendola e provocandole lievi ferite. Subito dopo, in stato di ebbrezza, avrebbe perso l’equilibrio, cadendo rovinosamente a terra e riportando a sua volta alcune lesioni.
L’uomo è stato trasportato in ospedale per le medicazioni del caso. Ma l’intervento non si è limitato a sedare l’episodio. I carabinieri hanno raccolto la testimonianza della giovane, facendo emergere un quadro ben più grave: quello di un clima di minacce, insulti e percosse che andava avanti da mesi. Una spirale di violenza domestica mai denunciata prima, per paura di ritorsioni.
Le dichiarazioni della ragazza hanno portato a ulteriori accertamenti. Durante le verifiche, i militari hanno scoperto che il 49enne custodiva illegalmente in casa una pistola, un revolver 357 Magnum, insieme a circa cento munizioni. Un’arma che, secondo quanto ricostruito, non risultava regolarmente detenuta.
La presenza dell’arma ha aggravato ulteriormente la posizione dell’uomo, facendo scattare l’arresto. Al termine degli accertamenti è stato condotto in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della violenza intrafamiliare, spesso sommersa e difficile da far emergere. In questo caso, la decisione della giovane di chiedere aiuto ha permesso di interrompere una situazione che, secondo quanto raccontato, si protraeva da tempo.
Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e verificare eventuali ulteriori responsabilità. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Intanto, nel piccolo centro del Biellese, resta lo sgomento per una vicenda che si è consumata tra le mura di casa e che solo per caso non ha avuto conseguenze più gravi.

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