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Cronaca

Monte Rosa, scialpinista precipita in un crepaccio: sospese le ricerche, speranze ormai nulle

È Rodolfo Franguelli, 61 anni di Gallarate, l’uomo bloccato a 30 metri di profondità. Feriti altri due alpinisti, recuperati vivi e ricoverati ad Aosta

Soccorso alpino

Soccorso alpino (foto di repertorio)

Si chiama Rodolfo Franguelli, ha 61 anni ed è di Gallarate, in provincia di Varese, lo scialpinista precipitato ieri pomeriggio in un crepaccio sul Monte Rosa e rimasto bloccato a circa 30 metri di profondità. Le operazioni di recupero sono state sospese a causa del maltempo. Le speranze di trovarlo ancora in vita sono considerate nulle.

L’incidente è avvenuto intorno alle 13.30 di ieri, a circa 4.000 metri di quota, nei pressi della Punta Vincent. Franguelli faceva parte di un gruppo di sei scialpinisti impegnati nella salita verso la vetta. I tre coinvolti direttamente nell’incidente erano suddivisi in due cordate distinte.

Secondo una prima ricostruzione, il francese di 30 anni è scivolato per primo. I due italiani, tra cui il 61enne lombardo e un 28enne, sono finiti nel crepaccio mentre tentavano di soccorrerlo. Sotto i loro sci ha ceduto il ponte nevoso che copriva il vuoto, una delle insidie più pericolose dei ghiacciai.

I due alpinisti, un italiano di 28 anni e un francese di 30 anni, sono stati riportati in superficie in tempi relativamente rapidi. Estratti vivi dal ghiacciaio, sono stati trasferiti in elicottero all’ospedale di Aosta per accertamenti e cure. Presentano traumi e ipotermia, ma le loro condizioni non sono gravi e non destano preoccupazione.

Ospedale Regionale "Umberto Parini"

Per Rodolfo Franguelli, invece, la situazione è apparsa fin da subito drammatica. Le temperature in quota sono molto basse, spesso ben al di sotto dello zero, e il ghiaccio del crepaccio non permette al corpo di mantenere calore, accelerando il rischio di ipotermia.

Le operazioni di recupero si sono rivelate estremamente complesse. I tecnici del Soccorso alpino valdostano e i militari della Guardia di finanza hanno predisposto ancoraggi sulla superficie del ghiacciaio e si sono calati nel crepaccio con tecniche alpinistiche avanzate, operando in spazi angusti e su pareti di ghiaccio instabili. Ogni manovra è stata eseguita con la massima cautela, per evitare cedimenti del manto nevoso e garantire la sicurezza degli stessi soccorritori.

Le centrali di emergenza hanno costantemente monitorato le condizioni meteorologiche e la stabilità del ghiacciaio. Le ricerche sono state sospese ieri sera con il calare della luce per motivi di sicurezza e non sono riprese all’alba. Oggi le operazioni restano ferme a causa del maltempo.

La zona della Punta Vincent è molto frequentata dagli appassionati di scialpinismo, ma è nota anche per la presenza di numerosi crepacci nascosti da sottili strati di neve. Un rischio costante, soprattutto in condizioni di instabilità del manto nevoso.

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